Adani lapidario dopo Milan Lazio: «L’arbitro Collu ha inventato una cosa tradendo il proprio mestiere. È arrivato capolinea» | OneFootball

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·30 novembre 2025

Adani lapidario dopo Milan Lazio: «L’arbitro Collu ha inventato una cosa tradendo il proprio mestiere. È arrivato capolinea»

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Adani lapidario dopo Milan Lazio: «L’arbitro Collu ha inventato una cosa tradendo il proprio mestiere. È arrivato capolinea». Il commento

Il finale concitato di Milan Lazio, culminato con la vittoria rossonera per 1-0 e la revoca di un potenziale rigore per i biancocelesti dopo l’intervento del VAR, ha scatenato la durissima reazione di Lele Adani. L’ex giocatore e opinionista è intervenuto sul suo profilo Instagram per commentare l’episodio, lanciando un attacco frontale alla categoria arbitrale e alla sua credibilità.

Il triplice giudizio e la morte del mestiere

Adani ha espresso un triplice giudizio sulla gara, evidenziando che il problema principale risiede nella gestione dell’arbitro Collu e del VAR, e non nel risultato finale, che ha visto il Milan meritare i tre punti. Il suo commento, perentorio e senza mezzi termini, ha fatto immediatamente il giro del web:


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«1. Il Milan ha meritato di vincere. 2. Per me non è mai rigore. 3. Quando si inventa una cosa per scappare dalle proprie responsabilità, si sceglie di tradire il proprio mestiere. E si perde totalmente la credibilità che era già pari allo zero o poco più. Arrivato al capolinea».

La frase più forte è stata pronunciata in apertura, un atto d’accusa che punta a sottolineare il crollo di autorevolezza e fiducia nei confronti dei direttori di gara: «Oggi muore ufficialmente il mestiere dell’arbitro».

il tradimento della professione

Adani ritiene che l’arbitro, con la sua gestione dell’episodio e la ricerca di una motivazione per revocare il rigore (dopo il richiamo al VAR per il tocco di mano di Pavlovic), abbia “tradito” il proprio mestiere. Secondo l’opinionista, l’aver “inventato una cosa per scappare dalle proprie responsabilità” ha portato a una perdita totale di credibilità, che Adani giudica già “pari allo zero o poco più”.

L’analisi di Adani si concentra sulla sostanza della decisione: pur concordando sul fatto che non fosse rigore (come ribadito nel punto 2), critica il processo attraverso il quale l’arbitro è arrivato alla decisione, evidenziando una mancanza di coraggio e una gestione confusa che ha portato la categoria al “capolinea” della fiducia.

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