Bergomi analizza il derby d’Italia: «L’Inter ha trovato fiducia, ma sarà una partita difficile. Dimarco è cambiato per questo» | OneFootball

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·13 febbraio 2026

Bergomi analizza il derby d’Italia: «L’Inter ha trovato fiducia, ma sarà una partita difficile. Dimarco è cambiato per questo»

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Bergomi analizza il derby d’Italia. Le parole dell’ex leggenda nerazzurra intervistata tra le colonne de La Gazzetta dello Sport

Beppe Bergomi, ex difensore dell’Inter e oggi opinionista, ha condiviso la sua analisi sul Derby d’Italia in un’intervista a La Gazzetta dello Sport, raccontando aneddoti storici e osservazioni sul momento attuale delle due squadre. L’ex capitano nerazzurro ha parlato della crescita dell’Inter sotto Cristian Chivu e delle difficoltà che la Juventus sta affrontando, soprattutto nella gestione della rosa.

IL PRIMO DERBY D’ITALIA E IL GOL DI RUMMENIGGE«La mia prima da professionista è stata proprio con la Juventus, in Coppa Italia, il 30 gennaio 1980. Avevo 16 anni, entrai nello 0-0 di Torino, ma avevamo perso 2-1 all’andata… Nella mia prima volta in campionato nella stagione successiva vincemmo 1-0 con gol di Carletto Muraro. Io marcavo Marocchino, che ancora oggi quando mi vede mi dice: “Che tigna che avevi quel giorno…”».


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LA SFIDA CON LA JUVE OGGI«Non c’è dubbio, questa partita è diversa, più dura delle altre. Anche stavolta sarà difficile: mi aspetto alta intensità, per me vince chi riesce a prendere maggiormente il controllo del gioco. Se Chivu lo cede a Spalletti, rischia parecchio perché la Juve ha giocatori complicati per la difesa nerazzurra, soprattutto gli esterni Yildiz e Conceiçao».

DIMARCO E IL CAMBIAMENTO IN MEZZO A CHIVU«Fino ad adesso sta facendo delle cose incredibili. Era così anche l’anno scorso ma con meno continuità e, forse, meno spensieratezza. Diciamo che oggi ha una fiducia diversa e può stare in campo anche 90’: è merito dell’allenatore che gli ha dato uno status evidentemente diverso».

LA GESTIONE DELL’ATTACCO E LE SCELTE DI SPALLETTI«Già all’inizio avevo idee abbastanza chiare su tutte le squadre, ma sulla Juventus no: vedevo del potenziale che non veniva fuori, poi è arrivato Spalletti e l’ha portato alla luce in maniera eccellente. Forse sarebbe servito un attaccante, del resto lo hanno cercato per tutto il mercato invernale: David è un buon giocatore, ma ha caratteristiche diverse da quelle richieste dal suo allenatore».

I GIOCATORI RIGENERATI E IL LAVORO DI SPALLETTI«McKennie è fondamentale, dà soluzioni diverse. E poi guardate le rotazioni di Locatelli, che si apre sull’esterno per liberare i compagni sulla fascia. Sono movimenti pensati, provati e realizzati: si vede la mano del tecnico che ha dato ritmo e forza».

LAUTARO E L’EREDITÀ DEI GRANDI BOMBER«Partiamo da Bonimba e da un dato di fatto: è stato un cannoniere formidabile. Tra l’altro, lui e Lautaro si assomigliano fisicamente: non sono altissimi, ma di testa la prendono sempre. Spillo è più alla portata di Lautaro, gli mancano solo 38 gol: raggiungerlo sarà un altro traguardo leggendario».

PIO ESPOSITO E IL FUTURO DELL’ATTACCO NERAZZURRO«Al momento, se Thuram fa il Thuram, credo che non si possa prescindere dalla ThuLa, con Pio come primo cambio. Ma ci sono tante partite, tutte le coppie giocheranno. Godiamoci, comunque, questo ragazzo di 20 anni che ha la testa da uomo maturo: la cosa più importante è che conosce i propri limiti e sa dove deve migliorare, questo farà la differenza».

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