Balzarini: «Gravina verso le dimissioni, approverei Maldini al suo posto. Allegri o Conte in panchina. Questa la mia proposta per cambiare le cose» – ESCLUSIVA e VIDEO | OneFootball

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Calcionews24

·2 aprile 2026

Balzarini: «Gravina verso le dimissioni, approverei Maldini al suo posto. Allegri o Conte in panchina. Questa la mia proposta per cambiare le cose» – ESCLUSIVA e VIDEO

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Balzarini, noto giornalista, ha analizzato in esclusiva il momento dell’Italia dopo la mancata qualificazione al Mondiale

Gianni Balzarini, noto giornalista di Sport Mediaset, è intervenuto in esclusiva a Calcionews24 per analizzare il tonfo dell’Italia di Gattuso. Le sue dichiarazioni:

Sono ore abbastanza drammatiche per tutto il movimento calcistico italiano dopo la terza mancata qualificazione al Mondiale. Quali sono per te le soluzioni da adottare e su chi punteresti come post Gattuso?


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«Si può provare a risolvere la situazione contingente, ossia il cambio di guida in Federazione. Non posso assolutamente pensare che si ricominci con Gravina, tanto è vero che le ultime indiscrezioni lo danno verso un ripensamento della sua posizione intransigente manifestata dopo la partita. Quindi dovrebbe andare verso le dimissioni. Abodi questa mattina ha parlato della necessità di commissariare la Federazione in attesa poi di andare ad elezioni. Il nome che è stato fatto è quello di Maldini e io sarei d’accordo sulla nomina di un ex calciatore ed ex dirigente del Milan. Un uomo di calcio. Gravina non è mai stato un uomo di calcio ma un imprenditore che ha demandato la sua attività ai figli. Maldini ha un background importante ed essere uomini di calcio alla guida della Federazione Italiana Gioco Calcio credo che sia essenziale. Un altro nome che è stato fatto è quello di Galliani, altro uomo sicuramente di calcio, ma che ha 81 anni e bisognerebbe capire se avrebbe voglia eventualmente di intraprendere una carriera di questo tipo».

E tornando al possibile post Gattuso…

«Il post Gattuso è inevitabile non perchè lui abbia delle colpe nello specifico ma perchè Gattuso è un uomo di Gravina e quindi ci sta che quando cambi presidente cambi anche lo staff tecnico. Io credo che il phisique du role ce l’abbia Massimiliano Allegri nel senso che sarebbe un ottimo selezionatore, dal punto di vista comunicativo credo non sia secondo a nessuno, sa sdrammatizzare le situazioni, quando c’è da lavorare sul campo però lavora alacremente e poi non disdegna magari il fatto di avere un pò di tempo libero ogni tanto. Questo non significa che lascerebbe il Milan perchè è molto coinvolto non solo nella voglia di regalare al Milan la Champions League ma anche di giocarsela il prossimo anno quindi non penso che sia così probabile. Doppio ruolo? Credo che in Italia non sia neanche normativamente possibile e anche se fosse non credo accetterebbe. Oltre ad Allegri vedo un altro allenatore che è anch’esso attualmente sotto contratto e sto parlando di Antonio Conte che non so quanta voglia abbia di onoralo questo contratto. Lui ha sempre aperto alla possibilità di tornare in Nazionale, gli piacerebbe. Si tratta di capire quali margini avrebbe attraverso De Laurentiis di potersi liberare dall’impegno. Però siccome da tempo si vocifera di una possibile rottura a fine stagione credo che potrebbe essere il nome in pole position in questo momento anche se poi non posso entrare nella testa di chi dovrà prendere la decisione e le redini della situazione».

Nello staff di Gattuso c’è anche Buffon. Quali pensi possa essere il futuro dell’ex Juve con la Nazionale?

«Io penso che nel momento in cui dovesse rassegnare le dimissioni Gravina probabilmente a ruota ci sarebbero quelle di Buffon e dello stesso Bonucci e di tutto quanto lo staff. Perlomeno nel calcio è sempre stato così. A meno che chi prenderà temporaneamente in veste di commissario in mano la Federazione non chieda loro di restare e questo anche è del tutto possibile. Io credo in cuor suo si sarebbe dimesso già l’altra sera e credo che in realtà quelle sue parole siano state anche un pò ispirate da Gravina che ha dettato la linea sia a lui che a Gattuso. Conoscendo Gigi credo che si sarebbe dimesso immediatamente così come Rino».

Come ti poni rispetto alle fantasiose dichiarazioni fatte da Gravina nel post-partita sul dilettantismo degli altri sport rispetto al calcio?

«Sono dichiarazioni che volevano andare a cercare una differenza legale o regolamentare tra lo sport professionistico e quello non professionistico ma è andato ad intaccare la componente umana e passionale di questi sport e di questo doveva tenere conto. Non ci ha pensato ed è stata veramente una caduta di stile che è andata ad aggravare una posizione che era già molto precaria. E’ un pò come quando si vuole rimediare ad una gaffe e se ne fa un’altra sostanzialmente. E’ chiaro e capisco perfettamente le reazioni avute dal mondo extra-calcio che è fatto di sacrifici, di impegno, di passione e di professionalità. Quantomeno se Gravina pensava queste cose era meglio che non le dicesse».

Analizzando la questione da un punto di vista squisitamente tecnico, quali sarebbero i calciatori dai quali si dovrebbe ripartire?

«Credo più o meno gli stessi di ora perchè non ce ne sono altri. Siamo la Nazione con la più alta percentuale di stranieri, oltre il 65%. In Spagna la percentuale di stranieri è intorno al 36-37%. Questo perchè lì hanno abbassato le tasse se compri gli spagnoli e le hanno alzate se compri gli stranieri. In Italia viceversa. E’ anche difficile quindi inventarsi dei nomi nuovi. In Udinese-Como gioca solo Zaniolo di italiano che magari poteva essere convocato insieme a Bernardeschi e Fagioli anche se poi quando si perde ci si appiglia sempre a chi mancava. La mia proposta, che non è solo mia perchè l’ho letta anche da altre parti, non sarebbe quella di stravolgere la legge Bosman perchè non si può ma quantomeno imporre un numero di cinque giocatori italiani che devono giocare in ogni squadra. Puoi comprare anche 80 stranieri ma 5 giocatori devono essere italiani. Questo è un rischio perchè magari non tutti sarebbero all’altezza ma allargherebbe sicuramente il ventaglio di scelta per il nuovo CT. Se te hai 50 giocatori da cui sceglierne 23-24 per le convocazioni e poi ne hai 100 io credo che te possa avere non solo più alternative ma anche più probabilità di dotarti di giocatori altrettanto importanti rispetto a quelli che hai. Però non so se si andrà in questa direzione perchè alla fine la summa di tutto è che questa è l’ultima prova per capire se veramente si vogliono cambiare le cose perchè prima non si son volute cambiare».

Chiudiamo con una battuta: questa mattina è emersa anche la suggestione Guardiola CT. Contempleresti l’idea di un selezionatore straniero?

«No, io sono per la difesa del prodotto italiano fino alla fine. E’ l’unico momento di identità nazionale che si ha e io credo che vada rispettata la nazionalità di tutti i componenti e comunque, ripeto, un nuovo allenatore potrà cambiare modulo di gioco o dare un pò più di mentalità ma deve avere a che fare con questi giocatori a meno che non si allarghi la possibilità di scelta. Poi stamattina riguardavo l’intervista fatta a Roberto Baggio qualche tempo dopo la presentazione di quel suo programma di 900 pagine per il quale dovette fare 5 ore di anticamera e un quarto d’ora di presentazione… Basterebbe riprendere quel programma lì e qualcosa di interessante salterebbe fuori a partire dai settori giovanili, dai ragazzi fino al settore professionistico».

SI RINGRAZIA GIANNI BALZARINI PER LA DISPONIBILITA’ DIMOSTRATA IN QUESTA INTERVISTA

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