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·16 luglio 2026

Agnelli Arrivabene, la sentenza della CGUE sorride ai due ex Juventus! Ufficiale la decisione che scuote la Giustizia Sportiva

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La sentenza della CGUE sorride ad Agnelli Arrivabene, cosa è stato deciso per quanto riguarda la Giustizia Sportiva

La Corte di giustizia dell’Unione europea si è pronunciata sul delicato caso delle sanzioni inflitte ad Andrea Agnelli e Maurizio Arrivabene, rispettivamente ex presidente ed ex amministratore delegato della Juventus. La decisione dei giudici di Lussemburgo definisce i confini entro cui un provvedimento disciplinare sportivo, anche se esteso a livello internazionale, può ritenersi compatibile con il diritto comunitario.


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Il caso: dalle plusvalenze al rinvio pregiudiziale del TAR

La vicenda , come ricostruito da Calcio e Finanza, trae origine dal procedimento disciplinare avviato il 1° aprile 2022 dalla Procura Federale della FIGC, incentrato su un presunto sistema di plusvalenze artificiali volto a gonfiare i valori contabili dei calciatori nel corso delle operazioni di trasferimento. In seguito alle sanzioni nazionali, la FIFA ha esteso i provvedimenti inibitori a livello mondiale, impedendo ai due ex dirigenti bianconeri di ricoprire incarichi nel calcio organizzato anche fuori dall’Italia.

I due manager si sono quindi rivolti al TAR del Lazio, il quale ha sollevato un rinvio pregiudiziale dinanzi alla Corte UE per verificare se tali sanzioni rispettassero le libertà fondamentali europee e se l’attuale sistema di tutela giurisdizionale italiano fosse adeguato agli standard dell’Unione.

Libera circolazione e principio di proporzionalità

Secondo la sentenza europea, un’inibizione professionale estesa a tutti gli Stati membri rappresenta indubbiamente una limitazione alla libera circolazione dei lavoratori garantita dai Trattati. Tuttavia, tale restrizione può essere considerata legittima se persegue un obiettivo di interesse generale — come garantire la trasparenza finanziaria e il corretto svolgimento delle competizioni — e se rispetta il principio di proporzionalità.

Spetterà ora al giudice nazionale verificare se le sanzioni ad Agnelli e Arrivabene siano adeguate. In particolare, il tribunale italiano dovrà accertare se i divieti temporanei rientrino in un quadro regolamentare coerente e se la loro determinazione sia avvenuta secondo criteri trasparenti, oggettivi e non discriminatori.

Il diritto a una tutela giurisdizionale effettiva

La pronuncia si sofferma poi sul cruciale tema del controllo giurisdizionale. La Corte UE ha chiarito che i soggetti sanzionati devono poter beneficiare di una tutela giurisdizionale effettiva. Ciò implica la possibilità di ricorrere a un giudice indipendente che non si limiti a riconoscere un risarcimento economico, ma che abbia il potere di annullare la sanzione e disporre, se necessario, adeguate misure cautelari.

Il tribunale di controllo deve inoltre essere:

  • Previsto direttamente dalla legge;
  • Totalmente indipendente dalle organizzazioni sportive;
  • Capace di garantire i diritti della difesa e il principio del contraddittorio.

Pur non imponendo un doppio grado di giudizio, il diritto dell’Unione esige che almeno un organo assicuri questa tutela reale. Sarà il TAR del Lazio a dover valutare se il sistema di giustizia sportiva italiano o, quantomeno, l’organo di ultima istanza risponda pienamente a questi requisiti.

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