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·7 aprile 2026
😍 Benevento, Floro Flores: "Futuro? Pronto a firmare a scatola chiusa. A Vigorito farò una statua nel mio giardino"

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·7 aprile 2026

Antonio Floro Flores, protagonista di una cavalcata incredibile con il suo Benevento, ha parlato in conferenza stampa dopo la matematica conquista della promozione in Serie B. Riprendiamo le sue parole da calciobenevento.it.
Emozione - "Non ho parole per descrivere quello che sto provando, non pensavo che nel calcio si potessero provare emozioni come queste. La nostra forza è stata il gruppo, perché anche nei momenti difficili e nelle sconfitte non abbiamo mai perso l’armonia. Abbiamo fatto tutti sacrifici, compresa la mia famiglia a cui ho sottratto tempo, ma l’obiettivo era troppo importante: abbiamo fatto qualcosa di unico”.
Gol vittoria - “Quando abbiamo fatto gol mi hanno detto il risultato del Catania, poi mi giravo ogni secondo. L’abbiamo meritata, penso che abbiamo fatto qualcosa di straordinario: siamo felici e contenti di questo”.
Vigorito - “Vedere il presidente felice mi dà ancora più gioia. Nel calcio si è perso un po’ di amore, di rispetto per chi investe. Gli farò una statua nel mio giardino, quando ci siamo visti la prima volta mi ha detto ‘Te la senti?’ e non ho esitato un attimo, ho detto ‘Sì’. Ho vissuto un mix unico di emozioni, mi è sempre stato vicino. Mi ha rasserenato tanto, forse ha capito il mio umore da genitore che è. Mi ha sempre chiamato, rasserenato, mi ha dato la forza giusta per affrontare ogni settimana. Spero di regalargli ancora tante soddisfazioni. Le mie lacrime? Sono spontanee. Il rinnovo? Non ne abbiamo parlato, ma io sono pronto a mettere la firma a scatola chiusa, mi interessa solo il progetto. Con Vigorito ci siamo abbracciati, lui mi ha ringraziato, ma sono io che devo farlo con lui, perché mi ha regalato un sogno e solo un folle come lui poteva farlo”.
Approccio - “Sono consapevole di me stesso, mi sono trovato ad affrontare un percorso nuovo della tua vita, capisco lo scetticismo: hai una corazzata e hai delle responsabilità. La gente forse ha visto una persona onesta, sincera. Mi sono trovato bene, si sta bene. Sto vivendo a Benevento tutto quello che non ho vissuto in carriera, che posso chiedere di più?. Si vive di emozioni, dobbiamo goderci queste emozioni”.
Forza della squadra - “L’ho capito di partita in partita, con le idee e loro che apprendevano tutto. Portare una metodologia nuova non era facile, i complimenti vanno anche a chi c’era prima di me che mi ha lasciato qualcosa di bello e una squadra pronta. Quando ho perso a Cosenza ero felicissimo, così potevo cambiare modulo e fare quello che mi piace. Avevo le mie idee ed è giusto portarle avanti. Dopo aver vinto 5-1 con la Salernitana è stato un segnale importante che abbiamo dato. Far immagazzinare a un ragazzo di una certa età determinate cose non è facile. Ho proposto di stare bene insieme dal primo giorno, andare in campo col sorriso. Non ho mai avuto dubbi sui ragazzi”.
Gli Immortali - “Gli Immortali mi hanno dato una grossa mano, è stata la prima cosa che ho fatto ringraziarli, abbiamo pianto insieme. Si vivono queste emozioni poche volte. Dopo un percorso difficile è ancora più bello, regalare una felicità a questo ambiente è qualcosa di straordinario. Loro hanno fatto qualcosa di importante, mi sono stati accanto: per poter vincere devi stare sereno. Con Padella ci sentivamo quasi tutti i giorni, Andrea mi ha fatto conoscere Benevento. Abbiamo creato uno staff fantastico, si sta bene insieme ed è la cosa più importante”.
Corsa promozione - “Qualcosa di straordinario, devo ancora metabolizzarlo. Prima di Cosenza ci siamo parlati e la squadra si è ritrovata, abbiamo fatto due grandi prestazioni. Non so darmi meriti, io amo fare questo lavoro, lo faccio per vocazione. Vivo per questo lavoro, sogno, ne sono ossessionato. Ogni giorno arrivo al campo col sorriso per il piacere di stare con i ragazzi, credo che il principale merito sia stato questo”
Dedica - “Ne ho più di qualcuna. Principalmente ai miei figli che mi hanno supportato e sopportato, perché li ho messi un po’ da parte. La dedico a loro perché se lo merito, perché mi fanno sentire un padre eccezionale”.
Storia - “Questo è il Benevento dei beneventani e scrivere la storia di questo club per me è un onore, me lo godo. Ora per tre giorni non voglio vederli perché me la devo godere, non so se mi ricapiterà una cosa così straordinario. Ho capito che avevo la squadra con me, c’era rispetto reciproco con i ragazzi, tutti si sono fatti trovare pronti”.
Carli - “Come nelle grandi famiglie, è impossibile non litigare. Le discussioni fanno parte della crescita, io ho chiesto con lui un confronto sempre franco. Mi è sempre stato accanto, poi è ovvio che un allenatore viene valutato dai risultati. Il rispetto reciproco c’è stato con tutti, io devo stare bene con tutti per potermi esprimere al meglio”.
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