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·24 settembre 2026
Basta divieto di bere nel calcio? Burnham vuole rivedere le regole

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·24 settembre 2026

Per i tifosi di calcio, la linea di confine può essere distante solo pochi passi. Bere qualcosa nel corridoio è consentito; portarlo verso un posto con vista sul campo e le regole cambiano. È una restrizione familiare nei giorni di partita, ma Andy Burnham ritiene che la sua continua esistenza meriti un nuovo esame.
Il primo ministro ha sostenuto un ripensamento del divieto di bere sugli spalti negli stadi di calcio, aprendo alla possibilità di una sperimentazione invece di promettere un cambiamento immediato a livello nazionale. Il suo intervento riporta al centro un vecchio dibattito: se le restrizioni introdotte quattro decenni fa trovino ancora il giusto equilibrio tra equità e sicurezza.

Secondo il rapporto originale fornito da Inside World Football, Burnham ha discusso della questione durante la sua visita a New York per l’Assemblea Generale dell’ONU. La sua posizione si concentra sul diverso trattamento riservato ai tifosi di calcio rispetto agli spettatori di altri sport.
“Non credo sia giusto che i tifosi di calcio vengano presi di mira in questo modo, e l’ho fatto presente”, ha detto.
Burnham ha anche lasciato spazio a un approccio misurato: “Ci sono diversi modi in cui si potrebbe fare – potrebbe avvenire su base sperimentale”.
Questa distinzione è importante. Sostenere una revisione del divieto di bere non significa che ai tifosi sarà immediatamente consentito portare una pinta ai propri posti. Nel rapporto fornito non viene indicato alcun calendario di attuazione. Anche Sky News ha riportato il suo sostegno a un ripensamento delle restrizioni.
Le restrizioni sul consumo di alcol alla vista del campo risalgono allo Sporting Events (Control of Alcohol etc.) Act del 1985. Le loro origini affondano in un periodo in cui il disordine influenzava sia l’immagine pubblica del calcio sia la risposta delle autorità nei confronti delle sue folle.
Per i tifosi che chiedono una riforma, però, la sola storia non è una giustificazione sufficiente per mantenere lo stesso approccio a tempo indeterminato.
La Football Supporters’ Association ha evidenziato il contrasto tra il calcio e altri eventi tenuti negli stadi. Il suo presidente, Tom Greatrex, ha sottolineato l’incoerenza per cui agli spettatori è consentito bere nello stesso posto durante un concerto o una partita di rugby league.
È un argomento facile da comprendere. La domanda più difficile è se eventi diversi presentino rischi sufficientemente diversi da giustificare restrizioni differenti. Rispondere richiede prove sul comportamento attuale, insieme alla comprensione del motivo per cui la legislazione fu introdotta.
C’è anche un incentivo economico a rivedere il divieto di bere, in particolare per i club che operano con risorse limitate.
Il rapporto di Inside World Football fornito cita prove presentate dalla EFL alla Fan-Led Review del governo, secondo cui le restrizioni costano ai club circa 2 sterline per spettatore a partita. Per un club medio di League Two, la cifra stagionale stimata era di 184.000 sterline.
Queste cifre descrivono un’opportunità potenziale, non un profitto aggiuntivo garantito. Le vendite extra dovrebbero essere valutate insieme a un eventuale aumento della spesa per personale, stewarding e polizia.
Anche l’amministratore delegato della Premier League, Richard Masters, ha evitato di sostenere una riforma immediata. I suoi commenti suggeriscono disponibilità a discutere la questione, pur riconoscendo che una decisione richiederebbe un’attenta valutazione.
La resistenza più forte arriva dalla UK Football Policing Unit, che ha avvertito che cambiare le regole senza un’adeguata consultazione sarebbe “incredibilmente avventato”.
La preoccupazione è che l’alcol contribuisca già ad alcuni comportamenti violenti e disordinati. Qualsiasi revisione deve prendere seriamente questa obiezione, così come deve ascoltare i tifosi che si sentono ingiustamente etichettati da restrizioni applicate a un’intera folla.
Una sperimentazione valutata correttamente potrebbe aiutare a stabilire se la riforma cambi i comportamenti, migliori l’esperienza del giorno della partita o crei problemi aggiuntivi. Potrebbe anche verificare se i benefici commerciali resistano ai costi pratici.
Andy Burnham ha dato slancio politico al dibattito. Quello che seguirà dovrà stabilire se il calcio possa cambiare le proprie regole sul consumo di alcol proteggendo al tempo stesso tutti coloro che passano dai tornelli.
Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🏴 qui.























