Bergomi: «18 calci d’angolo… La Juve non concretizza. David veniva da due belle partite ma…» | OneFootball

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·19 gennaio 2026

Bergomi: «18 calci d’angolo… La Juve non concretizza. David veniva da due belle partite ma…»

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Bergomi: «18 calci d’angolo ma la Juve non concretizza. Contro il Cagliari serviva…». L’analisi dell’ex difensore sui bianconeri

La sconfitta della Juventus contro il Cagliari continua a far discutere gli addetti ai lavori, soprattutto per l’incapacità dei bianconeri di scardinare la difesa sarda nonostante un dominio territoriale evidente. Negli studi di Sky SportBeppe Bergomi ha analizzato il match sottolineando come il possesso palla e i numerosi tiri dalla bandierina non siano bastati a nascondere i limiti strutturali della manovra offensiva di Spalletti.

Il nodo della finalizzazione

L’ex difensore dell’Inter e della Nazionale ha spostato il focus dai numeri grezzi alla qualità della produzione offensiva. Nonostante la spinta costante, la Juventus ha faticato a trovare soluzioni pulite dentro l’area di rigore, affidandosi spesso all’estro dei singoli piuttosto che a una coralità di gioco consolidata. Bergomi ha espresso così il suo punto di vista:


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«È vero che ha tirato 18 calci d’angolo, però mi concentrerei sulla fase offensiva. David arrivava da due belle prestazioni ma guardo a quello, alla difficoltà della squadra di creare e concretizzare. La Juventus le ultime gare le ha sbloccate con dei tiri da fuori, oppure con le giocate di Yildiz e Miretti. Quando trovi una difesa come quella del Cagliari ci vuole anche qualcos’altro».

Oltre il tiro da fuori

Secondo Bergomi, la dipendenza dalle giocate individuali dei giovani talenti o dalle conclusioni dalla distanza sta diventando un limite prevedibile. Contro squadre organizzate e chiuse come quella di Nicola, la Juventus ha mostrato di non avere quel “piano B” necessario per scardinare blocchi difensivi bassi, rendendo l’assenza di un centravanti di peso (come il tanto cercato Mateta) ancora più evidente. Il richiamo alla concretezza è chiaro: per competere ai massimi livelli, il volume di gioco deve tradursi in occasioni da rete reali e non solo in statistiche sui calci d’angolo.

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