Milannews24
·29 marzo 2026
Arbitro Bosnia Italia, designato il fischietto del match: ecco a chi è stata affidata la finale playoff

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L’attesa è quasi finita. Martedì 31 marzo 2026, allo Stadion Bilino Polje di Zenica, l’Italia si gioca l’accesso alla prossima Coppa del Mondo contro la Bosnia-Erzegovina di Edin Dzeko. Dopo aver regolato l’Irlanda del Nord con un convincente 2-0 firmato dalle reti di Sandro Tonali, idolo del tifo milanista, e Moise Kean, la selezione di Gennaro Gattuso deve superare l’ultimo ostacolo. In vista di questo match da “dentro o fuori”, la UEFA ha ufficializzato che l’arbitro Bosnia Italia sarà il francese Clément Turpin, una scelta di spessore internazionale che però porta con sé un carico di tensione non indifferente.
Accompagnato dagli assistenti Nicolas Danos e Benjamin Pages, con Jérôme Brisard al VAR, Turpin rappresenta un profilo d’élite ma anche un tabù per il calcio italiano. Fu proprio lui, infatti, a dirigere la tragica sfida contro la Macedonia del Nord che costò agli azzurri l’accesso al Mondiale precedente. Un precedente che agita i tifosi, ma che i giocatori in orbita Milan, come Matteo Gabbia e lo stesso Sandro Tonali, pilastri della mediana azzurra, cercheranno di cancellare con una prestazione d’autorità in terra bosniaca.
La sfida di Zenica non sarà importante solo per il pass mondiale, ma anche in ottica mercato per il club di via Aldo Rossi. Gli scout rossoneri, come riportato da La Gazzetta dello Sport, seguiranno con attenzione i giovani talenti bosniaci Kerim Alajbegovic e Esmir Bajraktarevic, profili che piacciono molto alla dirigenza meneghina per il futuro. Con un occhio al campo e uno alle decisioni dell’arbitro di Bosnia Italia, i sostenitori del Diavolo sperano che i propri beniamini possano trascinare l’Italia di Gennaro Gattuso alla fase finale del torneo, esorcizzando finalmente i fantasmi legati al fischietto transalpino.
La pressione sarà altissima, specialmente in un ambiente caldo come quello di Zenica. Spetterà ai leader del gruppo azzurro mantenere i nervi saldi e guidare la squadra oltre le insidie di una partita dove ogni fischio potrebbe risultare decisivo per il destino di un’intera nazione calcistica.









































