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·27 agosto 2026
🎙️ Bani: "L'arrivo di Perin la dice lunga sui propositi del Palermo! La forza del City è la credibilità del progetto"

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·27 agosto 2026

Il capitano del Palermo, Mattia Bani, ha rilasciato un'intervista per l'edizione odierna del Corriere dello Sport. Di seguito le sue parole.
Buongiorno Bani, il suo accento toscano ne tradisce la provenienza, eppure non ha mai giocato nella Fiorentina.
"Vero, e non so darmi un perché. Ho cominciato nel mio paese, poi coi viola ho fatto anche un provino, ma assieme ai miei genitori la scelta fu di andare nel settore giovanile del Genoa."
Sa che questa storia la assimila ad un altro grande difensore del Palermo, un campione del Mondo che fu anch'egli capitano rosa?
"Andrea Barzagli, fiorentino come me… Ci ho giocato anche contro quando era nella Juventus, siamo amici ma non mi è capitato di parlare di questo. Vuol dire che Palermo ha un destino."
In quel Genoa baby era compagno di Perin.
"E sono felicissimo di ritrovarlo oggi in rosanero. Un acquisto che la dice lunga sui propositi della società. Quella era una squadra piena di talenti, che aveva vinto il titolo di categoria. Allenatore Ivan Juric."
Fra gli allenatori che le hanno lasciato un segno c'è Sinisa Mihajlovic.
"L'ho avuto a Bologna, eccezionale. Espressivo e sincero, soprattutto per noi difensori i suoi insegnamenti sono stati unici; ero giovane, mi ha aiutato tanto, aumentando la mia autostima."
Sotto le Torri segna 4 gol, si afferma come una promessa ma non rimane.
"Avevo mercato e il Bologna decise di cedermi, sono tornato al Genoa che per me era un richiamo fortissimo."
E col Genoa inizia una favola.
"Sono stati anni non semplicissimi, ma un percorso che mi ha portato anche ad essere capitano di un club storico. Finimmo in B, ma c'era una proprietà nuova, ansiosa di mettersi in mostra. Venne costruita una squadra fortissima per risalire subito: Coda, Gudmundsson, Strootman. La retrocessione era una macchia da cancellare subito. Non partimmo bene, a Palermo perdemmo 1-0, e a me fu annullato un gol ed un altro salvato sulla linea da Brunori. Sapeste quante gliene ho dette quando ci siamo ritrovati compagni."
Alla fine però fu promozione.
"Ma con tante difficoltà; all'inizio stentammo, nonostante fior di campioni arrivammo secondi."
Sta mandando un messaggio al Palermo di oggi?
"Da quando sono arrivato spiego che se la A è “leggibile” in B non funziona così. È una lotta senza esclusione di colpi, ogni giornata accadono sorprese ed è inutile fare progetti a lungo termine. Dirò una banalità: è molto importante la continuità."
Il super Palermo su cosa deve fare affidamento?
"Sulla capacità di mantenere un equilibrio interno. Organico a parte partiamo con un bel vantaggio, il livello di conoscenza che abbiamo dopo un anno con Inzaghi. Anche se adesso abbiamo cambiato modo di giocare con la difesa a 4, abbiamo lo stesso staff e il gruppo portante è quello dello scorso campionato. Le avversarie sono partite male? Sì, ma chi scende dalla A è sempre un passo avanti come bagaglio di esperienza, il Venezia nella scorsa stagione ad ottobre era 6° poi ha fatto il vuoto."
Bani fondamentale ma l'anno scorso frenato dagli infortuni proprio nel momento decisivo.
"Ho avuto due piccoli problemini che mi hanno tenuto fermo, l'ultimo purtroppo il giorno prima dell'ultima di campionato a ridosso dei playoff. È normale che per il vissuto e l'età che ho in certi momenti debba gestirmi negli allenamenti. Ma comunque ho fatto 32 presenze. E adesso sto bene."
Cosa vuol dire fare il capitano del Palermo?
"Grande riconoscimento, il mister mi ha nominato che avevo fatto solo 10 partite con questa maglia. Ed enorme senso di responsabilità. Ma la fascia non ha mai cambiato il mio modo di essere; a Genova accadde la stessa cosa. Però qui c'è qualcosa in più."
Ce la dica.
"Io prima di Palermo non avevo mai giocato al Sud; questo modo di vivere il calcio, simile ma non uguale a Genova, è proprio l'emozione che volevo provare professionalmente quando il club mi ha chiamato. Troppe aspettative? Ma io sono venuto in rosa esattamente per quell'obiettivo. Per vincere, per andare in Serie A, facile o difficile da raggiungere che sia. E il calore delle persone che qui si tocca ogni giorno con mano, aumenta il mio desiderio. Al calciatore arriva questa voglia della città di fare stare bene un “non palermitano”. E tu senti il dovere di ripagare l'affetto con le prestazioni in campo."
E poi c'è una proprietà forte alle spalle.
"La forza del City è la credibilità del progetto: non parlo solo del mercato ma del centro sportivo, dell'investimento sullo stadio e soprattutto della tournée in Australia assieme a Inter, Milan e Juventus. Una sensazione fantastica, non è normale che una società di B sia messa al pari dei top club storici italiani."
Sì, ma adesso dopo la prima faticosa vittoria c'è da subito da dare conferme domenica ad Arezzo.
"Dove da 19 anni aspettano di giocare la B e saranno carichi a palla. Però siamo una squadra esperta che conosce certi tranelli. Questi sono i test che dobbiamo passare"







































