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·8 aprile 2026

Atalanta modello da seguire per il calcio italiano: contro la Bosnia 12 azzurri passati da Bergamo

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Nel weekend in cui Udinese e Como sono scese in campo con un solo italiani tra i 22 titolari, c’è un modello che si continua a confermare vincente, tra italiani e prodotti del vivaio. L’Atalanta infatti resta un progetto a cui il pallone nostrano dovrebbe guardare attentamente, per i risultati sportivi e non solo.

Negli ultimi dieci anni, i bergamaschi infatti hanno disputato le coppe europee in ben otto occasioni, con risultati storici come ovviamente la vittoria dell’Europa League nel 2023/24 e i quarti di Champions League raggiunti nel 2019/20. Senza dimenticare poi i risultati a livello nazionale, con le tre finali di Coppa Italia e il miglior piazzamento al terzo posto in campionato in quattro delle ultime dieci annate (nei tre anni di fila dal 2018/19 al 2020/21 e nel 2024/25).


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Risultati sportivi a cui si affianca una dimensione economica sempre maggiore e anche redditizia (superati i 300 milioni di fatturato nel 2024/25, nel 2025/26 dovrebbe arrivare l’11º utile consecutivo a bilancio) ma soprattutto un vivaio che continua ad essere rilevante.

Tra settore giovanile e prima squadra, l’Atalanta infatti continua ad essere particolarmente rilevante quando si parla di talenti da portare ad alto livello e in nazionale. Lo dicono anche i numeri dei convocati del ct Gattuso per i recenti, sfortunati, playoff per i Mondiali.

Tra i convocati, infatti, ben 12 giocatori sono passati da Zingonia:

  • Carnesecchi
  • Bastoni
  • Mancini
  • Palestra
  • Scalvini
  • Spinazzola
  • Cristante
  • Locatelli
  • Raspadori
  • Retegui
  • Cambiaghi
  • Scamacca.

Tra questi, addirittura in cinque hanno fatto tutta la trafila nel settore giovanile (Carnesecchi, Bastoni, Palestra, Scalvini e Cambiaghi). Tra gli altri, c’è chi è esploso a Bergamo (Mancini, Spinazzola e Cristante), chi ha iniziato nel settore giovanile nerazzurro trasferendosi poi altrove (Locatelli) e chi all’Atalanta ci è arrivato come investimento del club (Raspadori, Retegui e Scamacca).

Non è un caso isolato, guardando in particolare al settore giovanile. I dati mostrano come l’Atalanta sia stabilmente ai vertici sia per numero di convocati nelle Nazionali giovanili sia per minuti giocati in Serie A da calciatori formati nel proprio settore. Secondo l’ultimo Report Calcio della FIGC, la società bergamasca è stata tra i club che forniscono più giocatori alle Nazionali giovanili (25 tra U20 e U15) ed è quella che ne ha formati di più tra A e U21 (13 cresciuti direttamente nel vivaio). Stando ai dati del Cies, inoltre, negli ultimi cinque anni i giovani provenienti dal settore giovanile dell’Atalanta sono quelli che hanno giocato di più nei top-5 campionati considerando i club italiani: 145.930 minuti complessivi per 39 giocatori, rispetto ai 113.808 minuti giocati da 36 giocatori del vivaio Inter.

Senza considerare il tema della continuità. Perché accanto agli 12 di cui sopra, ci sono altri profili pronti azzurrabili  tra chi è ancora in nerazzurro come Bellanova, Bernasconi e Ahanor e chi invece è cresciuto a Bergamo come Ruggeri. Per una filiera che quindi potrà continuare ad essere fondamentale per la nazionale.

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