Azzurre dai due volti, ma basta un grande secondo tempo: a Pisa battuta la Serbia 3-0 | OneFootball

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·5 giugno 2026

Azzurre dai due volti, ma basta un grande secondo tempo: a Pisa battuta la Serbia 3-0

Immagine dell'articolo:Azzurre dai due volti, ma basta un grande secondo tempo: a Pisa battuta la Serbia 3-0

Missione compiuta. La Nazionale femminile batte la Serbia con un netto 3-0 grazie a una ripresa di grande qualità dopo un primo tempo difficile e chiuso a reti bianche. La cartolina che arriva da Pisa è quella delle ragazze azzurre che vanno a prendersi l’abbraccio del pubblico presente al termine di un confronto dai due volti: primi 45 minuti imballati e complicati, in cui sono state le avversarie a farsi preferire, mentre nella ripresa è emersa tutta la qualità di Girelli e compagne, con occasioni create a ripetizione e un largo successo incorniciato dagli applausi scroscianti dei tifosi sugli spalti. Adesso per ottenere il pass diretto per i Mondiali in Brasile bisognerà vincere martedì in Svezia, sperando però al contempo anche in notizie confortanti e concomitanti dalla Serbia. La vittoria della Danimarca di questa sera, nell’altra sfida del girone, ha fatto sì infatti che le Azzurre non siano padrone del proprio destino: oltre al successo in Scandinavia bisognerà infatti sperare anche nell’impresa della Serbia con le danesi per volare in Brasile.

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Le parole di Soncin. “Uso un po’ di retorica: questo sono le partite più complicate, perché hai l’obbligo di vincere, con le responsabilità che aumentano, nonostante siano già altissime quando vesti la maglia azzurra”. Il commissario tecnico esamina la sfida a fine gara, riflettendo su come sia cambiato in positivo il match dopo l’intervallo e sottolineando gli aspetti positivi che caratterizzano la squadra: “Ho la possibilità e la fortuna – continua Soncin - di avere giocatrici di altissimo livello con tante caratteristiche differenti: sta a noi staff, grazie a queste qualità, di creare tante partite nella partita. L’unico obiettivo di stasera era di vincere per andare in Svezia e giocarci una finale, aspettando anche il risultato dell’altra partita. Voglio ringraziare il pubblico di Pisa che ci ha accompagnato per tutta la sfida con grande entusiasmo”.


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La partita. All’ingresso in campo per il riscaldamento gli applausi fragorosi sono tutti per Laura Giuliani, chiamata a difendere i pali della porta azzurra proprio nel giorno del suo trentatreesimo compleanno. E come regalo l’estremo difensore italiano si regala una prodezza dopo appena nove minuti di gioco. Sugli sviluppi di un corner, la Serbia sorprende la retroguardia di casa, con una serie di rimpalli che favorisce Slovic: la numero 5 si ritrova a tu per tu con Giuliani da dentro l’area piccola, ma l’uscita del portiere azzurro è puntuale, chiudendo bene tutto lo specchio della porta.

Giugliano – premiata a inizio gara dal segretario generale della FIGC, Marco Brunelli, per il traguardo delle cento presenze in azzurro – predica calma ad ampi gesti, anche perché la Serbia ammirata nelle battute iniziali non è di certo quella osservata a metà aprile, quando le ragazze di Soncin si imposero fuori casa con un perentorio 0-6. Le ospiti si difendono con ordine e non disdegnano le sortite offensive; anzi, sono la squadra più pericolosa, come quando al 20’ la pressione alta induce Giuliani all’errore in fase di impostazione, con Matejic che per poco non riesce ad approfittarne.

Soncin è in piedi, davanti alla panchina, mentre osserva le sue ragazze e i loro movimenti, cercando di capire quali mosse attuare. Senza dubbio l’onda azzurra aumenta di intensità con il passare dei minuti, anche se spesso le soluzioni individuali non aiutano lo sviluppo fluido della manovra.

È il 35’ quando si vede finalmente la vera Italia, capace di costruire geometrie e trame fluide: Caruso cerca la profondità con un traversone teso dalla tre quarti, su cui si avventa in acrobazia Girelli che però non riesce a inquadrare la porta, strappando comunque applausi al pubblico presente. Greggi quando accelera crea sempre i presupposti per fare male alla retroguardia serba, ma sono ancora una volta le ospiti a creare una nitida occasione da rete proprio quando il quarto ufficiale alza il tabellone luminoso che segnala i due minuti di recupero: Ivanovic si fa però ingolosire, concludendo a lato un’ottima chance, preferendo la soluzione personale anziché servire la propria compagna completamente libera al limite dell’area.

Soncin prova a cambiare qualcosa nel suo scacchiere sfruttando la pausa di metà gara e la soluzione trovata è l’innesto di Cantore al posto di Dragoni per cercare maggiore peso offensivo. È effettivamente un’altra Italia quella del secondo tempo, con Greggi a provare a cambiare ritmo alla gara, mentre Girelli è la solita lottatrice nella morsa dei centrali difensivi avversari. Proprio la capitana al 14’ ha la migliore occasione da gol per sbloccare il confronto, ma prima Kostic si oppone bene al suo tentativo su cross di Glionna, quindi è impreciso il successivo tap-in. L’appuntamento col gol per l’Italia è però solo rimandato di un paio di minuti, quando Greggi – ancora lei – resiste a una carica avversaria, si invola sulla fascia e pennella un cross col contagiri che Bergamaschi spinge in rete di testa: 1-0 al 16’ del secondo tempo.

Passano quattro minuti è sempre dalla destra le Azzurre costruiscono un’altra grande occasione, con il cross di Glionna che spiove sul secondo palo, dove Giugliano prova a rimettere in mezzo; il tentativo maldestro di spazzare da parte di Slovic si stampa in pieno sulla traversa, mantenendo il punteggio sullo scarto minimo.

Al 25’ un clamoroso errore in fase di impostazione delle serbe manda Girelli in porta, a tu per tu con Kostic. La capitana non riesce però a concretizzare la grande occasione, scegliendo di aggirare l’estremo difensore e vedendo la sua conclusione ribattuta proprio dal portiere, brava a non buttarsi subito.

Il raddoppio azzurro è però nell’aria e arriva a otto minuti dal 90’, con la sventagliata di Salvai che imbecca Bonansea, il cui cross basso dalla destra trova l’impatto preciso e di carattere con il destro di Caruso, che infila imparabilmente la porta serba con una conclusione a fil di palo.

Il secondo tempo è un continuo crescendo azzurro, con la gara che in alcune fasi assume quasi i contorni del tiro a bersaglio, mentre i calci d’angolo vengono collezionati a ripetizione dalle ragazze di Soncin. Al 43’ l’assolo di Bonansea vale il 3-0 e il meritatissimo sigillo personale, visto l’ottimo ingresso in campo dell’attaccante della Juventus. È questo l’ultimo sussulto di una sfida dai due volti, con la ripresa che ha premiato la qualità delle Azzurre.

Adesso non rimane – se così si può dire – che vincere in Svezia martedì e sperare in buone notizie dall’altra sfida del girone.

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La foto di squadra: le Azzurre che mostrano la maglia numero 14 di Chiara Beccari, che poco più di un mese fa ha patito un infortunio al ginocchio

ITALIA-SERBIA 3-0 (0-0 p.t.) Italia: Giuliani; Bartoli (25’st DI Guglielmo), Salvai, Soffia, Bergamaschi (38’st Boattin); Greggi, Giugliano, Caruso; Dragoni (1’st Cantore), Girelli (32’st Piemonte), Glionna (32’st Bonansea). A disp.: Baldi, Durante, Schatzer, D’Auria, Severini, Monnecchi, Lenzini. All.: Soncin Serbia: Kostic, Petrovic, Slovic, Damjanovic, Scepanovic (21’st Milivojevic); Cankovic (13’st Gajic), Stupar (40’st Mijatovic), Ivanovic; Poljak, Matejic, Stokic. A disp.: Skandro, Aleksic, Gakovic, Stanic, Saric, Cavic, Sremcevic, Bulatovic, Ciric. All.: Stojkanovic Arbitra: Lehtovara (FIN). Assistenti: Hyvonen (FIN) e Koskinen (FIN). IV Ufficiale: Vuorio (FIN) Reti: 16’st Bergamaschi, 37’st Caruso, 43’st Bonansea Note – Ammonite: Ivanovic e Soffia. Recupero: 2’pt e 4’st. Spettatori 3.300 circa.

L’ELENCO DELLE CONVOCATE

Portieri: Rachele Baldi (Roma), Francesca Durante (Lazio), Laura Giuliani (Milan), Margot Shore (Marsiglia); Difensori: Elisa Bartoli (Inter), Valentina Bergamaschi (Roma), Lisa Boattin (Huston Dash), Federica D’Aurica (Lazio), Lucia Di Guglielmo (Washington Spirit), Martina Lenzini (Juventus), Elena Linari (London City Lionesses), Elisabetta Oliviero (Lazio), Cecilia Salvai (Juventus), Angelica Soffia (Milan); Centrocampiste: Melissa Bellucci (Napoli Women), Arianna Caruso (Bayern Monaco), Giulia Dragoni (Roma), Manuela Giugliano (Roma), Giada Greggi (Roma), Eva Schatzer (Juventus), Emma Severini (Fiorentina); Attaccanti: Barbara Bonansea (Juventus), Michela Cambiaghi (Juventus), Sofia Cantore (Washington Spirit), Cristiana Girelli (Bay FC), Benedetta Glionna (Inter), Margherita Monnecchi (Lazio), Martina Piemonte (Lazio), Noemi Visentin (Lazio).

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