Milannews24
·18 settembre 2026
Amorim ha un rebus da risolvere: nel suo 3-4-2-1 diversi giocatori non hanno una collocazione ideale! Ecco quali

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Le recenti riflessioni di Ruben Amorim sull’adattamento della rosa del Milan al suo sistema di gioco hanno aperto il dibattito sull’identità della squadra rossonera. Dopo le parole del tecnico portoghese sulla necessità di avere interpreti con caratteristiche specifiche, la sconfitta contro il Benfica in Europa League ha aumentato gli interrogativi sulle scelte tattiche.
Secondo quanto analizzato da La Gazzetta dello Sport, il modulo 3-4-2-1 richiede caratteristiche precise e alcuni giocatori della rosa stanno incontrando maggiori difficoltà nel trovare una collocazione funzionale.
Uno dei casi più discussi riguarda Fikayo Tomori. Il difensore inglese, inizialmente fuori dal progetto tecnico insieme ad altri esuberi, è stato reintegrato dopo l’infortunio di Matteo Gabbia.
Nonostante la necessità di avere alternative in difesa, però, Tomori non ha ancora trovato spazio nelle scelte di Amorim. Contro il Benfica il tecnico ha preferito schierare Filippo Terracciano come braccetto destro della difesa a tre, una scelta che ha alimentato i dubbi sul ruolo dell’ex Chelsea nel nuovo sistema.
Anche la zona centrale del campo presenta alcuni interrogativi. Luka Modric resta un giocatore dalla qualità indiscutibile, ma il suo adattamento a un calcio basato su intensità e pressione continua rappresenta una delle sfide principali per Amorim.
Il croato deve trovare il giusto equilibrio tra la sua capacità di gestire il possesso e le esigenze fisiche richieste dal sistema rossonero. Tra i giocatori chiamati a crescere c’è anche Ardon Jashari, ancora alla ricerca della migliore condizione e continuità.
Sulle fasce, invece, il ruolo di quinto richiede grande corsa e capacità di coprire entrambe le fasi: una caratteristica che rende più complesso l’adattamento di alcuni interpreti, tra cui Davide Bartesaghi.
La trequarti è forse il reparto che ha creato più dubbi. Amorim necessita di due giocatori capaci di muoversi tra le linee, pressare e creare superiorità offensiva.
Ruben Loftus-Cheek è stato provato alle spalle della punta, ma il rendimento dell’inglese in quella posizione non ha ancora convinto pienamente. Anche Alexis Saelemaekers, utilizzato come trequartista, deve trovare maggiore continuità nella nuova interpretazione del ruolo.
Il tecnico portoghese dovrà quindi definire presto gerarchie e soluzioni, cercando di valorizzare i giocatori più adatti al suo calcio e trovare il giusto equilibrio tra qualità tecnica e intensità.
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