Antonello Venditti svela: «Roma? Città e squadra sono storia di famiglia. Allenatori preferiti? Ancelotti, Sacchi, Capello, Ranieri, Gasperini e Conte» | OneFootball

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·9 gennaio 2026

Antonello Venditti svela: «Roma? Città e squadra sono storia di famiglia. Allenatori preferiti? Ancelotti, Sacchi, Capello, Ranieri, Gasperini e Conte»

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Antonello Venditti: «Allenatori preferiti? Ancelotti, Sacchi, Capello, Ranieri, Gasperini e Conte». Le sue dichiarazioni

Antonello Venditti, cantautore romano, tra ricordi di vita e passione giallorossa, si racconta a tutto tondo a Tuttosport. Dagli esordi al liceo, all’amicizia con Ranieri, fino all’ammirazione per Gasperini e gli allenatori che hanno rivoluzionato il calcio.

IL LEGAME CON ROMA E LA ROMA «Città e squadra sono storia di famiglia. Mio nonno era tra i soci che nel 1927 favorirono la fusione tra i club che diedero vita a un club che non fosse la Lazio»RACCONTARE L’ITALIA CHE CAMBIA «Il segreto è restare se stessi anche quando ti senti travolto dalla politica, dalla crisi dei partiti, dagli scandali, dalla violenza, dall’orrore delle guerre. Si tratta di mantenere la rotta e poi amare. Se lasci di amare sei perduto. E parlare con la gente, ascoltarla, questo sì… mi piaceRANIERI «Credo sia giusto riconoscere a chi sa fare il proprio mestiere applicazione e vocazione. Io sono un buon intenditore di calcio, a me piace rompere il giocattolo per capire cosa c’è dentro. Claudio (Ranieri, ndr) è davvero un amico, una persona splendida, romano e romanista. Il suo capolavoro lo ha fatto in Inghilterra, ma penso che ancora abbia molto da dare a questo progetto»GASPERINI «Non l’ho ancora incontrato e lo vorrei tanto, per parlare insieme di calcio, delle sue idee. Questa squadra ha una base buona: secondo me bastano pochi ritocchi»GLI ALLENATORI PREFERITI «Quelli che tirano diritto, che hanno una idea di calcio. Ancelotti, Sacchi, Capello, Ranieri, Gasperini appunto, Conte. Una sera ero a cena con Sacchi e gli parlai due ore per spiegargli l’essenza del suo gioco. Lui mi rispose candidamente che alcune delle cose che gli dicevo su uomini e moduli di gioco le stava scoprendo con me, che le aveva trovate per caso ma credo che sia così per tutte le grandi intuizioni umane: dalla scienza, alle discipline sportive».


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