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·5 luglio 2025

Allegri torna al Milan: un’analisi profonda con Massimo Ambrosini. Le dichiarazioni

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Allegri è tornato ieri a Milanello e dunque alla guida del Milan: l’analisi della leggenda rossonera Massimo Ambrosini

L’ambiente milanista è in fermento per il ritorno di Massimiliano Allegri sulla panchina rossonera, a oltre undici anni dalla sua prima esperienza. Per capire meglio le dinamiche e le aspettative legate a questa scelta, La Gazzetta dello Sport ha intervistato un ex rossonero di spicco, Massimo Ambrosini, che ha condiviso il campo con Allegri ai tempi del primo scudetto del tecnico toscano. Le sue parole offrono una prospettiva preziosa sul nuovo capitolo che si apre per il Milan.


Allegri Version 2010-11: Entusiasmo e Integrazione

Ambrosini inizia il suo racconto rievocando il primo Allegri al Milan, quello che nel 2010-11 guidò la squadra al trionfo: “Aveva grande entusiasmo ed era dotato di una genuina capacità di integrarsi con lo spogliatoio. Alla vigilia del suo arrivo poteva essere questa l’incognita e invece lui non si è imposto in maniera anormale, ma spontanea. Mostrando comunque la sua personalità“. Questa capacità di entrare in sintonia con un gruppo di campioni, senza forzature, fu la chiave del suo successo iniziale.


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Il ricordo del primo scudetto è indissolubilmente legato all’arrivo di Zlatan Ibrahimovic. Ambrosini descrive l’eccitazione palpabile in tutto il mondo Milan per l’operazione, un’eccitazione che, sorprendentemente, non scalfì la compostezza di Allegri: “L’arrivo di Ibra portò eccitazione nel mondo Milan, ma non in Allegri che, pur felice, non si è mai scomposto. Mi ricordo che quando la Gazzetta annunciò che l’operazione era quasi chiusa, con il giornale in mano nello spogliatoio gli chiesi se la notizia fosse vera. Mi rispose di sì con compostezza e senza esaltazione. Io invece avevo i brividi…”. Questa lucidità in momenti di grande euforia è un tratto distintivo del tecnico.


La Gestione dei Campioni e le Mosse Tattiche Vincenti

La gestione di un gruppo stellare fu un altro punto di forza di Allegri, come sottolineato da Ambrosini: “Allegri aveva la capacità di far convivere i giocatori di classe, da Seedorf a Boateng, da Ibra a Robinho. Trovava la chiave giusta per far rendere tutti al massimo e per ottenere sacrifici per la causa”. Un equilibrio che, secondo l’ex centrocampista, fu rafforzato anche da innesti mirati a gennaio: “Poi però non dimentico che l’arrivo a gennaio di Cassano e van Bommel, quando Pirlo e io eravamo infortunati, sono stati importanti”. Questo evidenzia la sua capacità di leggere il momento e intervenire sul mercato per massimizzare il potenziale della squadra.


Un Ritorno nel Segno della Nostalgia e dell’Ambizione

A quindici anni di distanza, il ritorno di Allegri genera un misto di nostalgia e speranza in Ambrosini: “Io sono nostalgico di natura e quando mi ricordo dei bei momenti del passato, sono sensibile. Gli auguro di avere lo stesso impatto che ha avuto con noi e sono convinto che sarà così”. Un augurio che si traduce in una promozione convinta della scelta di Furlani e Tare: “Alla luce di ciò che è successo la scorsa stagione, la trovo giustissima. Nessuna scelta ti dà la certezza di vincere o di ottenere risultati, ma Max darà senso di responsabilità alla squadra”. L’enfasi sulla responsabilità è un chiaro indicatore delle aspettative riposte nel tecnico.

L’assenza dalle coppe europee è vista come un vantaggio significativo, che potrebbe permettere al Milan di emulare il percorso del Napoli di Conte: “È la più grande delle banalità e, allo stesso tempo, la più grande verità. Parlare di prospettive future, con due mesi di mercato davanti, è impossibile, ma il Milan dovrà puntare in alto. Se c’è una cosa che manca da troppo tempo è l’ambizione di eccellere. E se indossi la maglia rossonera devi almeno ambire a eccellere. In ogni momento. Non si può vincere sempre, ma nessuna delle componenti può prescindere dall’ossessione di volerlo fare“. Un messaggio forte sull’importanza di ritrovare una mentalità vincente.


Le Nuove Figure e i Potenziali Acquisti

Infine, Ambrosini si esprime anche sulle nuove figure dirigenziali e sui primi movimenti di mercato. Igli Tare, il nuovo direttore sportivo, riceve un endorsement convinto: “Tare conosce il calcio e i calciatori, lavora sul campo e ha tanti anni di esperienza alle spalle. È uno concreto che non vende fumo“. Una descrizione che infonde fiducia nella sua capacità di operare in modo efficace.

Per quanto riguarda il primo acquisto, Samuele Ricci, le parole sono altrettanto positive: “Un buon giocatore e un ragazzo di prospettiva, che ha l’attitudine e la volontà giuste. Il Milan ha bisogno di geometrie in mezzo al campo e per lui, con due mezzali di qualità e inventiva, può essere un play ideale per il fraseggio“.

Infine, una riflessione su un possibile arrivo di Luka Modric: “Può fare anche il registra davanti alla difesa. In certe partite o spezzoni, soprattutto a San Siro, ma Max la qualità la cerca nelle mezzali e non mi stupirei se il croato giocasse lì“. Le parole di Ambrosini, riportate da La Gazzetta dello Sport, delineano un quadro di fiducia e ottimismo per il futuro del Milan, con Allegri al timone e nuove pedine pronte a inserirsi.

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