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·1 agosto 2026

Barella e Dimarco sentiti come testimoni nell'inchiesta escort

Immagine dell'articolo:Barella e Dimarco sentiti come testimoni nell'inchiesta escort

I due calciatori dell’Inter e della Nazionale, il centrocampista Nicolò Barella e il terzino Federico Dimarco, sono stati ascoltati nei giorni scorsi come testimoni non indagati nell’inchiesta della Procura di Milano sul presunto sfruttamento di giovani prostitute e con al centro la Ma.De, la società che avrebbe organizzato serate “all inclusive”, in qualche caso pure con la cosiddetta “droga della risata”, per una serie di clienti vip, in particolare giocatori di serie A, nei locali alla moda milanesi e che finivano in molti casi in camere di alberghi di lusso. Nelle scorse settimane, sempre su quelle feste e sulle nottate organizzate dalla Ma.De, gestita da Deborah Ronchi e dal compagno Emanuele Buttini, finiti agli arresti domiciliari lo scorso aprile, erano stati ascoltati a verbale come testi pure l’attaccante Daniel Maldini, figlio di Paolo, il difensore Kevin Bonifazi e Riccardo Calafiori, centrale che gioca nell’Arsenal. Nell’inchiesta del Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf, coordinata dall’aggiunta Bruna Albertini e dalla pm Rosaria Stagnaro, c’è un solo calciatore indagato, Alessandro Bastoni, che potrebbe finire a processo per prostituzione minorile perché, secondo l’accusa, avrebbe avuto rapporti a pagamento sei anni fa con una ragazza di 17 anni. Altri calciatori (tanti i nomi, anche importanti, oggetto di verifiche), invece, che avrebbero pagato per fare sesso con donne maggiorenni, non rischiano nulla dal punto di vista penale.

La linea dei calciatori davanti a pm e investigatori è stata simile: hanno negato di aver versato compensi alle ragazze con cui trascorrevano serate nei locali vip della metropoli e hanno ripetuto che le giovani li frequentavano senza problemi. I compensi, hanno riferito, andavano all’agenzia per le feste. Racconti che non hanno portato modifiche al quadro già venuto a galla nell’indagine sul presunto giro di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione con al centro l’agenzia di eventi di Cinisello Balsamo, nel Milanese. Diversa, invece, la posizione di Bastoni, iscritto e invitato a comparire davanti ai pm e che ha scelto di non rispondere. Per gli inquirenti, sarebbe stato consapevole, come risulterebbe da chat agli atti, che la ragazza era minorenne (17 anni e 8 mesi nel luglio 2020) e per avere rapporti con lei in un appartamento nel Milanese avrebbe versato “un corrispettivo in denaro o di altra utilità”. “Non mi sono mai prostituita e non ho preso soldi da Bastoni”, aveva detto la giovane sentita come teste. “Escludo categoricamente che abbia avuto rapporti a pagamento, a maggior ragione con delle minorenni”, è stata la difesa dell’avvocato Salvatore Scuto, legale di Bastoni. Come risulta dalle carte, il difensore interista avrebbe parlato via WhatsApp con uno dei tuttofare dell’agenzia, ossia Alessio Salamone, tra gli arrestati come presunto “reclutatore” delle prostitute. “La minorenne credo che ti vuole”, scriveva il pr al calciatore riferendosi alla ragazza e Bastoni, 21 anni all’epoca, replicava: “Oggi era carica?”.


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Stando all’inchiesta, sarebbero stati Buttini e Ronchi i “promotori e dominus” del “sistema” che ruotava attorno alla Ma.De e a un “centinaio di ragazze” giovanissime, italiane e straniere, alcune “disponibili anche come escort”. Dopo la pausa estiva, da settembre in avanti e terminate le analisi sui telefoni sequestrati, gli inquirenti dovrebbero definire le indagini per arrestati e indagati. Bastoni compreso, per il quale, se la Procura manterrà l’ipotesi dell’imputazione, potrebbero arrivare prima la chiusura indagini e poi una richiesta di rinvio a giudizio.

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