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·2 gennaio 2026
Alessandro Nesta e la Lazio: quella telefonata che poteva cambiare tutto

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C’è stato un momento in cui quel pensiero affascinante ha trovato spazio nel cuore biancoceleste e nella mente dell’uomo di calcio, prima che la razionalità prendesse il controllo e quell’ipotesi suggestiva si spegnesse con una “mezza telefonata” interrotta bruscamente. L’ex difensore ha raccontato il retroscena parlando con Pierluigi Pardo durante “Legends Road”: si trovava a Miami con la famiglia quando, all’improvviso, una confidenza ricevuta da “un uccellino” ha acceso l’attenzione e fatto scattare qualcosa dentro.
La mezza telefonata che fece accelerare il battito del cuore laziale. “C’è stato un momento, qualche anno fa, in cui questa cosa poteva davvero accadere – ha spiegato Nesta ricordando quell’episodio –. Avevo percepito una voce, mi era arrivata una mezza telefonata”. Il telecronista di DAZN sorride e lo spinge ad approfondire. Nesta parla con onestà, perché la maglia della Lazio rappresenta un legame profondo, nato lentamente con i sogni di un bambino che si immaginava all’Olimpico indossando quei colori. “Era un periodo in cui non si sapeva se Simone sarebbe rimasto… ma quando mi dissero quella cosa riattaccai. Quando ne parlai con mia moglie mi chiese: allora ci vai? Io risposi di no. Lei replicò: che hai fatto… ma sei matto?”.In sostanza, Nesta non si sentiva pronto ad affrontare un’esperienza simile, perché l’attaccamento ai colori biancocelesti e alla sua storia con la Lazio è talmente forte da trasformarsi in timore. “È l’unica squadra che mi leva il sonno. So che la qualità della mia vita cambierebbe: sarei così coinvolto da non rendere al meglio”. Per questo ha scelto di mettere il cuore a riposo e zittire quella voce interiore che continuava a chiamarlo.









































