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·18 marzo 2026
ANDREA E ALESSANDRO, UNA STORIA CHE VA OLTRE I COLORI

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·18 marzo 2026

C’è una storia che in questi giorni intreccia Bologna e Roma in modo silenzioso e profondo, andando oltre il calcio giocato. È la storia di Andrea e Alessandro, 17 e 15 anni, uno bolognese e innamorato del Bologna, l’altro romano e tifoso della Roma. A unirli non è solo la passione per il calcio, ma una condizione rara e complessa: la mutazione del gene GNAO1, che in Italia riguarda pochissime famiglie. Accanto a loro ci sono i papà, Gianluca Dall’Osso e Paolo Roncaglia. Sono loro ad aver trasformato un incontro nato attraverso l’associazione che riunisce le famiglie dei bambini e ragazzi italiani affetti dalla mutazione del gene GNAO1 in un legame vero, fatto di condivisione, sostegno reciproco e piccoli grandi momenti da vivere insieme.
Tutto ha inizio dopo il sorteggio che abbina Bologna e Roma agli ottavi di finale. Gianluca e Paolo decidono di portare i due figli all’Olimpico, per vivere insieme la partita sugli spalti. La storia finisce sui giornali e il Bologna decide di fare la sua parte invitando i due ragazzi e i loro papà alla gara di andata al Dall’Ara.
E così, dopo aver condiviso una prima giornata allo stadio a Bologna, giovedì Andrea e Alessandro si ritroveranno ancora una volta fianco a fianco, questa volta sugli spalti dello Stadio Olimpico. Ognuno con la propria sciarpa, ognuno con i colori del cuore.
Andrea e suo papà Gianluca partiranno giovedì mattina da Bologna, direzione Roma, a bordo di un treno di Trenitalia. Ad aspettarli, alla stazione Termini, ci saranno Alessandro e suo papà Paolo. Da lì si muoveranno insieme verso lo Stadio Olimpico, pronti a vivere un’altra giornata fianco a fianco sugli spalti come una settimana fa a Bologna. «La cosa bella – racconta Gianluca – è che siamo due famiglie unite da questo destino e vedremo la partita insieme, ognuno con la sciarpa del cuore». A Bologna era stato Alessandro, con i colori giallorossi al collo, a sedersi tra i tifosi rossoblù. «Era circondato da bolognesi – ricorda – e sono stati tutti molto carini. È stato un momento di grande rispetto». A Roma, invece, le parti si invertiranno: saranno Andrea e suo padre a portare la sciarpa rossoblù nello stadio della Roma. «Probabilmente saremo in minoranza, ma sono sicuro che sarà un bel momento di condivisione e sport».
E poi c’è tutto quello che succede fuori dal campo. Perché questa trasferta è anche un’occasione per stare insieme, davvero. Dopo l’ospitalità offerta a Bologna – con una cena tutta bolognese a base di tagliatelle al ragù – questa volta saranno Andrea e Gianluca a essere ospiti a casa di Alessandro e Paolo. Li aspetta una serata diversa, dai sapori orientali, preparata dalla mamma di Alessandro che è di origine coreana.
Per Andrea, tutto questo ha un valore speciale. Fino a poco tempo fa le partite le guardava solo in televisione, lo stadio era qualcosa di nuovo, quasi spiazzante all’inizio. «Giovedì sembrava un po’ confuso – racconta Gianluca – ma già durante il viaggio verso il Dall’Ara, in navetta con i volontari del progetto “BFC for Community”, il servizio del Bologna che accompagna allo stadio persone con disabilità, tra battute e risate, si è divertito tantissimo». Poi la partita, la serata che si allunga, le emozioni che trovano il loro modo di uscire, anche senza parole. «Sono ragazzi che fanno fatica a esprimersi, ma riescono comunque a trasmettere gioia ed entusiasmo, a modo loro».
E allora, questa volta, il risultato passa in secondo piano. «Da tifoso, quando il Bologna non vince, di solito ci resto male. Ma in questo caso no: è tutto diverso, è già una festa così. Anche Andrea non vede l’ora: fino a ieri l’influenza aveva messo in dubbio la partenza, ma oggi si è svegliato senza febbre e con un supersorriso – racconta il papà – e allora abbiamo capito che si parte davvero».
Dentro quel sorriso ci sono l’attesa, la gioia e la frenesia di una giornata che, ancora una volta, andrà ben oltre il calcio.









































