Albertini sul “nuovo” Milan: «Ad Amorim servirà tempo. L’obiettivo è la Champions League, ma i rossoneri possono sognare. Su Camarda e Comotto dico questo» | OneFootball

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·11 settembre 2026

Albertini sul “nuovo” Milan: «Ad Amorim servirà tempo. L’obiettivo è la Champions League, ma i rossoneri possono sognare. Su Camarda e Comotto dico questo»

Immagine dell'articolo:Albertini sul “nuovo” Milan: «Ad Amorim servirà tempo. L’obiettivo è la Champions League, ma i rossoneri possono sognare. Su Camarda e Comotto dico questo»

Albertini, ex centrocampista rossonero, ha analizzato l’avvio di campionato del Milan e il progetto del Diavolo con Ruben Amorim in panchina

Il Milan ha iniziato la propria stagione in Serie A raccogliendo sette punti nelle prime tre giornate di campionato, mettendo in mostra buone trame di gioco e una solida continuità di risultati. A commentare questo avvio di torneo e le dinamiche della classifica ci ha pensato una vera e propria leggenda del club rossonero come Demetrio Albertini. Intervistato dai microfoni de La Gazzetta dello Sport, l’ex centrocampista ha offerto una lettura lucida del momento che sta attraversando la squadra di Ruben Amorim. Ecco, di seguito, tutte le sue dichiarazioni.

SE SI ASPETTAVA UNA LAZIO A PUNTEGGIO PIENO – «Onestamente no, non me l’aspettavo: una sorpresa anche se dopo tre partite è evidentemente presto per dare giudizi. Sono stupito perché certo non può passare inosservato quanto sta succedendo a Roma, con tutte le difficoltà dell’ambiente esterno che potrebbero ripercuotersi sul gruppo, allenatore, staff e giocatori, e invece sembra proprio non stia succedendo».


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SUL MILAN E IL PROGETTO CON AMORIM – «La difficoltà è nel ripartire da zero, e purtroppo è già successo troppe volte negli ultimi anni. Allenatore, uomini, progetto tattico: tutto nuovo e per forza di cose servirà tempo, specie di fronte alle difficoltà che probabilmente arriveranno. Il progetto deve essere sostenuto con fiducia a prescindere. Amorim mi piace molto, finalmente c’è l’idea di poter vedere una squadra spregiudicata, un atteggiamento più spavaldo dei singoli. Chiaro che avere tanti giocatori portati all’uno contro uno può aprire anche a qualche criticità difensiva ma, ribadisco, andrà sostenuto».

A QUESTO NUOVO MILAN SERVE TEMPO – «Certi cambiamenti non si vedono in un mese: a dicembre, magari, capiremo quanto sia attecchita la nuova mentalità sul gruppo. Dobbiamo imparare a essere più pazienti sia con gli allenatori che con i giocatori: oggi più che mai abbiamo bisogno di un calcio emozionale e per questo occorre tempo: non potendo più permetterci Messi, Haaland o Mbappé, dobbiamo costruire qualcosa di nostro. E il processo richiede tempo e fiducia».

QUAL E’ L’OBIETTIVO DEL MILAN? – «Deve giocare per rientrare in Champions, obiettivo già difficile. Ci sono sei squadre per quattro posti: Inter, Roma, Napoli, Juve, Como e Milan. Inter e Roma davanti a tutte, in lotta per lo scudetto, il Milan provi almeno a stare più in cima possibile e sognare. Anche il mercato è stato da Champions. In Europa League non parte favorito ma sì, può arrivare in fondo. L’Europa è sempre un percorso formativo».

SU GONCALO RAMOS – «Al Venezia ha fatto un gol da vero bomber, con un grande taglio e una straordinaria velocità di esecuzione. Deve essere supportato al meglio perché con gol e prestazioni dimostri tutto il suo valore. Bene Ramos dunque, ma vorrei vedere anche Camarda».

SUI GIOVANI ROSSONERI – «Vorrei ci fosse più coraggio nel lanciare i ragazzi. Amorim ha dimostrato di averlo avuto in passato e di fare le sue scelte non in base all’età o a gerarchie prestabilite, ma puntando su chi reputava pronto per giocare, giovane o meno. A Camarda darei una chance, così come a Comotto di cui mi parlano tutti molto bene ed è bravissimo. Un allenatore che arriva dall’estero ha questa cultura e più facilità nel prendere certe decisioni: qui da noi, specie negli ultimi anni, è sempre stato complicato».

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