Calcionews24
·16 aprile 2026
Addio al tecnico leggendario: ha vinto 4 Champions

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·16 aprile 2026

Il mondo del calcio ha dovuto digerire un lutto tragico nelle ultime ore. Se n’è andato un uomo di calcio che ha scritto la storia: vinse 4 Champions League
Il calcio internazionale perde oggi una delle sue fondamenta più solide, un uomo capace di erigere una barriera insuperabile in un’epoca in cui lo sport era dominato da attaccanti leggendari e fantasie funamboliche. La sua figura è indissolubilmente legata alla genesi del mito moderno dei Blancos, una corazzata capace di dominare il continente grazie a una difesa che trovava in lui un leader silenzioso e carismatico. Con ben 4 Coppe dei Campioni nel palmarès e 6 titoli della Liga, questo protagonista assoluto ha rappresentato per quasi un decennio la polizza assicurativa di una squadra che schierava contemporaneamente fuoriclasse del calibro di Alfredo Di Stefano, Ferenc Puskas e Francisco Gento.
Durante le sue 337 presenze complessive, è stato soprannominato “il muro” per la sua capacità di rendere la retroguardia una fortezza inespugnabile, partecipando a finali epiche che hanno segnato la storia della competizione, tra cui lo storico 7-3 contro l’Eintracht Francoforte nel 1960. Oltre ai trionfi sul campo, la sua influenza si è estesa alla panchina, guidando selezioni nazionali in palcoscenici prestigiosi come i tornei olimpici e la massima rassegna iridata, pur dovendo affrontare il peso di aspettative enormi e la sfortuna di incrociare il cammino di formazioni destinate alla gloria eterna. La sua eredità non è fatta solo di metallo prezioso o di una Coppa Intercontinentale, ma di una disciplina tattica che ha trasformato il modo di intendere il ruolo del difensore moderno.
Il mondo del pallone piange oggi la scomparsa di José Emilio Santamaría, spentosi all’età di 96 anni lasciando un vuoto incolmabile nella storia del Real Madrid e della nazionale spagnola. Nato a Montevideo, in Uruguay, ma naturalizzato spagnolo, il difensore roccioso ha saputo unire due mondi calcistici, portando la grinta sudamericana nel cuore pulsante dell’Europa che conta. La sua carriera da allenatore lo ha visto protagonista di un percorso iniziato nelle giovanili delle merengues e culminato con l’incarico di commissario tecnico della Spagna durante i Mondiali 1982, l’edizione ospitata proprio dalle Furie Rosse e vinta dall’Italia di Enzo Bearzot.
José Santamaria si è spento: aveva 96 anni – calcionews24.com (foto: profilo IG Real Madrid)
Nonostante l’amarezza di un mondiale casalingo concluso prematuramente, il suo prestigio è rimasto intatto grazie a una carriera ventennale che lo ha visto guidare anche la selezione olimpica a Città del Messico nel 1968 e a Mosca nel 1980. Con la sua dipartita, scompare l’ultimo baluardo di quel Real Madrid yè-yè che incantò il mondo negli anni 60, un uomo che ha saputo vincere anche una Copa del Rey e consolidare il primato spagnolo in un periodo di transizione tecnica fondamentale. La sua capacità di lettura del gioco e il rigore metodologico ereditato da maestri come Luis Carniglia e Miguel Muñoz lo hanno reso un punto di riferimento per intere generazioni di centrali difensivi. Oggi il calcio spagnolo e internazionale rende omaggio a quello che per tutti era semplicemente il muro, un gigante che ha saputo proteggere i sogni di un intero club prima di dedicarsi alla crescita dei giovani talenti, lasciando una traccia indelebile fatta di 337 battaglie e innumerevoli trofei alzati al cielo.









































