Pagine Romaniste
·14 settembre 2026
ATTENZIONE A…Kian Fitz-Jim

In partnership with
Yahoo sportsPagine Romaniste
·14 settembre 2026

Il Torino ha trovato in Kian Fitz-Jim, centrocampista prodotto del settore giovanile dell’Ajax, il tassello perfetto per la sua mediana.
Pagine Romaniste (L.Suriano) – Questo Torino-Roma senza dubbio è accompagnato da tante storie legate soprattutto al calcio mercato. L’attenzione dei romanisti non potrà che essere focalizzata sulle corsie laterali della formazione di Abate, dove stazionano tre giocatori che in momenti diversi sono stati obiettivi della società giallorossa.
In origine fu Niccolò Fortini. La Roma lo cercò a lungo lo scorso gennaio, salvo desistere di fronte alle richieste della Fiorentina. Poi c’è stato Rafik Belghali, portato in Italia al Verona da Sean Sogliano. Accostato a inizio estate, il suo nome è scivolato indietro nelle preferenze e ha preso altre direzioni. Infine Alessio Cacciamani, il profilo seguito con maggiore insistenza. Gioiello del settore giovanile torinista, Petrachi e Cairo hanno respinto la corte capitolina con ogni arma e alla fine sono riusciti a trattenerlo. Eppure, è sul cuore del campo che preferiamo concentrarci. La finestra di trasferimenti ha infatti portato sotto l’ombra della Mole un altro calciatore che sta pian piano conquistando cuori sabaudi e destando curiosità nei più avidi osservatori della Serie A. Si tratta di Kian Fitz-Jim, il nuovo metronomo della mediana granata.
Il centrocampista classe 2003 è il risultato di uno splendido melting pot. Padre surinamese, ma con origini cinesi, madre di Hong Kong, lui è nato e cresciuto ad Amsterdam. La scuola di pensiero calcistico, in effetti, è tutta olandese. Tecnica di base ottima, testa sempre alta e capacità di resistere alla pressione avversaria con sicurezza sono capisaldi del suo gioco. Fitz-Jim ha svolto tutta la trafila giovanile nell’academy dell’Ajax, una delle più floride non soltanto del paese ma dell’intero continente europeo.
Dopo diverse stagioni con la squadra B, che milita in seconda divisione, e un prestito tutto sommato positivo con la maglia dell’Excelsior, nell’annata 24/25 ha avuto la sua chance in Eredivisie sotto la guida di Francesco Farioli. L’attuale allenatore del Porto lo impiegava principalmente da mezzala nel suo classico 4-3-3 in una linea che prevedeva un mediano più strutturato come Henderson e un elemento di maggiore peso specifico negli ultimi 30 metri come Kenneth Taylor.
Fitz-Jim chiuse con 39 partite di cui 20 da titolare, con 5 gol e 1 assist. L’anno successivo però, con l’addio di Farioli e un confuso tentativo di rivoluzione, invece della titolarità gli ha portato sempre meno spazio. Alla fine la società olandese ha quindi deciso di lasciarlo andare, trovando la sponda di Petrachi e dei 2,5 milioni investiti dal Torino.
“È troppo lento, va a due all’ora” la sfuriata di Abate nel primo tempo di Torino-Milan riferita proprio al suo centrocampista e catturata dai microfoni di DAZN. In realtà, in queste giornate iniziali di campionato, il rendimento del centrocampista è cresciuto progressivamente e l’allenatore ex Juve Stabia non sembra affatto intenzionato a rinunciarci. Il 23enne, impiegato prima in una mediana a due, poi da regista basso e infine contro la Fiorentina nuovamente da intermedio alla sinistra di Mandragora, ha mostrato subito grande padronanza del gioco e capacità di adattamento.
Colpisce soprattutto la serenità nel gestire il pallone e l’abilità nel breve. In Serie A, Fitz-Jim ha completato in media l’89% dei suoi passaggi e soprattutto portato a termine il 78% dei dribbling, 2.3 riusciti a partita. Numeri che trovano conforto alla vista: è evidente che le sue caratteristiche lo spingano a cercare la pressione avversaria per eluderla con la sua rapidità nel breve e avere quindi campo libero per far avanzare il pallone.
Forse meno prevedibile era il suo impatto fisico. Il giocatore, del resto, non è dotato di una stazza particolarmente imponente, per usare un eufemismo. Con circa 174 centimetri per 70 chilogrammi, ha i connotati della mezzala di governo ma non di lotta. Le sue statistiche, però, raccontano di 3,7 palloni recuperati per gara e del 65% di duelli vinti. Un livello che probabilmente non manterrà, ma che dimostra come si sia adeguato rapidamente alle esigenze del nostro campionato.
Una dote non ancora messa in mostra, ma di cui il nativo di Amsterdam dispone, è l’inserimento in zona gol. In tre partite ha calciato solo due volte verso la porta avversaria, ma in carriera vanta 11 gol e 15 assist, comunque non pochi per un centrocampista centrale.
Live







































