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·28 luglio 2026
AMARCORD GIALLOROSSO | Roma – Altay 10-1: la “grandinata romana”, il record europeo che nessuno ha mai battuto

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Roma-Altay Izmir 10-1 appartiene a quei record impossibili da scalfire: 7 novembre 1962, sedicesimi di finale di Coppa delle Fiere, e la vittoria più larga mai ottenuta da un club italiano nelle competizioni europee. Sono passati più di sessant’anni, sono passati il grande Milan, l’Inter di Herrera, la Juve dei record: nessuno, mai, è riuscito a fare meglio. Quel primato parla ancora romanesco.
Per capire quella partita bisogna immergersi in un calcio che non esiste più: niente dirette televisive, niente telecronache urlate, solo la radio, i giornali del lunedì e gli stadi pieni di cappotti e sigarette. La Coppa delle Fiere, l’antenata della Coppa UEFA e dell’odierna Europa League, è il palcoscenico continentale su cui la Roma vuole dire la sua: appena un anno prima, nel 1961, i giallorossi l’hanno vinta, alzando il primo trofeo internazionale della loro storia.
Il sorteggio dei sedicesimi consegna un avversario esotico per l’epoca: l’Altay Izmir, formazione turca tutt’altro che arrendevole. All’andata, il 26 settembre 1962 a Istanbul, la Roma soffre e vince 3-2 con le reti di Orlando, Lojacono e Menichelli: qualificazione aperta, ritorno da non sottovalutare. In panchina, intanto, è tornato Alfredo Foni, subentrato dopo l’esonero di Carniglia: e il suo ritorno sta per essere celebrato nel modo più clamoroso possibile.
Il 7 novembre 1962, allo stadio Flaminio, va in scena qualcosa che i cronisti dell’epoca faticheranno a raccontare. Bastano sessanta secondi: Pedro Manfredini, il centravanti argentino dal fiuto letale, colpisce subito, come a pronunciare le parole magiche. “Apriti sesamo”, scriveranno i giornali: e la porta turca, da quel momento, si spalanca davanti alla Roma come per incantesimo.
Quello che segue non è una partita: è una grandinata. Manfredini firma un poker monumentale, confermandosi uno dei bomber più devastanti d’Europa. Francisco Lojacono, l’oriundo dal sinistro vellutato, cala una tripletta d’autore. E alla festa si aggiungono anche lo svedese Jonsson, con una doppietta, e Antonio Valentin Angelillo, l’angelo dalla faccia sporca, che mette la sua firma nel tabellino più incredibile della storia giallorossa. Il gol della bandiera turco è solo un dettaglio in mezzo al diluvio: al triplice fischio il tabellone recita 10-1, e il Flaminio quasi non ci crede.
I quotidiani del giorno dopo trovano l’immagine perfetta: “Grandinata romana”. Dieci gol in una partita europea: nella storia del club, solo il 9-0 alla Cremonese del 1929 regge il confronto per differenza reti. Ma stavolta è l’Europa a guardare, incredula, quello che è successo sulle rive del Tevere.
I numeri, a volte, raccontano meglio di mille parole. Quel 10-1 resta ancora oggi la vittoria più larga mai conseguita da un club italiano in una competizione europea: un primato che ha resistito a ogni epoca, a ogni fuoriclasse, a ogni goleada. La Roma stessa, nella sua storia continentale, non ha mai più segnato dieci gol in una partita: i 7-0 rifilati a Gorica e Vitoria Setubal tra il 1999 e il 2001, pur roboanti, restano lontani parenti di quella notte magica del Flaminio.
E poi ci sono i protagonisti, nomi che i nonni pronunciavano con reverenza: Manfredini, “Piedone”, l’argentino che segnava a grappoli e che con quel poker scrisse la sua pagina più bella; Lojacono, il mancino elegante; Angelillo, il talento purissimo strappato all’Inter. Una Roma d’altri tempi, operaia e sudamericana insieme, capace in una sera sola di trasformare una partita di coppa in un pezzo di storia del calcio italiano.
Oggi, quando la Roma incrocia una squadra turca in Europa, gli almanacchi tornano sempre lì: al 7 novembre 1962, alla grandinata, ai dieci gol dell’epopea giallorossa. Ed è giusto così. Perché i record si battono, le epoche passano, i campioni invecchiano: ma certe notti restano scolpite per sempre. Dieci a uno. Provate a dirlo ad alta voce, lentamente. Fa ancora impressione, dopo sessant’anni. E chissà per quanti altri ancora
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A cura de La Mente Nostalgica
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