Calcionews24
·20 aprile 2026
Adani tesse le lodi di Spalletti: «Lo metto al primo posto degli allenatori italiani, come genialità nel generare calcio!»

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Nel corso della sua recente partecipazione alla trasmissione sportiva La Nuova DS, l’ex difensore e noto opinionista televisivo Lele Adani ha affrontato diversi temi caldi legati al mondo bianconero. L’apertura del suo discorso è stata dedicata a un momento di profonda commozione, rivolgendo un pensiero speciale alla memoria di Alex Manninger. Il commentatore ha voluto esaltare il comportamento della dirigenza piemontese per la splendida e toccante commemorazione organizzata allo stadio prima della sfida di campionato contro il Bologna:
«Alex è stato anche un mio compagno di squadra, un ragazzo fantastico, quindi un abbraccio ovunque lui è, è una tragedia e voglio fare veramente i complimenti alla Juventus. I complimenti alla Juventus perché così si ricorda un loro fratello che se n’è andato con una celebrazione incredibile, con dei gesti dove ha dimostrato veramente la grandezza. Per me quello che ha fatto la Juventus oggi è grandezza, veramente».
Successivamente, l’analisi si è spostata sulle dinamiche di campo e sull’impatto tecnico di Luciano Spalletti sulla panchina torinese. L’esperto ha condiviso l’atteggiamento cauto dell’allenatore per quanto riguarda la lotta allo Scudetto, elogiando però in maniera netta l’evoluzione del gruppo, il calcio espresso e la capacità di compattarsi nei momenti di difficoltà:
«Non è tanto tempo fa, credo un paio di settimane fa, dove lui sottolinea che a volte non li riconosce, per quanto poi gli dimostrano, a volte non li riconosce. Perché escono da questo percorso virtuoso che secondo me, testimonia come stia lavorando molto bene Luciano, e lavora su tutti gli aspetti, sul singolo, sul collettivo, giocano un calcio propositivo ma non perdono l’equilibrio, sanno soffrire, per esempio la vittoria a Bergamo dimostra che è una squadra che se deve soffrire lo fa. Gioca un bel calcio, arriva il risultato con un calcio propositivo, in un percorso giusto secondo me, perché per me lui ha segnato questa strada. E come ho già detto in altre occasioni, è la strada giusta per questa Juve».
Per concludere, l’opinionista ha speso parole al miele per la mente tattica della squadra, definendolo come la massima espressione della scuola tecnica italiana. Un successo che passa dall’innovazione in campo fino alla profonda empatia instaurata all’interno dello spogliatoio:
«Io lo metto al primo posto degli allenatori italiani, come anche conoscenza e genialità nel generare calcio. Cioè lui lo conosce e sa dove andare, dove intervenire per generare situazioni da campo calcistiche molto evolute. Ma la chiave, quando trova poi, secondo me, è la connessione anche umana, cioè trova la partecipazione, non il condividere queste sue idee. A volte riesce, a volte no, però ragazzi, come sto dicendo, lui sta facendo un gran calcio, ma noi abbiamo tutti nell’immaginazione di immaginare, visualizzando quello che ha fatto a Napoli, lui riusciva a fare in un anno un calcio di livello d’Europa. Ce lo ricordiamo»


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