Bergomi sulle italiane in Champions: «Il Bodo più difficile di Dortmund e Galatasaray. Vi spiego il motivo» | OneFootball

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·27 febbraio 2026

Bergomi sulle italiane in Champions: «Il Bodo più difficile di Dortmund e Galatasaray. Vi spiego il motivo»

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Bergomi si sofferma sulle italiane in Champions League sottolineando come il Bodo era l’avversario più difficile rispetto a Dortmund e Galatasaray

La settimana delle coppe europee si chiude con un bilancio agrodolce per il calcio italiano, portando con sé una scia di analisi e riflessioni profonde sul valore delle nostre formazioni. Dagli studi di Sky Sport, il dibattito si è acceso immediatamente dopo i verdetti del campo, mettendo a confronto i percorsi delle grandi deluse. Se Fabio Caressa si è concentrato maggiormente sulle vicende bianconere, è stato lo “Zio” Beppe Bergomi a prendere la parola per sviscerare l’eliminazione dei nerazzurri, offrendo un punto di vista controcorrente ma supportato dalla sua lunga esperienza.

Secondo l’ex bandiera interista, il giudizio sulla squadra di Chivu non può prescindere dal valore assoluto dell’avversario incontrato. Bergomi specifica come la squadra di Chivu abbia avuto davanti la più difficile delle tre ai playoff, un concetto ribadito con forza per sottolineare che il nome del club norvegese non deve trarre in inganno. «L’Inter ha avuto l’avversario più difficile delle tre ai playoff. Io non mi fermo al nome Bodo: come stanno in campo, l’organizzazione, come correvano, forti fisicamente, tecnicamente bravi», ha spiegato Bergomi, evidenziando come la squadra di Glimt arrivasse da una serie di vittorie internazionali di assoluto rilievo.


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L’analisi si è poi spostata sulla tenuta atletica di un gruppo che è apparso svuotato di energie nel momento decisivo. Per Bergomi, la gestione delle risorse è stata la chiave del crollo: «I ragazzi hanno dato tutto. Negli ultimi 24 giorni hanno fatto 8 partite. L’Inter è una squadra che deve avere brillantezza, perché ha l’età media alta». La mancanza di freschezza, unita ad assenze pesanti come quella del capitano, ha reso impossibile arginare la pressione dei norvegesi.

Un passaggio interessante dell’intervento di Bergomi ha riguardato le differenze strutturali tra le italiane, citando esplicitamente le armi a disposizione di Spalletti. «Gli esterni da uno contro uno come quelli che ha usato la Juve col Bodo sono una cosa, Dimarco è un’altra: crossa, non fa l’uno contro uno», ha osservato lo “Zio”. Secondo questa visione, l’Inter è stata brava a non prendere ripartenze ma non giocava mai bene, proprio perché mancava la capacità di saltare l’uomo e creare superiorità numerica centralmente. La conclusione di Bergomi è un tributo alla qualità avversaria, senza però bocciare il percorso nerazzurro: «Mi fido del mio occhio. Anche sotto pressione il Bodo non aveva paura. Sono arrabbiati all’Inter, ma il Bodo è stato più bravo».

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