ASSE: «La concorrenza ha senso solo se produce effetti» | OneFootball

ASSE: «La concorrenza ha senso solo se produce effetti» | OneFootball

In partnership with

Yahoo sports
Icon: Peuple-Vert.fr

Peuple-Vert.fr

·20 settembre 2026

ASSE: «La concorrenza ha senso solo se produce effetti»

Immagine dell'articolo:ASSE: «La concorrenza ha senso solo se produce effetti»

ASSE: "UN RETROGUSTO DI SCONFITTA, UN PUNTO E BASTA" « Il successo consiste nel passare da un fallimento all’altro senza perdere l’entusiasmo. » Winston Churchill

THE FINAL COUNTDOWN DI MICHELINE (DELLA CONTABILITÀ) ROAD TO LIGUE 1 = 62 - 16 = -46 PUNTI: « Ciao ragazzi. Sedici punti in sette giornate, resta una cosa pulita, camicia stirata e scarpe lucidate. Ma dopo Dunkerque, ecco che lasciamo ancora due punti sullo zerbino messino. Di questo passo, finirò per accantonare le occasioni perse tra i crediti dubbi. Ricordo comunque che 16 punti su 21 (media 2,29/partita) restano un rendimento che persino il mio Livret A guarda con invidia. Quindi niente panico in contabilità: ci sono ancora 46 punti da andare a prendere, e finché non mi trasformate settembre in novembre, io tengo la calcolatrice, il caffè e una fiducia molto relativa nel genere umano.»


OneFootball Video


Ciao Groupies,

Torna il vostro cowboy JossRandall, per l’episodio 7, dopo questo frustrante FCMASSE del 19 settembre allo stadio Saint-Symphorien.

Avevamo lasciato l’ASSE a Dunkerque con la faccia di uno che ha appena scoperto che il paracadute era consegnato senza la cordicella. Ci si aspettava quindi una reazione a Saint-Symphorien, non per forza una sinfonia di Mozart, ma almeno qualcosa di diverso dalla ripresa de La sconfitta in sol minore.

È arrivata. In parte.

Perché questo Metz-ASSE lascia una sensazione strana, quella di aver salvato qualcosa pur avendo lasciato sul bancone due banconote da cinquanta. UN RETROGUSTO DI SCONFITTA, UN PUNTO E BASTA: raramente un titolo avrà assomigliato così tanto al giorno dopo di una serata in cui non sai più bene se hai guadagnato un amico o perso il portafoglio.

Capitolo 1: OVVERO L’ARTE DI TRASFORMARE LO CHAMPAGNE IN VICHY SAINT-YORRE

Per un’ora, bisogna ammetterlo, non abbiamo assistito esattamente alla resurrezione del calcio totale. Il Metz spingeva (un po’), l’ASSE controllava a intermittenza e lo spettacolo aveva a tratti il potere calorifico di un termosifone spento.

Per un’ora, l’ASSE ha soprattutto dato l’impressione di essersi dimenticata che una partita di calcio si può giocare anche nella metà campo avversaria. Il Metz metteva l’impatto, i Verts mettevano le intenzioni, e come spesso accade in questo genere di matrimonio, è quello che picchia sul tavolo a scegliere il menù.

Poi IAN_CATHRO_MOTRICES toglie BALI_BALLO e lancia DAVID_EST_CHEVELU. E all’improvviso, qualcuno rimette una moneta nel flipper. RAVI_JAKOB_BREUM scalda FISCHER, anche Zuriko, e l’ASSE comincia finalmente a giocare in avanti con intenzioni che assomigliano a qualcosa di diverso da una riunione Teams il lunedì mattina.

E al 67’, PEDRO_L’ÂNE recupera alto, combina con BOAKYE_PROFITE_LE_CRIME e va a concludere da solo. Quattro minuti più tardi, LE_CSON_DE_LA_RIVIÈRE_GVAI allunga perfettamente per BOAKYE_LE_TOUR, che va a chiuderla di sinistro. 0-2. Impacchettato, pesato, grazie Signora!

Ammetto umilmente di aver avuto in quel preciso istante una specie di sorriso ebete (come altri lo hanno in altre circostanze!).

Sullo 0-2, l’ASSE aveva ribaltato la partita come una crêpe bretone la sera della Candelora.

Ed è proprio lì che fa male.

Perché una squadra che vuole risalire in Ligue 1 deve imparare a mettere il coperchio sulla pentola quando la zuppa comincia a bollire. L’ASSE, invece, ha lasciato sporgere il mestolo. Il Metz è rientrato e il 2-2 finale assomiglia quindi molto più a due punti buttati via che a un punto conquistato.

Perché dopo lo 0-2, ci si dice che il Metz, frastornato, andrà all’antartico della morte (a sfilare con i pinguini quindi, solo che non lo sono stati poi così tanto!), congelato nel proprio stadio.

Solo che l’ASSE decide allora curiosamente di arretrare. Non di dieci metri, eh: tra poco servirà il passaporto per ritrovare la linea di metà campo. E lì, ecco il dramma: Mbodji accorcia al 79’ e l’atmosfera cambia immediatamente. La nostra ASSE, fino a quel momento piuttosto serena nel secondo tempo, comincia a giocare come se il pallone fosse consegnato con una spoletta. E quando hai la testa devastata a questo punto, non garantisci più le consegne, Gaston!

E all’89’, su un corner ampiamente evitabile, BERNIE_LE_DINGUE devia e Deminguet pareggia sul secondo palo.

Né la squadra né CATHRO_MOTRICES saranno stati capaci di rispondere al passaggio a due attaccanti dell’avversario nel finale di gara.

La cosa più irritante quindi non è aver fatto 2-2 a Metz. È essere stati avanti 2-0 e aver smesso di giocare.

Dopo Dunkerque, serviva comunque una reazione. C’è stata. Non per novanta minuti, certo (e proprio questa incostanza all’interno delle partite comincia a far sorgere domande). Ma abbastanza da ricordare che questa squadra ha carattere e talento. Ora, il carattere è come i tergicristalli: è bene averli, ma bisogna anche ricordarsi di attivarli prima di finire nel fosso.

Come dice il Boss, che resta calmo e lucido nella frustrazione generale (anche se tra le sue righe scozzesi si sente bene che è furibondo, il già FEDELE_CATHRO, che ci sono cose che non gli sono piaciute per niente, e che potrebbe mettersi a piovere merda per qualcuno all’Etrat): due punti stupidamente buttati nel cestino.

Un retrogusto di sconfitta, un punto e basta.

Capitolo 2: PASSA O SI INCEPPA?

Sette partite sono ancora un po’ poche per convocare una commissione d’inchiesta, ma abbastanza per cominciare a distinguere quelli che prendono la scala mobile da quelli che stanno ancora cercando il pulsante. E dopo Metz, alcune tendenze cominciano a spuntare dal tappeto.

Nella categoria “passa”, BREUM_DU_TIGRE continua a mandare segnali interessanti. Gioca con quella capacità di accelerare le cose che a volte manca a un’ASSE ancora troppo portata per il lavoro ai ferri diritto, lavoro ai ferri rovescio e passaggio laterale con opzione centrino. In più, porta sicuramente ai nostri Verts quel piccolo supplemento d’imprevisto che a volte trasforma un attacco manovrato in qualcosa di diverso da una riunione di condominio.

BOAKYE_PROFITE_LE_CRIME, lui soprattutto, ha appena rimesso una moneta seria nella macchina con un gol e un assist. Sicuramente il giocatore più affidabile della rosa dall’inizio della stagione, anche se continua a prendere gialli. Solido. Efficace.

PEDRO_L’ÂNE conferma di non essere più lì per fare numero nella foto di classe. Dopo un breve periodo più complicato, il ragazzo torna a guadagnare punti, in senso proprio e figurato, e spinge un po’ di più il suo dossier verso la cima della pila. Molto solido, gioca senza complessi e sembra aver capito che nel calcio la gerarchia somiglia molto alle code in panetteria: se quello davanti sonnecchia, tu lo sorpassi.

CSONGVAI_QUE_VAILLE si sta sistemando tranquillamente nel paesaggio. Questo signore ha dei plurali che a me sembrano singolari: attività, impatto, volume e abbastanza personalità da non chiedere il permesso prima di giocare.

Al contrario, in mezzo, non è ancora tutto oliato come una friggitrice da baracchino delle patatine. BERN_HAPPY_AUER ha disputato una partita media a Metz, e la sua associazione con CSONGVAI_QUE_VAILLE pone forse una questione di profili. Tutti e due sanno giocare, tutti e due possono organizzare, ma l’ASSE a volte ha mancato di controllo, di complementarità e soprattutto di un tipo capace di prendere la partita per il bavero quando questa comincia a mettersi di traverso. Avere due buoni musicisti non basta sempre per fare un’orchestra, soprattutto se hanno portato entrambi lo stesso strumento. E questo, alla lunga, è come il cassoulet di Tolosa: ti scappa, e poi si cerca a lungo come pulire la tovaglia.

Anche davanti, comincia a incepparsi un pochino. CARDONA_QUE_L'AMOUUUUR e BALI_BALLO, così promettenti nelle prime settimane, danno l’impressione di aver lasciato qualche cavallo in scuderia e di attraversare un periodo in cui il GPS sembra ricalcolare il percorso. Sappiamo cosa possono dare, ma al momento il pacco a volte arriva dopo il cliente: il potenziale è fantastico, ma bisogna pur farne qualcosa quando la partita richiede più precisione, più movimento e più presenza. Niente da far scattare il piano ORSEC comunque, ma CATHRO dispone ormai di abbastanza soluzioni perché gli status non diventino rendite vitalizie. Con il nuovo buon ingresso di DAVID_EST_CHEVELU, non mi sorprenderei più del 5% di vedere turnover nei due posti offensivi nelle prossime partite.

Dietro, il cantiere del terzino sinistro resta aperto con il cartello “pericolo, lavori in corso”. Partita dopo partita, quella zona assomiglia sempre di più al passaggio pedonale preferito degli avversari. Si possono rispettare i posizionamenti, i circuiti e la lavagna, eccetera. E ha perfettamente ragione a rispettare le consegne, il nostro “piccolo australiano” (come dice un amico che saluto) di BEN_L’ONCLE_OLD, sono molto utili — come una volta nelle stazioni. Ma soprattutto, a un certo punto, bisognerebbe che qualcuno chiudesse la porta, perché i visitatori cominciano a conoscere il codice. E che a un certo punto, quando l’avversario arriva in corsa, si dimentichi il manuale e gli si spieghi che la visita guidata finisce lì. Senza dubbio uno dei cantieri in vista del prossimo mercato invernale, ma ci torneremo. C’è tempo.

E poi c’è LARSONNEUR_AUX_VAINCUS...

Lì, non staremo a girarci intorno fino a consumare le piastrelle. Dopo sette giornate, il portiere dell’ASSE non è al livello atteso. Troppo poco decisivo, non abbastanza rassicurante e ormai capace di aggiungere le proprie esitazioni a quelle di una difesa che davvero non aveva bisogno che le si regalasse il servizio da tre pezzi. Non si tratta più di una partita sbagliata da mettere nel cassetto fischiettando: comincia a diventare una tendenza.

GAUTIER_LARSOUILLEUR ha reso abbastanza servizi all’ASSE da far sì che si rispetti l’uomo e ciò che ha fatto. Ma il calcio professionistico non è un fondo pensione complementare. L'AUDI_CATHRO, in seconda, deve ormai almeno porsi seriamente la questione dello sfidante C'EST_MAMOUR_A_LA_CAGE (AHOU CHACHACHA!!). Questa la restituisco subito al suo autore, cioè La JUPETTE, altrimenti pignolo com’è mi fa causa!

Non per condannare LARSOUILLEUR sulla pubblica piazza, no. Ma perché la concorrenza ha interesse solo se un giorno può produrre i suoi effetti. Altrimenti, tanto vale chiamarla arredamento d’interni.

Un portiere deve portare punti, rassicurare quelli che giocano davanti a lui e a volte tirare fuori la parata che nessuno si aspetta. Per il momento, Larsonneur non fa abbastanza. E in quel ruolo, gli errori non si nascondono sotto il tappeto. Di solito finiscono sul tabellone.

E sotto una pseudo apparenza da tipo solido “con personalità”, ho paura che in realtà i conti non tornino. E comunque, come dice spesso un amico che certo non è tra i più brillanti: “Non serve a niente essere forte come una quercia se sei stupido come una ghianda”.

CONCLUSIONE: IL PUNTO, E DOPO?

Dopo sette giornate, l’ASSE ha 16 punti.

La scorsa stagione, l’ASSE di HORNERLAND ne aveva 17 allo stesso punto. Uno in più. Vale a dire lo spessore di una fetta di prosciutto.

Ma ricordiamoci soprattutto il seguito: tre sconfitte nelle quattro partite successive e solo tre punti presi su dodici. Ecco precisamente la trappola da evitare. Ed è lì che il confronto diventerà interessante.

Questa ASSE 2026-27 mi sembra meglio attrezzata, con più soluzioni e capace comunque di dare l’impressione di avere più margine. Ma le impressioni, in classifica, portano esattamente tanti punti quanto le buone intenzioni in un divorzio.

Resta da trovare questa regolarità di partita in partita, e perfino all’interno della stessa partita. Di solito è proprio questo che separa i candidati alla promozione da quelli che passano la primavera a tirare fuori la calcolatrice.

E spetta anche a CATHRO fare le scelte giuste.

Ora arrivano tre settimane di sosta per sistemare i dettagli, rimettere certe teste a posto e stringere due o tre bulloni.

Perché in Ligue 2 i dettagli hanno una brutta abitudine: quando non te ne occupi tu, sono loro che finiscono per occuparsi di te.

Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇫🇷 qui.

Visualizza l' imprint del creator