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·7 giugno 2026

Ariedo Braida: «Milan in crisi di identità. Ibra abbia l'umiltà di imparare»

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«Mi viene quasi da piangere a vedere il Milan in questa situazione. C’è una crisi di identità, bisogna ricostruire una storia. La storia è importante, senza quella non c’è futuro. Il Milan ha un passato importante che non si può cancellare e quindi proseguirà».

Lo ha detto l’ex dirigente del Milan Ariedo Braida, a margine di un panel organizzato nell’ambito del Festival della Serie A in corso di svolgimento a Parma. Braida – oggi al Rvenna come vicepresidente – è stato direttore generale e direttore sportivo del Milan durante l’era Berlusconi, lavorando per il club rossonero tra il 1986 e il 2013.


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A proposito della situazione attuale della società, Braida ha aggiunto: «I risultati sportivi sono importanti, ma c’è questa crisi di identità dove non vedo quello che bisognerebbe vedere, quello che è sempre stato il Milan dove c’era un grandissimo punto di riferimento come Silvio Berlusconi, ma anche Adriano Galliani. Manca qualcosa che deve ridare slancio al Milan per ripartire».

Tra le figure al centro della ricostruzione rossonera emerge Zlatan Ibrahimovicun rebus quasi irrisolvibile nel Milan odierno, come spiegato nell’editoriale di Calcio e Finanza del weekend. Braida ha parlato così del ruolo dello svedese: «Ibrahimovic non si discute come grande campione, ma anche lui deve avere l’umiltà di imparare».

A una domanda su Rafael Leao e sul futuro del portoghese, l’ex dirigente rossonero ha risposto: «Non voglio sostituirmi a chi ha le responsabilità. Leao ha delle qualità importantissime, è chiaro che se non le trasmetti sul campo tutto è vano. Giocatori di grande qualità oggi sono difficili da vedere, lui ne ha, a volte però non sono sufficienti».

In chiusura, sulla distanza tra l’attuale proprietà del MilanPaolo Maldini, dopo l’addio del 2023, Braida ha aggiunto: «I Maldini, a iniziare dal papà, hanno scritto la storia del Milan. Hanno vinto prima il padre, poi Paolo e non si può non partire dalla storia».

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