Inter News 24
·1 marzo 2026
Bergomi osanna Dimarco: «Stagione straordinaria, ma non è la sola. Chivu lo considera importante»

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·1 marzo 2026

Beppe Bergomi, storica bandiera dell’Inter e oggi opinionista, ha parlato alla Gazzetta dello Sport soffermandosi sulla crescita di Federico Dimarco, protagonista assoluto della stagione nerazzurra. L’ex difensore ha analizzato l’evoluzione dell’esterno, evidenziando il lavoro di Cristian Chivu e la maturazione fisica e mentale del numero nerazzurro.
STAGIONE E CRESCITA – «Facciamo una premessa: quest’anno sta facendo una stagione straordinaria, ma anche nei quattro anni precedenti ha sempre fatto bene: era in nazionale, faceva tanti gol… già prima aveva dimostrato grandi qualità. Quest’anno la cosa che risalta maggiormente è che gioca tante partite per 90 minuti. Negli anni scorsi faceva un po’ più fatica, quindi secondo me anche anche la gestione di Cristian Chivu è molto buona».
GESTIONE E STATUS – «Faccio un esempio: in Coppa Italia con il Torino non lo convoca neanche, lo lascia a casa. Questo perché? Ti fa capire che status raggiunto questo ragazzo: l’allenatore lo considera uno dei giocatori più importanti e lo fa riposare in determinate partite. Quindi questo gli permette di rifiatare e quando Federico rifiata, sta bene ed è in condizione, allora determina le partite».
CONDIZIONE FISICA E MENTALE – «Sì, l’anno scorso sono arrivati stanchi, hanno dovuto giocare tante partite di altissimo livello. Poi non so se c’era anche una problematica tra allenatore e giocatore, si parla sempre tanto anche della preparazione atletica che è fondamentale, però l’intenzione è arrivata in fondo su tutto, ci sta anche che nel finale si perda qualcosa a livello fisico. La cosa importante in queste situazioni è mantenere un certo tipo di livello per tutta la stagione, che non è semplice. Però quello che noto è che sta bene fisicamente, che mentalmente è a posto. Lo vedo bello sereno e ha mantenuto quel piede che ha…».
GESTIONE INZAGHI E SPIRITO DI RIVALSA – «Non ho nulla contro la gestione di Inzaghi. Simone l’ha fatto sbocciare, gli ha fatto fare delle stagioni incredibili. Può essere una preparazione diversa… Può essere anche che mentalmente gli sia stato utile il mese off per ripartire in una determinata maniera. E poi perché c’è sempre uno spirito di rivalsa, di rivincita nel fare determinate cose».«Hai giocato comunque da protagonista un anno in cui sei arrivato vicino a vincere tutto e invece non ha vinto niente. Quindi c’è la voglia di ripartire. Questo gli fa maggiormente onore, perché tante volte dopo un anno così è difficile rimettersi in gioco, ripetersi e anzi migliorarsi».
RUOLO E LIVELLO MONDIALE – «Il fatto che sia in una difesa a 4 che in una difesa a 3 aumenti la sua qualità indiscutibilmente. Ma il suo è senza dubbio fare il quinto».«Per me la grandezza di un giocatore la dà la continuità. Perché parliamo sempre di Messi e Ronaldo? Perché per vent’anni sono stati al top assoluto. Il valore di Dimarco dunque lo giudicheremo fino in fondo solo a fine carriera. Sicuramente ad oggi si può dire che per capacità, per come fa cross, per come calcia in porta e per come fa assist, è uno dei più grandi al mondo».
IL CONFRONTO CON CHIVU – «Meglio quello di Dimarco, assolutamente. Cristian Chivu era più difensore».
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