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·25 settembre 2026
Bazzani: «La vittoria con il Catanzaro può sbloccare la stagione della Samp! Insigne può essere il trascinatore. Esposito? Deve dare di più» – ESCLUSIVA

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Fabio Bazzani tra il 2002 e il 2007 ha vissuti dei momenti importanti onorando sempre i colori blucerchiati e spendendosi fino all’ultima goccia di sudore. L’ex attaccante della Sampdoria ci ha concesso un’intervista esclusiva nel corso della quale ha analizzato il momento della squadra di Bernardo Corradi. Inoltre ha parlato anche di Lorenzo Insigne, delle aspettative su Salvatore Esposito e le ambizioni del Doria in questa stagione. Le sue parole:
La Sampdoria con il Catanzaro ha rialzato la testa dopo un inizio complicato. È stata la partita della svolta?
«Sicuramente nell’arco di un campionato, anche se siamo agli inizi, ci sono partite che hanno un peso specifico notevole e possono veramente aiutare, non dico a indirizzare la stagione, ma sicuramente a sbloccare le situazioni, a prendere fiducia. Credo che una vittoria come quella ottenuta contro il Catanzaro, in dieci, in quella maniera – e prima di una lunga sosta -, sia veramente un qualcosa che possa caricare l’ambiente. E poi soprattutto mettere nella testa dei giocatori, del gruppo, fiducia, morale, entusiasmo per poi ripresentarsi dopo la sosta con più certezze e molta più consapevolezza. Diciamo che ci sono vittorie che, come si suol dire, valgono doppio. Quella contro i calabresi per come si era messa la partita, per l’inferiorità numerica e prima di una lunga sosta aiuta, altrimenti sarebbe stata una sosta pesante. Potrebbe far ripartire la Sampdoria con molto più slancio, fiducia e consapevolezza, cose che sappiamo essere componenti molto importanti nel calcio».
Bernardo Corradi sta affrontando la sua prima stagione da alleatore di una prima squadra. Come valuta il suo impatto in questa stagione?
«Un giudizio non lo saprei dare, le società valutano e scelgono. Quando Corradi decide di venir via da uno staff come quello di Allegri, dopo un percorso comunque fatto bene nelle giovanili nazionali, e si sente pronto, se una società ci crede fa bene a prenderlo. Credo che Corradi si sia approcciato molto bene, lo conosco, è un uomo di grande personalità, ma soprattutto è intelligente e molto equilibrato; mi sembra che abbia impattato bene. Vedo una squadra che comunque è coesa, vedo un gruppo. Quando vedo la Sampdoria vedo una squadra che si aiuta, non vinci certe partite se non ci credi fino alla fine, se non sei coeso non le porti a casa! Penso che sia stato bravo a lavorare sulla testa dei giocatori, sul gruppo. È chiaro che ci vuole un po’ di pazienza per dare identità, sappiamo che comunque quando il mercato chiude tardi è così. Credo che l’impatto, guardandolo da fuori, sia stato buono; conoscendo Bernardo, oltre alle conoscenze calcistiche che non sono in discussione, è una persona valida e equilibrata, in più si è contornato di uno staff che conosce. Ha anche Attilio Lombardo che conosce come nessuno i colori blucerchiati, sa cosa vuol dire lottare, vestire quella maglia, e quindi secondo me ci sono le condizioni perché la Sampdoria possa fare un buon campionato. A volte ci si ferma ai risultati e invece io guardo anche un attimino un po’ l’atteggiamento dei giocatori, le risposte del gruppo, e mi sembra che si sia formata una bella coesione. Questa penso che sia una buona base da cui partire. E’ chiaro che quando giochi a Marassi hai sempre quel valore aggiunto che è il pubblico! I tifosi blucerchiati stanno dimostrando anche quest’anno per l’ennesima volta, ammesso che dovessero dimostrarlo, di essere ovviamente un valore aggiunto per questa squadra».
Com’è inevitabile che sia Lorenzo Insigne è l’uomo copertina di questa Sampdoria. Cosa si aspetta dall’ex giocatore del Napoli?
«Insigne è un giocatore di uno spessore straordinario, con un curriculum enorme, ha qualità ovviamente fuori categoria per la Serie B, ma anche qui mi sembra che la cosa da segnare sia l’entusiasmo con cui sta vivendo questa esperienza. Parlo della voglia che ci mette in campo, perché è chiaro che la classe e le qualità sono da giocatore assolutamente sopra media, fuori categoria. Dopo devi sempre collimarle e abbinarle con la fame e la voglia. Mi sembra che Insigne da questo punto di vista, e l’ho sentito dire anche dal suo allenatore, sprizza entusiasmo da tutti i pori, anzi ogni tanto lo devi fermare. Questo credo che sia il valore aggiunto, perché poi abbiamo visto tante volte anche giocatori di una qualità straordinaria, di talento assoluto, scendere di categoria però non metterci la fame e l’agonismo, e quindi le qualità. Chiaro che quando invece tu pareggi quelle che sono le qualità agonistiche che ci vogliono in Serie B allora fai la differenza. Perché poi basta una giocata, basta un controllo, ti metti nella condizione di far gol, parlo anche dell’ultimo gol! Sembrano facili, però poi devi fare un primo controllo che ti permette di far gol col primo tiro, devi metterla là, a livello di qualità è assolutamente da uno superiore. E’ chiaro che può diventare tecnicamente il trascinatore assoluto di questa Samp, perché poi quando vai a giocare al Ferraris ti esalti. Ovviamente un giocatore di quel livello, che ha fatto tanta Serie A a grandi livelli, quando gioca in uno stadio così pieno non sta a pensare alla categoria, ma vive proprio come se giocasse in Serie A e quindi si esalta in quel tipo di situazione. Insigne può diventare, diciamo così, il valore aggiunto di questa Sampdoria. Perché onestamente è un giocatore che ha delle qualità diverse dagli altri, senza nulla togliere agli altri, ma non solo della Sampdoria, parlo proprio dell’intera Serie B; se sta bene ed è centrato fa la differenza».
Salvatore Esposito è uno dei giocatori ai quali i tifosi della Samp chiedono di più. Quali sono le sue potenzialità?
«Sicuramente le qualità ci sono, perché comunque l’aveva già dimostrato. È chiaro che magari sta difettando un attimino di continuità e ritmo, ma è un giocatore che sulle palle inattive può sempre creare qualcosa, è pericolosissimo. Da Esposito ci si aspetta più continuità e anche intensità. C’è da dire che poi la concorrenza adesso a centrocampo è arrivata alla Sampdoria, sono arrivati altri giocatori importanti e di spessore. Però credo che in una società come la Sampdoria, ma soprattutto in una che vuole avere delle ambizioni e fare bene, non si possa prescindere dal fatto di avere una sana concorrenza. Nessuno deve assolutamente sentirsi con il posto assicurato al di là del nome che ha sulla maglia, perché sennò lì tendi un attimino ad abbassare la fame e la motivazione. E la Serie B ti insegna che non te lo puoi permettere: in Serie B bisogna sempre essere a tremila di testa e di gambe, perché anche quando pensi di essere più forte di un avversario o di qualcuno, trovi quelle squadre che invece ti saltano addosso e ti mangiano. Dentro allo spogliatoio ci deve essere una competizione sana, ma viva, e che ti metta in discussione settimana per settimana».
Pensa che i blucerchiati di Bernardo Corradi possano ambire alla promozione? Tramite i playoff o meno.
«Credo che sia presto oggi per dirlo, perché siamo alla quinta giornata, le squadre si devono ritrovare, si devono mettere insieme in un percorso così lungo come la Serie B. Il Palermo lo dice che non può non puntare alla promozione, è la squadra nettamente più forte del campionato per investimenti, per tutto, ha un allenatore abituato a vincere i campionati, quindi è chiaro che sul Palermo ti puoi sbilanciare. Però adesso vediamo, ad esempio, la fatica che stanno facendo le retrocesse dalla Serie A, e parlo di Cremonese, Verona e Pisa. La Serie B è un campionato che è ancora in una fase interlocutoria, io credo che la Samp debba andare step by step, perché comunque viene da delle annate non facili. C’è comunque l’ambizione, la pressione di giocare per una piazza che è da Serie A, e quindi devi sempre pensare di dover puntare all’obiettivo più alto. Però, secondo me, tutto ciò andrà fatto vivendolo settimana dopo settimana, cercando di crescere come squadra, e poi vedere dove sarai a marzo, aprile, quando inizia il campionato a entrare nel vivo. E solo a quel punto, se sei messo messo bene, a fare un buon percorso, a quel punto non ti devi porre nessun tipo di limite. Adesso siamo alla quinta giornata e io credo che prima la Samp si debba costruire, deve trovare una sua consapevolezza, e poi dopo, piano piano fare il proprio percorso. È vero che la Sampdoria viene da due anni nei quali ha sofferto tantissimo. Però quando giochi per la Sampdoria e sei in Serie B, non puoi non puntare al massimo. Detto questo, poi ci vuole il realismo di dire che il Palermo è la squadra nettamente più forte del campionato, e che ci sono tre retrocesse che, se ingranano, sono squadre importanti. Però ripeto, la Samp deve avere quell’ambizione di non correre troppo, perché poi i percorsi vanno costruiti settimana per settimana sul campo e non a chiacchiere».
Qual è il ricordo più bello dell’esperienza che ha vissuto con la maglia della Sampdoria?
«Di ricordi ne ho tantissimi, è difficile sceglierne uno, sono tanti! Se chiudo gli occhi penso a quando lasciai il Perugia in Serie A per andare alla Sampdoria, c’erano l’Udinese e il Chievo che mi volevano in Serie A, ma io scelsi comunque Samp in B. Quando arrivai la sera della presentazione a Marassi c’erano più di ventimila persone, mi ricordo proprio che entrai dal tunnel mi dissi “meno male… meno male che non mi sono fatto prendere dalla categoria”. E’ stato un momento unico, una presentazione con tanta gente, c’era entusiasmo. Poi, ovviamente, penso all’aver vinto il campionato il primo anno, alla notte di Sampdoria-Cagliari 3-1, in cui riportammo subito la Sampdoria in Serie A; ricordo la felicità della gente, il fatto di aver contribuito a riportare in A una società e una tifoseria così calde, sono tanti i ricordi che mi tornano in mete! In quell’anno vincemmo anche tre derby, insomma, dire un solo ricordo è difficile, perché ci sono tante situazioni che mi legano alla Sampdoria, ma se proprio dovessi sceglierne uno, direi quella notte di Sampdoria-Cagliari, è stata veramente tanta roba…».
Si ringrazia Fabio Bazzani per la gentilezza, la disponibilità e la cordialità dimostrate in questa intervista







































