Akliouche: «Nell’attacco della Francia l’intesa è immediata. Il mio futuro? Dove si gioca la Champions» | OneFootball

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·11 giugno 2026

Akliouche: «Nell’attacco della Francia l’intesa è immediata. Il mio futuro? Dove si gioca la Champions»

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Il giocatore del Monaco confessa le sue ambizioni per il Mondiale con la Francia e punta a giocare la Champions League nel futuro

Maghnes Akliouche è la stella del Monaco che nella nazionale francese ha il non facile compito di rappresentare al meglio la Ligue 1 in una rosa nella quale brillano tanti giocatori provenienti da altri tornei. Le sue parole a La Gazzetta dello Sport.


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FRANCIA FAVORITA «C’è sempre molta aspettativa sulla Francia, perché abbiamo molta qualità, grandi giocatori, un potenziale enorme. Ma penso sia un bene. Questa pressione ci piace e ci motiva perché ci spinge a tenere alto il livello per rispondere in campo con vittorie, bel gioco e andare il più lontano possibile».

DIFFICOLTA CON LA TANTA CONCORRENZA IN ATTACCO «Al contrario, penso sia molto semplice perché con giocatori forti in campo c’è subito intesa e l’alchimia si crea facilmente. Ed è importante avere questa connessione in attacco. Deschamps mi chiede semplicemente di essere me stesso, di far parlare il mio gioco, di dare il mio contributo quando ne ho la possibilità».

IL SUO IDENTIKIT «Come un giocatore abile tecnicamente che crea occasioni con un dribbling, il passaggio, il tiro. Tra i miei gesti tecnici preferiti metto la veronica, il doppio passo, il passaggio no-look. Ma ormai ho aggiunto anche recupero alto e copertura, primordiali in fase di non possesso nel calcio di oggi».

LA LIGUE 1 «Da noi c’è un vivaio importante che permette di sviluppare tecnica e soprattutto forza mentale, per essere determinanti, non mollare mai, cercare sempre il risultato».

IL SUO FUTURO «Sì, penso che mettersi alla prova in Champions League sia fondamentale per un giocatore. Purtroppo con il Monaco siamo arrivati solo in Conference. Ma deciderò il mio futuro dopo la coppa del Mondo».

POGBA «Mi ha consigliato di essere me stesso, di esprimermi senza stress. Era felice che andassi al Mondiale. Spero torni presto ai suoi livelli di sempre».

LA SERIE A «Tutti i campionati sono difficili. E pure in Serie A non è facile vincere. Considero che tutti i campionati siano belli e interessanti, anche da giocare».

L’ITALIA AL MONDIALE «Beh, ricordo la finale del 2006. Non piansi perché ero piccolo, ma poi ho rivisto le immagini. L’Italia è una grande nazione del calcio. Speriamo si qualifichi per il prossimo Mondiale, ma la prossima finale contro di voi la vinciamo noi».

LE ORIGINI ALEGRINE «È una scelta personale e un po’ di cuore. L’importante è non avere rimpianti ed essere liberi di scegliere. Ho fatto le giovanili con la Francia come Bouaddi del Lilla che però ha scelto il Marocco, ed è bello lo stesso. Mi è piaciuto molto pure che Guela Doué, il fratello di Doué, prima dell’amichevole contro di noi abbia cantato anche l’inno della Francia dove è nato e cresciuto e vive, anche se gioca con la Costa d’Avorio. È un bel messaggio per tutti».

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