Afan Cizmic, parla il raccattapalle che ha “fregato” Donnarumma in Bosnia-Italia: “Volevo aiutare la Bosnia” | OneFootball

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·8 aprile 2026

Afan Cizmic, parla il raccattapalle che ha “fregato” Donnarumma in Bosnia-Italia: “Volevo aiutare la Bosnia”

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Afan Cizmic è diventato un eroe in Bosnia per un gesto che ha mandato su tutte le furie Donnarumma: ecco le parole sul foglio rubato.

Durante la finale dei playoff per il Mondiale, un episodio insolito ha cambiato il destino della qualificazione. Afan Cizmic, 14 anni e giovane promessa del Celik, è diventato l’idolo dei tifosi bosniaci per aver sottratto a Donnarumma un foglietto in cui era riportato lo stile dei rigori che avrebbero calciato i giocatori della Bosnia-Erzegovina. Un gesto innocuo – a detta del ragazzino – che ha mandato su tutte le furie il capitano dell’Italia.


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Per tutta la gara ho pensato a come avrei potuto aiutare i miei idoli. È stata una sfida complicata – ha dichiarato il 14enne a La Gazzetta dello Sport –. Al primo tiro dal dischetto di Tahirovic ho visto il portiere azzurro guardare un foglio e lasciarlo al limite dell’area di rigore. Sono corso in campo per prenderlo, è stata una scelta istintiva e di cuore. Senza pensare alle conseguenze e ai giudizi. Volevo soltanto fare qualcosa di utile per il mio Paese”.

La reazione di Gianluigi Donnarumma

“Pensava che il colpevole fosse uno steward, ha iniziato a urlare contro uno di loro. Era fuori di sé. Poi ha provato a strappare il foglietto di Vasilj, l’arbitro è stato costretto a intervenire per fermarlo. Non era tranquillo, ecco perché si è tuffato male sui nostri penalty. È tra i portieri migliori al mondo, in quell’occasione però era troppo arrabbiato per restare concentrato.

Rispetto per l’Italia e il gesto “innocuo”

“Vorrei subito chiarire che ho un enorme rispetto per la Nazionale e per l’Italia. Con il mio gesto non pensavo di penalizzare gli azzurri. Lo sport è anche questo, quello che succede in campo resta in campo”.

Critiche sui social

“Sono stato giudicato e mi dispiace, ma resto con i piedi per terra. Sono semplicemente Afan, un ragazzo di 14 anni che segue le regole. Prima nella vita che nel calcio. Il mio obiettivo è avere una carriera importante, magari in un top club europeo. Il mio idolo è Cristiano Ronaldo, per stile di gioco e approccio al lavoro è un esempio. Un giorno sogno di vestire la maglia della Bosnia”.

Il ruolo di papà Emir

“Aveva notato la mia corsa verso l’area di rigore mentre guardava la partita in tv. Insieme abbiamo deciso di conservare quel foglietto. Dopo la qualificazione tutti mi hanno fatto i complimenti, sia in campo che fuori. Sono felice di aver aiutato la nazionale con un piccolo gesto”.

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