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·30 luglio 2026
Akarakiri, dall’Arsenal al sogno rossoblù: «Sono felice di essere qui, non vedo l’ora di iniziare. Pisacane? Mi aiuta molto»

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Dai primi calci al pallone in Inghilterra fino alla nuova esperienza con il Cagliari, questa è la storia di Demi Akarakiri che ha raccontato le tappe principali della propria formazione, soffermandosi sui dieci anni trascorsi nel settore giovanile dell’Arsenal, sul passaggio all’Everton e sulla decisione di misurarsi con il calcio italiano.
Il giovane rossoblù ha parlato anche delle difficoltà affrontate durante i primi giorni in Sardegna, tra richieste tattiche differenti e ostacoli linguistici. L’accoglienza ricevuta dai compagni e il confronto con lo staff tecnico gli stanno però consentendo di inserirsi gradualmente nel nuovo ambiente.
GLI INIZI NEL CALCIO – «Ho iniziato a giocare a calcio quando avevo circa quattro anni, ma inizialmente si trattava soltanto di divertirsi e calciare il pallone. Con il passare del tempo, però, è diventata una cosa più seria. Ho capito che avrei potuto diventare un calciatore quando sono stato osservato e scelto dall’Arsenal. In quel momento ho realizzato che poteva esserci davvero qualcosa di importante».
I DIECI ANNI ALL’ARSENAL – «Il mio percorso è iniziato all’Arsenal, dove sono rimasto per dieci anni, dall’Under 9 fino all’Under 16. È stato come stare in una famiglia, anche perché ero lì da molto tempo e conoscevo tante persone e tutti i miei compagni. È stata un’esperienza positiva: gli allenatori erano molto preparati e penso che mi abbiano aiutato a costruire il giocatore che sono oggi. Era un club molto unito e familiare, e ancora adesso ho degli amici lì».
IL PASSAGGIO ALL’EVERTON – «Dopo l’Arsenal ho svolto il mio percorso di formazione all’Everton, dall’Under 16 all’Under 18. Durante il secondo anno, però, ho giocato più spesso con l’Under 21 che con l’Under 18. Successivamente è arrivata la possibilità di trasferirmi qui e ho deciso di coglierla».
IL CALCIO ITALIANO – «La differenza principale che ho notato finora è che il calcio italiano è molto più strutturato e tattico. C’è una grande attenzione per aspetti come, ad esempio, le situazioni su calcio piazzato. Anche il calcio inglese sta iniziando ad andare in questa direzione, ma penso che in Italia ci sia ancora una concentrazione maggiore su questi dettagli».
LE DIFFICOLTÀ DI ADATTAMENTO – «La sfida più grande sarà adattarmi allo stile di gioco e alle differenze calcistiche. C’è poi anche la barriera linguistica, che rende più difficile comunicare con i compagni. Devo lavorare su entrambi gli aspetti per inserirmi completamente».
IL GRUPPO ROSSOBLÙ – «Il gruppo mi ha accolto molto bene. Adam, per esempio, è stato davvero disponibile. È più semplice quando ci sono alcune persone che parlano inglese e questo sicuramente mi aiuta. Anche Dola è stato molto importante nel favorire il mio inserimento, facendomi sentire benvenuto all’interno della squadra».
L’AIUTO SUL CAMPO – «In campo è stato più semplice perché Dola comunica molto ed è esigente. Riesci subito a capire che cosa vuole da te, quindi posso comprenderlo e seguire le sue indicazioni. Penso che questo mi stia aiutando ad ambientarmi e a compiere il salto dal calcio delle accademie alla prima squadra».
LE INDICAZIONI DEL TECNICO – «Ho parlato con Pisacane e penso che anche lui mi stia aiutando molto. Mi ha spiegato il tipo di giocatore che apprezza e la posizione nella quale vuole utilizzarmi. Anche sul campo è molto esigente e mi dice chiaramente quello che si aspetta da me. Tutto questo mi aiuta a crescere come calciatore».
LE CARATTERISTICHE IN CAMPO – «Mi descriverei come un giocatore molto passionale. Quando entro pienamente nella partita e vengo coinvolto nell’azione, la mia passione diventa evidente. I tifosi potranno vederla durante le partite, dopo le gare e anche nei festeggiamenti».
LA SCOPERTA DELLA SARDEGNA – «Il mio agente è di qui e mi aveva parlato delle persone, del clima caldo e del club. Mi ha aiutato a comprendere meglio il posto nel quale mi sarei trasferito e ciò che avrei trovato una volta arrivato».
IL GIOCATORE DI RIFERIMENTO – «Il calciatore al quale mi ispiro maggiormente è probabilmente Paul Pogba. È il giocatore che ho sempre guardato con maggiore attenzione e in passato alcune persone hanno detto che abbiamo anche qualche caratteristica simile. Per questo motivo direi sicuramente lui».
IL MESSAGGIO AI TIFOSI – «Sono felice di essere qui e non vedo l’ora di iniziare».
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