Inter News 24
·9 luglio 2026
Bergomi: «Stagione incredibile di Chivu, questa Inter giocherà sempre a tre ma ora serve un talento per ringiovanire la rosa»

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·9 luglio 2026

Ospite del PoreCast di Giacomo Poretti, l’ex capitano Beppe Bergomi ha analizzato da vicino il momento della squadra milanese. Nel corso della trasmissione, l’attuale opinionista televisivo ha espresso il suo punto di vista sul lavoro svolto dall’allenatore Cristian Chivu e sulle mosse necessarie per migliorare la rosa sul calciomercato.
CHIVU – «Te lo ricordi, Samaden, che adesso fa responsabile all’Atalanta. San Pellegrino Terme, premiazione, c’eravamo io, Stromberg, un po’ di ex, Adelio Moro, e c’era anche lui. E mi fa, hai visto Cristian? L’Inter aveva appena annunciato Cristian Chivu. E io ho detto, io lo conosco Christian per qualche partita con le Legend, però non di più. E mi racconta tutta l’evoluzione di Cristian, perché Cristian finisce di giocare, chiede a Roby: vorrei fare l’allenatore, mi dai l’opportunità? Quando lo chiama, lui invece va per due o tre anni, torna in Romania. Quando torna qua, loro richiama e gli dice, dai, vieni qua, vai in Primavera, ma non fai il primo, ma non so, prendi i difensori. No, no, gli dice, dammi i più piccoli che hai, gli dà l’Under 14. E l’umiltà di Cristian che gli dice, mi devi dare anche un allenatore perché io non so da che parte iniziare. Under 14, Under 17, Primavera, tutto questo percorso. Però Roberto Samaden mi dice una cosa bella, guarda, non è un giochista, però ti entra nel cuore. E l’Inter aveva bisogno di questo per poter ripartire, quindi ha fatto un lavoro straordinario, Cristian Chivu. Quindi io do grande merito di quello che è successo quest’anno all’Inter, e non era secondo me scontato, dopo quello che era successo l’anno scorso. E quindi sono stati, come dicevo prima, bravi a fare una stagione incredibile».
INTER – «L’Inter non la puoi cambiare. Cioè, nel senso quando tu hai due attaccanti come Lautaro e Thuram, devi sfruttarli, perché nel calcio italiano vedi che anche le grandi squadre poi sono alla ricerca di attaccanti, tu li hai e li devi mettere in condizione di rendere, quindi l’Inter è una squadra che fa 85 gol, perfetto. Quando hai due esterni come Dumfries e Di Marco, devi sfruttarli per le qualità che hanno. L’Inter cambierà poco, cioè nel senso cambierà perché ha giocatori che sono ultra trentenni. Qualche ragazzo che magari in questo momento non è contento, non so, mi viene in mente Frattesi piuttosto che qualcun altro che cercherà un certo tipo di avventura. Però da quello che so io, si giocherà sempre con la difesa a tre».
GIOCO E MODULO – «A centrocampo bene o male, quando hai Çalhanoğlu, Barella, Zieliński, Sucic, cercheranno secondo me di ringiovanire la rosa e andando a prendere un giocatore di talento che può essere o un numero 10, da uno contro uno, un Beccalossi di turno per farti capire, o un attaccante esterno che possa saltare l’uomo. Che se tu ci pensi, negli anni ci hanno provato, no? Ti ricordi Buchanan, che doveva essere così poi non lo è stato. Quest’anno l’arrivo di Luis Henrique doveva essere un giocatore offensivo da uno contro uno, invece è stato utile in un’altra maniera. Questo secondo me dove interverrà l’Inter. Che diventa difficile cambiarla radicalmente perché con gli uomini che ha a disposizione giocherà quel tipo di calcio lì».
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