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Vincenzo Visco·29 aprile 2026
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Vincenzo Visco·29 aprile 2026
Atletico Madrid e Arsenal chiudono sull’1-1 l'andata di una semifinale UEFA Champions League decisamente meno spettacolare sul piano dei gol rispetto a PSG-Bayern, ma comunque intensa, nervosa e ricca di episodi.
Il ritmo iniziale è bloccato, le squadre si studiano e faticano a trovare spazi, ma basta un episodio quasi allo scadere della prima frazione per accendere tutto. È un rigore a rompere l’equilibrio, tra le proteste dei Colchoneros, trasformato con freddezza da Viktor Gyökeres: Odgaard pesca l'attaccante in area, che prende posizione su Hancko e, con grande furbizia, sente il contatto alle spalle lasciandosi cadere. Per l’arbitro non ci sono dubbi, per tutti gli altri sì ma il VAR, in questo caso, non può intervenire.
Nella ripresa cambia subito l’inerzia: l’Atletico alza il baricentro e trova il pari ancora dal dischetto. Dopo revisione al VAR, l’arbitro assegna penalty per un tocco di mano di White e dagli undici metri Julián Álvarez è glaciale, firmando l’1-1 e aggiornando i suoi numeri da record: l’argentino diventa infatti il più veloce a raggiungere quota 25 gol in Champions tra i connazionali, superando anche Lionel Messi e Sergio Agüero, e il primo giocatore dell'Atletico a raggiungere dieci gol in una stagione singola di Champions.
Da quel momento la squadra di Diego Simeone cresce e va più volte vicina al sorpasso: clamorosa la traversa colpita da Antoine Griezmann, mentre poco dopo Ademola Lookman spreca una chance enorme calciando centralmente a tu per tu con Raya. In mezzo anche la preoccupazione per Álvarez, costretto a uscire dopo un problema alla caviglia in seguito a un contrasto con Eberechi Eze.
Nel finale, altro episodio destinato a far discutere: l’arbitro assegna un terzo rigore, questa volta all’Arsenal, per un contatto tra Hancko ed Eze. Richiamato all’on field review, il direttore di gara rivede però la sua decisione e cancella il penalty, giudicando il contatto non sufficiente. Una scelta pesantissima che chiude una gara tirata, equilibrata e ancora tutta aperta in vista del ritorno, in programma martedì 5 maggio all'Emirates.
MINUTO 78 - Nuovo colpo di scena, che lascia però un nulla di fatto: viene fischiato un terzo calcio di rigore della partita, questa volta per l’Arsenal, poi rimosso.

L’azione nasce all’improvviso, con un pallone veloce in area che libera Eze sul lato cieco di Hancko: il difensore interviene e sembra toccare il piede dell’avversario, che va giù. L’arbitro indica il dischetto tra le proteste di tutti i Colchoneros, con Simeone che mima il gesto del monitor.
Il direttore di gara viene richiamato all'OFR, valuta l’azione e, dopo qualche istante di tensione, decide di cambiare la sua decisione iniziale. Niente calcio di rigore per l’Arsenal: il contatto viene giudicato non sufficiente. Calvarese, in presa diretta, da ragione alla scelta dell'arbitro di rimuovere il penalty.
MINUTO 76 - Ansia per l’Atletico: Alvarez lascia il campo dopo un contrasto con Eze, da cui esce con la caviglia dolorante. L’argentino, protagonista assoluto fino a quel momento, viene sostituito da Baena. Julian esce tuttavia "tranquillamente", magari è solo una sostituzione precauzionale, ma la sua situazione comunque resterà da monitorare nelle prossime ore in vista del ritorno in programma il prossimo martedì.
MINUTO 74 - Llorente disegna un pallone perfetto in area e Lookman si ritrova con la porta spalancata dopo aver saltato White. L’attaccante, però, non riesce a sfruttare l’occasione e calcia centralmente, permettendo a Raya di opporsi con un intervento decisivo.

MINUTO 63 - L’Atletico sfiora il sorpasso con una giocata da brividi: Ruggeri sfonda sulla sinistra e mette un pallone perfetto in mezzo, Griezmann arriva e calcia di prima intenzione con una conclusione raffinata diretta all’incrocio. Raya è battuto, ma la traversa salva l’Arsenal e tiene il risultato in equilibrio.
Con il gol segnato, Alvarez diventa l'argentino che ha raggiunto più velocemente quota 25 reti in Champions League, stabilendo un nuovo primato. Un traguardo straordinario che gli permette di superare anche Lionel Messi (41 vs 42 partite), e Kun Aguero (48).
MINUTO 55 - Nuovo episodio che accende le polemiche, stavolta dall'altra parte. Llorente calcia al volo e il pallone tocca il braccio largo di White, scatenando le proteste dei padroni di casa. L’arbitro inizialmente lascia correre, ma il VAR interviene e richiama il direttore di gara all’on field review.

Dopo il check, l’arbitro assegna calcio di rigore all’Atletico Madrid. Dal live è evidente da subito il tocco col braccio, ma rivedendo le immagini in slow motion si capta anche un tocco prima con la gamba sinistra. Una carambola comunque punita, come quella di ieri sera a sfavore di Alphonso Davies.
Dal dischetto si presenta Alvarez, che questa volta non lascia scampo: conclusione violentissima sotto l’incrocio, Raya resta immobile e il pareggio è servito.

Per l’argentino è l’ennesima conferma dal dischetto: terzo rigore consecutivo realizzato in questa Champions League e decimo gol complessivo nel torneo, più di chiunque altro nella storia dell’Atletico in una singola stagione di Champions. Numeri da leader assoluto.

MINUTO 49 - Alvarez lascia partire una punizione dai trenta metri, potente che costringe Raya a volare verso il palo. Il pallone si stampa però sull’esterno della rete, dando per un attimo l’illusione del gol a buona parte dello stadio e anche a Sandro Piccinini, voce inconfondibile di Prime Video.
MINUTO 44 - Episodio che lascia molte perplessità e che al momento decide questo primo atto tra Atletico e Arsenal.
I Gunners conquistano un calcio di rigore pesantissimo. Odgaard pesca Gyokeres in area, l’attaccante prende posizione su Hancko e, con grande furbizia, sente il contatto alle spalle lasciandosi cadere. Per l’arbitro non ci sono dubbi: indica il dischetto tra le proteste dei padroni di casa.
Calvarese dice che l'arbitro non può intervenire poiché è un contatto di gioco con l'attaccante in possesso della sfera. Lo stesso numero 14 si incarica della battuta e non sbaglia: Oblak intuisce ma non riesce a opporsi, con il pallone che gli sfugge sotto le mani. Koke e i suoi continuano a mostrare il proprio disappunto nei confronti del direttore di gara.

MINUTO 24 - Sugli sviluppi di un corner succede di tutto, con contatti e trattenute evidenti. Gabriel finisce a terra dopo un intervento al limite per un braccio quasi al collo da parte di Koke, protesta chiedendo il rigore, ma l’arbitro lascia correre. Giampaolo Calverese, voce tecnica arbitrale di Prime Video, "conferma" la decisione del direttore di gara.

MINUTO 14 - Primo tiro in porta dopo quasi un quarto d'ora di gioco. Ruggeri serve Alvarez al limite e l’attaccante si inventa una giocata da applausi, saltando secco l’intervento di Gabriel e liberandosi lo spazio per la conclusione dai venti metri. Il tiro è potente e preciso, ma Raya è reattivo: si allunga e devia in angolo.
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L’Arsenal ha presentato un reclamo alla UEFA sulle condizioni del terreno di gioco del Metropolitano, temendo che un’erba troppo alta potesse rallentare il ritmo della gara e che l’irrigazione rendesse il campo più scivoloso. Nelle ore precedenti al match sono circolate anche immagini dello staff dei Gunners a colloquio con il delegato UEFA per verificare la situazione.
Dopo i controlli richiesti dal club inglese, è stato stabilito che il manto erboso misurava 26 millimetri, quindi entro i limiti regolamentari, anche se al limite consentito.
ATLETICO MADRID (4-4-2): Oblak; Llorente, Pubill, Hancko, Ruggeri; G. Simeone, Cardoso, Koke, Lookman; Griezmann, Álvarez. All. D. Simeone.
ARSENAL (4-3-3): Raya; White, Saliba, Gabriel, Hincapié; Zubimendi, Rice, Odegaard; Madueke, Martinelli, Gyökeres. All. Arteta.
Nell’Atletico Madrid sono assenti Gimenez, Barrios e Nico Gonzalez, mentre l’Arsenal deve rinunciare a Havertz, Timber e Merino.
📸 JAVIER SORIANO - AFP or licensors









































