Atalanta-Bologna 0-1: il Tosco l’ha vista così… | OneFootball

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Zerocinquantuno

·18 maggio 2026

Atalanta-Bologna 0-1: il Tosco l’ha vista così…

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Partita che ad occhio nudo mi era apparsa non troppo intensa: in realtà, andando a vedere le statistiche, i padroni di casa hanno effettuato una pressione non indifferente, recuperando il possesso mediamente dopo 6,97 passaggi dei rossoblù, mentre il Bologna è apparso quello dell’ultima parte di stagione, meno intenso, con recupero palla mediamente dopo 12,45 passaggi dei nerazzurri, facendo densità in mediana e ripartendo sugli esterni.

Mister Italiano in conferenza stampa alla vigilia aveva sottolineato come quest’anno abbia dovuto/voluto cercare strade diverse per proporre comunque il suo calcio, dando prova di non essere l’integralista che in tanti frettolosamente dipingono.


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Per sviluppare questo nuovo progetto ha trovato una sorta di corsia preferenziale sulla fascia sinistra, con Miranda e Rowe in stato di grazia, capaci di risalire il campo e accendersi ogni volta che vengono innescati. Dalla parte opposta, invece, regna una sorta di riequilibro tattico attraverso una risalita del campo più tecnica e cadenzata viste le attitudini di Joao Mario e Bernardeschi, in grado di portar palla fin sulla trequarti e permettere al Bologna di alzare la linea difensiva e mantenere così, oltre alla supremazia del possesso palla, anche il dominio tattico della gara. È infatti ieri la Dea, pur pressando di più, è stata spesso costretta ad abbassarsi per la buona prova dei felsinei sul piano del palleggio.

Anche la coppia centrale difensiva ha contribuito a far partire bene l’azione, con un certo ordine: se di Heggem avevamo già apprezzato ad inizio stagione l’attitudine a non strafare e a compiere giocate semplici per dare il via alla manovra, il suo compagno di reparto e connazionale Helland appare di partita in partita sempre più coinvolto in questo specifico meccanismo: recupero e riavvio sembra, ad oggi, la sua caratteristica migliore.

In conclusione: sarà interessante vedere se nella prossima stagione Italiano deciderà di presentare una squadra con quelle caratteristiche che hanno contraddistinto tutta la sua carriera (non solo a Bologna), oppure questa versione, cioè una squadra con pressione meno alta, più ragionata, più ‘normale’, se mi si può passare il termine.

Se poi il buon Vincenzo deciderà di andare altrove (da ieri alcune panchine sono in fibrillazione, dopo le dichiarazioni di Conte e Spalletti che hanno di fatto messo in discussione la loro permanenza, facendo ripartire il domino), sarà comunque interessante osservare l’evoluzione del suo calcio. A noi lascerà comunque in eredità un gruppo che si è adattato ad alcune varianti tattiche dentro una stagione infinita: praticamente due stagioni in una.

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