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·20 agosto 2026
🎙️ Arezzo, Bucchi: "Pattarello e Iaccarino in ritardo, Gilli ha recuperato. Su Cianci..."

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·20 agosto 2026

A due giorni dalla sfida contro l'Avellino, Cristian Bucchi è intervenuto in conferenza stampa per analizzare il momento del suo Arezzo. Riprendiamo le sue parole da arezzo24.net.
Mister, sabato comincia la Serie B. Con quali sensazioni arriva l’Arezzo a questo appuntamento e cosa significa per lei ritrovare la categoria?
«Sono sensazioni molto belle e positive. Stiamo iniziando un percorso che questa città ha già conosciuto e vissuto, ma che manca da tantissimo tempo, da 19 anni. In questi anni credo che la città abbia sofferto, il club abbia investito molto e tutti insieme abbiamo sudato tanto per riconquistare questa categoria. Partiamo con un unico obiettivo: meritare e mantenere quello che abbiamo conquistato».
Obiettivo?
«Sappiamo benissimo che sarà un campionato difficile e che siamo gli ultimi arrivati, ma abbiamo l’umiltà giusta per affrontarlo senza considerarci una squadra già battuta o una vittima sacrificale. Vogliamo giocarcela e siamo pronti a lottare su ogni pallone per tutta la stagione».
Che Avellino si aspetta?
«Mi aspetto una squadra che partirà molto forte. È la prima giornata di campionato, vengono da una partita di Coppa non bellissima e ho sentito anche il loro allenatore chiedere un atteggiamento diverso. Troveremo uno stadio molto caldo e caloroso e dovremo essere pronti a impattare bene la gara, senza farci sorprendere».
Per Bucchi l’Avellino dispone di un organico già strutturato e ulteriormente rafforzato durante il mercato.
«Hanno conservato molto della squadra che ha fatto un ottimo campionato nella scorsa stagione e su quell’ossatura hanno inserito giocatori validi e di qualità. È una squadra che sa quello che deve fare. Noi dovremo essere pronti a rispondere colpo su colpo».
Quanto conterà l’approccio alla categoria, soprattutto per i giocatori che non hanno esperienza in Serie B?
«Chi conosce questa categoria dovrà trasmettere velocemente agli altri cosa significa giocare in Serie B. Troveremo tanti stadi pieni e calorosi. Ad Avellino giocheremo di sera su un sintetico che immagino molto veloce: anche quello richiederà capacità di adattamento».
Secondo Bucchi uno degli aspetti decisivi sarà imparare a leggere le diverse fasi delle partite.
«Quest’anno sarà fondamentale riconoscere i momenti della gara. Dovremo capire velocemente la categoria, la tipologia degli avversari e quando una partita richiederà determinate scelte. È un lavoro che portiamo avanti dall’inizio e sono molto ottimista».
Il Partenio-Lombardi riporta alla mente anche ricordi personali particolari per l’allenatore amaranto.
«Da calciatore ho fatto una tripletta ad Avellino, ma perdemmo 5-4. Da allenatore, invece, con il Perugia vincemmo 5-0. Sono due ricordi completamente contrastanti. Stavolta spero semplicemente di vedere la squadra delle prime uscite ufficiali: un Arezzo che non perde il proprio spirito e la propria mentalità, che va là a giocarsela senza fare calcoli».
Come arriva fisicamente la squadra alla prima di campionato? E come sta Emiliano Pattarello?
«Come squadra credo che siamo a buon punto per quella che può essere una prima giornata. Penso che tutte le squadre arriveranno a pieno regime intorno alla terza o quarta giornata, quando avranno accumulato più partite ufficiali».
Su Pattarello arrivano indicazioni positive.
«Per Emiliano questa è stata la prima settimana di lavoro al cento per cento con il gruppo. Sta andando verso la condizione migliore. Rispetto agli altri è un po’ in ritardo, ma lo sapevamo. Ha lavorato tantissimo e ha fatto di tutto per tornare a disposizione il prima possibile. Sarà utilizzabile, anche se con un limite di minutaggio».
Tra gli elementi ancora alla ricerca della migliore condizione Bucchi cita anche Cagnano, Iaccarino e Coppolaro:
«Sono giocatori che per motivi diversi non hanno potuto lavorare a pieno regime con la squadra fin dal primo giorno. La condizione la troveranno anche giocando».
Gilli ha recuperato? E chi può essere utilizzato davanti alla difesa?
«Gilli sì, ha recuperato. Fortunatamente era soltanto una botta: è rimasto fermo due giorni e poi è rientrato in gruppo».
Più articolato il discorso sul regista.
«Abbiamo diverse opzioni. Iaccarino è leggermente in ritardo di condizione perché praticamente non ha giocato partite, a parte uno spezzone a Cagliari. Poi abbiamo Viviani e Chierico, che hanno caratteristiche differenti».
Bucchi entra anche nel dettaglio tattico.
«Viviani è un riferimento davanti alla difesa, più di posizione, struttura ed equilibrio, con un palleggio più corto. Gennaro può invece rompere maggiormente le linee. Luca è un giocatore un po’ a metà strada: nasce più mezzala e riesce a mettere insieme entrambe le fasi. La scelta può dipendere anche dall’avversario e dal tipo di partita che vogliamo fare».
Avrebbe voluto arrivare all’esordio con una situazione migliore tra mercato, infortuni e qualche scelta limitata soprattutto in attacco?
«Prevale nettamente l’entusiasmo. Ho detto ai ragazzi che non vedo l’ora di scendere in campo. Mi sono goduto la Coppa Italia e adesso non vedo l’ora che cominci il campionato. Abbiamo davanti qualcosa di troppo bello per perdere energie su altro».
Resta il dispiacere per i giocatori destinati a lasciare Arezzo.
«La situazione degli esuberi dispiace soprattutto dal punto di vista umano. Sono ragazzi che hanno fatto un percorso con noi, con i quali abbiamo condiviso tantissime emozioni. Speriamo che si trovi per tutti una soluzione positiva».
L’Avellino ha cambiato più volte sistema di gioco. Che squadra è e come avete preparato la partita?
«Non è una partita semplice da preparare perché possono fare tante cose diverse. Hanno molti giocatori di qualità soprattutto dalla metà campo in avanti».
Bucchi cita diversi elementi dell’organico irpino:
«Hanno centrocampisti molto bravi come Sounas, Palumbo, Besaggio, Di Maggio, Faticanti e Palmiero. Hanno giocatori capaci di muoversi tra le linee e quattro attaccanti importanti per la categoria: Favilli, Fila, Pandolfi e Biasci. È una squadra che sa giocare in ripartenza, attaccare la profondità, palleggiare e sfruttare l’ampiezza. Per questo dovremo essere sempre dentro la partita e molto concentrati».
Cianci è al centro di voci di mercato. Quanto può incidere questa situazione sulla sua eventuale presenza ad Avellino?
«Sono molto sereno perché so di chi stiamo parlando. Non so cosa succederà a Pietro da qui alla fine del mercato, ma è stato un professionista straordinario dal primo giorno. Nelle ultime tre partite dello scorso campionato aveva dolori incredibili, ma non ha mollato un centimetro. Ha stretto i denti ed è stato una delle anime importanti della nostra squadra».
Lo stesso atteggiamento, secondo Bucchi, è proseguito durante l’estate.
«Ha lavorato sodo, forse come non faceva da diversi anni. Ha avuto un piccolo acciacco, ma ora si sta allenando. Mentalmente non si lascia condizionare da queste situazioni. Se dovesse giocare, mi aspetto la sua prestazione come ha sempre fatto».
Avellino, poi Palermo e un calendario iniziale molto impegnativo. Può diventare un handicap per una neopromossa?
«No. Non può essere un handicap, ma non deve neanche diventare l’unico stimolo. Nelle prime due partite puoi fare zero punti oppure sei e questo può incidere sulla classifica e sull’entusiasmo, ma non deve deviare il nostro percorso».
Bucchi insiste soprattutto sulla continuità.
«Dobbiamo giocare 38 partite allo stesso livello. Statisticamente una o due durante l’anno le sbaglierai: capita a tutti. Ma nelle altre 35 o 36 dobbiamo andare a tamburo battente. Non possiamo sbagliare approccio, tenuta, gestione e mentalità. Non mi esalterò per un risultato positivo e non mi preoccuperò eccessivamente per uno negativo. La prestazione sarà indicativa del nostro percorso. La Serie B è un campionato in cui fino all’ultima giornata puoi trovarti tra playoff e playout. Dobbiamo essere mentalmente pronti a questo».
Quanto complica il lavoro degli allenatori un mercato che chiude quando il campionato è già iniziato?
«La parte più fastidiosa non è quella tecnica. Alla fine fai delle scelte, alleni i giocatori che hai e qualcuno resta fuori. Il problema è soprattutto umano: vedere ragazzi che un mese e mezzo fa erano sul pullman con te a festeggiare e oggi non riuscire a coinvolgerli è un dispiacere».
Bucchi auspica quindi che le situazioni ancora aperte possano risolversi rapidamente.
«Se dura dieci giorni è una cosa circoscritta, se dura sessanta diventa più pesante. La società deve fare le proprie scelte, io devo fare le mie e i calciatori devono essere intelligenti nel comprenderle».
Cosa manca ancora all’Arezzo sul mercato?
«Il direttore ha già fatto diversi colpi e non è un mercato semplice, soprattutto per una neopromossa. Sono molto contento della squadra che ho a disposizione. È un organico che mi piace molto».
Non ci sarebbe, secondo Bucchi, una necessità assoluta in un ruolo specifico.
«Le valutazioni dipenderanno principalmente da chi uscirà. Non siamo nella situazione in cui diciamo: ci manca assolutamente quel giocatore. Probabilmente chi uscirà verrà sostituito. La priorità è anche trovare una sistemazione adeguata ai ragazzi che hanno condiviso con noi questo percorso e che sono giocatori di valore».
Il primo anno l’obiettivo era creare entusiasmo, il secondo vincere la Serie C. Qual è la missione dell’Arezzo in questa stagione?
«Quest’anno c’è un unico obiettivo: meritare e mantenere quello che abbiamo conquistato».
Poi una frase che sintetizza lo spirito richiesto alla squadra.
«Io mi sono messo l’elmetto dal 5 luglio e quell’elmetto voglio vederlo in testa a tutti i miei calciatori. Non accetto rilassatezza e leggerezza. Accetto il sorriso fino alla linea del campo, poi quando si entra dobbiamo difendere quello che abbiamo conquistato. Ma dobbiamo difenderlo attaccando».
Bucchi sottolinea quanto l’Arezzo abbia dalla propria parte.
«Abbiamo un club serio e solido, una città entusiasta, un pubblico caldo, giocatori esperti che possono fare da guida e tanti giovani di qualità. E poi ci sono ragazzi che hanno sofferto perché non avevano mai avuto un’occasione in questa categoria o non erano riusciti a sfruttarla. Devono dimostrare che questo è il posto giusto e il momento giusto».
La differenza tra Serie B e Serie C richiederà molto coraggio. È d’accordo?
«Assolutamente. Lo scorso anno il coraggio è stato dire dal primo giorno che volevamo vincere, mentre molti preferivano nascondersi. Ci siamo caricati quella responsabilità sulle spalle».
Quest’anno il significato sarà differente.
«Il coraggio sarà dire con chiarezza che dobbiamo salvarci e lavorare ogni giorno per farlo. Dovremo armarci di una grandissima forza mentale perché non possiamo permetterci di essere fragili o deboli, nemmeno dopo una sconfitta. Anche questo, secondo me, significa avere coraggio».
E proprio la capacità di mantenere la rotta nei momenti difficili è il messaggio che Bucchi vuole trasmettere prima di Avellino.
«Sappiamo che durante l’anno arriveranno delle onde. Noi dovremo riuscire a tenere la barca come se il mare fosse sempre piatto. Non sarà facile, ma dovrà essere anche questo il nostro allenamento».
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