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·20 giugno 2026

Alla Roma serve questo El Aynaoui

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Con la partecipazione alla prossima Champions League la Roma ha bisogno dell’El Aynaoui che il Marocco si sta godendo al Mondiale.

Pagine Romaniste (L.Suriano) – A vederlo dominare con la maglia del Marocco il sorriso che si staglia lentamente sui volti romanisti ha contorni un po’ amari. La prima stagione di Neil El Aynaoui in giallorosso ha avuto alti e altrettanti bassi. Arrivato in estate dal Lens per oltre 20 milioni di euro dopo la sfiancante telenovela Rios, ha finito all’ultimo posto nelle gerarchie della mediana. Eppure, la stima che per lui nutrono Gasperini e la società appare immutata, e i presupposti per una partnership di successo sono ancora tutti in piedi.


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Il primo impatto di El Aynaoui

Del resto, le attenuanti per il classe 2001 non sono poche. Innanzitutto l’inevitabile periodo di adattamento ai tatticismi del calcio italiano che magari non colpisce tutti, ma molti sì. Specialmente con un tecnico esigente e dal gioco codificato come Gasp. Poi, nel suo miglior momento con la Roma, la partenza per la Coppa d’Africa. Un torneo che gli ha regalato visibilità e continuità, ma anche chilometraggio, uno psicodramma da annali in finale e pure una brutta ferita alla testa. Quando è tornato, per mesi El Aynaoui è parso essere regredito allo stato iniziale. Ha buttato alcune chance da titolare, e si è reso protagonista di ingressi rivedibili dalla panchina.

In più, questo va sottolineato, probabilmente anche la valutazione iniziale del tecnico sulle sue qualità è stata rivista in corsa. Durante il ritiro e nei primi scampoli di stagione, Gasperini sembrava vederlo come un centrocampista votato alla proiezione offensiva, tanto da impiegarlo come trequartista nelle prime partite di campionato. Un esperimento di fatto accantonato, se non per estrema necessità, dopo la brutta prestazione di Roma-Torino. Nel Marocco, Neil ha un ruolo più posizionale, è l’ultimo baluardo davanti alla retroguardia e il primo aiuto in fase di impostazione. Non che non lo si veda sganciarsi per uno dei suoi proverbiali inserimenti anche in nazionale. Un aspetto riconosciuto dallo stesso allenatore di Grugliasco.

Comunque, El Aynaoui ha chiuso il suo 2025/26 nel club con 2 gol e 2 assist in 34 partite e soprattutto un ultimo scorcio di Serie A incoraggiante, contraddistinto dalle ottime gare contro Bologna e Lazio.

Un inizio mondiale

In questa prima tornata di Coppa del Mondo nordamericana, il centrocampista marocchino ha senza dubbio alzato ulteriormente il livello. Già con il Brasile aveva lasciato un’ottima impressione, anche se in quel caso la copertina se l’era presa il compagno di reparto Bouaddi, ma contro la Scozia la sua prova è stata davvero notevole. Non a caso, anche nella sofferenza finale Ouahbi lo ha lasciato in campo fino al triplice fischio.

La compagine di Steve Clarke non sarà il più complicato dei banchi di prova, ma ha in realtà proprio nella mediana il suo cuore pulsante. El Aynaoui ha battagliato contro calciatori di livello internazionale come McTominay e McGinn, oltre al bolognese Lewis Ferguson, e ne è uscito vincitore. Nella sua partita 76 passaggi riusciti (95%), 98 tocchi, 4 tackle vinti su 6, 6 duelli vinti su 11 e 9 contributi difensivi in totale. A questo si affianca la corsa costante, l’incredibile capacità di accorciare in avanti che è cruciale per l’asfissiante prima pressione marocchina, e la grande intelligenza nell’adattarsi al metro arbitrale dell’uzbeko Tantashev.

Un paio di volte, infatti, gli scozzesi hanno protestato per interventi in area di rigore del figlio di Younes, che però è sembrato semplicemente abile nello spingersi fino al limite del consentito per arginare le sortite avversarie. Sortite che ha ricambiato nella metà campo opposta. Prima è stato sfortunato a trovarsi troppo avanti con il corpo su un cross dalla sinistra lisciato da Saibari dopo aver accompagnato un’azione innescata da un suo stesso recupero. Poi ha sparato alto da buona posizione su assist di Brahim, unica vera macchia della sua partita.

Nel primo tempo, anche la classica visione splatter che accompagna ormai abitualmente le sue uscite con la nazionale. Un pallone rubato a McTominay di testa da terra gli ha procurato un taglio in bocca che non ne ha però scalfito freddezza e prestazione. Non è difficile capire perché in patria, ormai, Neil El Aynaoui sia un idolo calcistico.

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