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·12 settembre 2026
💥 Aiello CHIARISCE su James: "Ha preferito l'Avellino ad Arabia e Messico! Ho sognato, ma non ho rimpianti: ecco perché"

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·12 settembre 2026

Mario Aiello, direttore sportivo dell'Avellino, ha concesso una breve intervista ai microfono de Il Mattino in cui ha ripercorso la trattativa che stava per portare James Rodriguez in biancoverde. Di seguito le dichiarazioni più rilevanti.
L'INIZIO - “In realtà è iniziato tutto a cavallo di ferragosto. In quel periodo cercavo un attaccante per il 4-3-3 con le caratteristiche proprio di James. Un intermediario italiano, quasi per scherzo, mi propose l'affare con poca convinzione ma, quando si accorse che sgranai gli occhi, si diede subito da fare. Nel giro di poche ore, contattata l'agenzia del calciatore, gettammo le basi per intavolare il discorso ma poi lo lasciai quasi cadere perché, per esigenze tecniche scaturite dall'infortunio di Daniel Fila, fui costretto a ripiegare su un attaccante con caratteristiche diverse come Cheddira, che per noi rappresenta un top player”.
FINE MERCATO - “Negli ultimi giorni di calciomercato Rodriguez e il suo entourage ci hanno dato apertura al trasferimento ma per noi, al di là dell'aspetto economico, non era semplice decidere su due piedi e, soprattutto, conciliare un investimento economico con l'area tecnica e quella del marketing che un fuoriclasse del genere si porta inevitabilmente dietro. Per questa ragione ho preso tempo e venerdì scorso, esattamente una settimana fa, abbiamo fatto una videocall con i suoi agenti in Colombia a cui Nesta non ha mai partecipato. Mi sarebbe piaciuto continuare ad agire nel silenzio ma quando tratti giocatori di questo calibro il rischio è annesso. In ogni caso con il presidente e gli agenti abbiamo per giorni provato a far quadrare il cerchio con un'offerta intorno al milione di euro”.
COMPETIZIONE - “James più che all'aspetto economico era attento alla competitività del campionato perché punta a restare in Nazionale e rilanciarsi ad alti livelli. Svanita la possibilità di trovare un top club in Europa, però, noi stavamo davanti ad altre società arabe, australiane e messicane che, pur offrendo di più, non gli garantivano il nostro livello agonistico. Ecco perché, fino a giovedì mattina, avendo superato l'ostacolo sui diritti d'immagine, non nascondo che pure io ho sognato ad occhi aperti fino all'irruzione sulla scena dell'Atletico”.
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