Ambrosini ricorda l’addio di Ancelotti e Maldini: «Abbiamo pianto in spogliatoio con Pirlo» | OneFootball

Ambrosini ricorda l’addio di Ancelotti e Maldini: «Abbiamo pianto in spogliatoio con Pirlo» | OneFootball

In partnership with

Yahoo sports
Icon: Milannews24

Milannews24

·24 maggio 2026

Ambrosini ricorda l’addio di Ancelotti e Maldini: «Abbiamo pianto in spogliatoio con Pirlo»

Immagine dell'articolo:Ambrosini ricorda l’addio di Ancelotti e Maldini: «Abbiamo pianto in spogliatoio con Pirlo»

Ambrosini ricorda l’addio di Ancelotti e Maldini: «Abbiamo pianto in spogliatoio con Pirlo». Segui gli aggiornamenti sui rossoneri

Massimo Ambrosini ha svelato un retroscena inedito durante la live di Cronache di Spogliatoio. L’ex mediano ha raccontato come il gruppo gestì l’addio simultaneo di Carlo Ancelotti, capace di conquistare in rossonero ben due Champions League, e del capitano Paolo Maldini. Un momento di svolta epocale che, nel maggio del 2009 a Firenze, l’allora amministratore delegato Adriano Galliani ufficializzò comunicando la promozione del brasiliano Leonardo alla guida tecnica del Diavolo.


OneFootball Video


ANCELOTTI E MALDINI VIA, ARRIVA LEONARDO – «Quell’anno lì la scelta era post Carlo (Ancelotti, ndr), quando era arrivato Leonardo. Galliani ci ufficializzò che arrivava Leonardo, e lo fece nello spogliatoio di Firenze. Era l’ultima partita di Paolo (Maldini, ndr). Noi vinciamo, andiamo in Champions e ufficializza quello che tutti sapevamo. Perché Paolo finiva e anche Carlo. Per Leonardo fu difficile, perché lui avvertì nello spogliatoio un senso di scoramento grosso. Era lì presente. Un minimo di imbarazzo lui lo subì perché la botta psicologica della fine di Paolo, della fine di Carlo… Tutte e due insieme condensate in una giornata così. Io e Andrea (Pirlo, ndr) piangemmo con lui lì, ma senza vergogna. Il carico emotivo era talmente alto che lui lo disse con un tono quasi enfatico. Però purtroppo la “perdita” era talmente grande che non eravamo pronti ad accogliere la novità».

IL DOPPIO ADDIO – «Era un’ovvietà. Diciamo che non era una notizia che ci ha colto impreparati. Però dico il momento emotivo era talmente grosso per le perdite che quel momento lì me lo ricordo che il sentimento di tristezza era dominante. Quell’entusiasmo che non potevi avere nell’accogliere una persona che comunque arrivava nel tuo gruppo era sopraffatto dalla tristezza per le perdite».

Visualizza l' imprint del creator