Calcionews24
·30 maggio 2026
Allegri non convince del tutto i tifosi del Napoli? La difesa di Ferlaino: «La storia degli uomini conta e la sua parla chiaro, ha la personalità giusta»

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Corrado Ferlaino, lo storico presidente del Napoli che ha scritto le pagine più gloriose del club partenopeo, ripercorre i suoi ricordi a La Gazzetta dello Sport in vista dell’ormai probabile arrivo in panchina di Massimiliano Allegri. A 95 anni, l’uomo che portò Diego Armando Maradona in azzurro, commenta i rumors di mercato domandando divertito: “Ma è fatta, ha firmato?”. Cauto e saggio, Ferlaino frena subito: “Io mi fido solo quando arriva l’annuncio“. L’Ingegnere ha guidato la società per trentatré anni: “Pensi un po’, un terzo dell’esistenza del club e anche mia: ne avrei di cose da raccontare“. Parlando dei successi del passato (“Dunque, come dice lei, sono inarrivabile”) e di Maradona, ricorda: “L’amore più grande che ci potessimo regalare, non so se ne nascerà un altro ma lui lo abbiamo avuto con noi per sette anni”.
Il legame tra Ferlaino e il tecnico livornese nasce da un aneddoto lontano, in un ristorante di Milano (“ci andavo con Gino Palumbo e con Candido Cannavò“). In quell’occasione gli si avvicinò un giovane: “Ed era Massimiliano Allegri“. L’ex presidente ricorda quel giorno con affetto: “Parliamo di qualche anno fa, forse una decina o forse meno, ma importa poco. Allegri si avvicinò a noi che eravamo seduti, fu cortesissimo, una bella persona, si vede che è un ragazzo perbene. E fu un bel gesto. Anzi, devo dire che furono fantastici il modo e l’affetto“.
Nonostante la piazza azzurra non sia del tutto compatta sul nome del nuovo allenatore, Ferlaino non ha dubbi sulle sue qualità: “Anche Roberta non è convinta, ma lei è milanista. Io invece la penso diversamente. Per me la storia degli uomini conta e la sua parla chiaro: ha vinto scudetti e coppe, è arrivato in finali di Champions, ha allenato i grandi giocatori e quindi sa come comportarsi. Un allenatore oggi deve pure gestire. E lui, carinissimo con me, mi pare abbia la personalità giusta. E poi, due vittorie basteranno a convincersi: i successi finiscono per mettere sempre d’accordo”.
Il passato da calciatore di Allegri al Napoli risale alla sfortunata stagione 1997-1998, un’annata amara che Ferlaino liquida con una battuta: “Se può fare a meno di ricordarmela le sono grato. Però, penso che siano più le cose che ho fatto bene rispetto a quella disgraziata annata. Andò tutto male. Ma ogni tanto è umano sbagliare”.
Sulla recente avventura chiusa al Milan, Ferlaino rassicura: “Vale il discorso che le ho appena fatto. È uno che è abituato a vincere, però può capitare che si perda. Fa male, ma si prende atto di quel che è capitato e si guarda avanti. Con fiducia, con ottimismo ma anche con la necessaria competenza. E qui al Napoli ce n’è, come raccontano gli ultimi tempi. E c’è una squadra che ha dei valori molto forti, come sottolineato con Conte, con il quarto titolo, con questo secondo posto che vale l’Europa che conta”.
Alla definizione di “risultatista” affibbiata al tecnico, l’Ingegnere risponde difendendo la concretezza: “E vi sembra poco. Lotta per gli scudetti sistematicamente o per la qualificazione in Champions. Non mi sembrano dettagli“. Infine, la chiusura sul traguardo massimo. Alla domanda su chi vincerà il prossimo Scudetto, Ferlaino non esita un secondo: “E che dubbi ha! Il Napoli”.







































