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·8 febbraio 2026

Bergonzi e la nuova casa dell’Inter: «Serve un cambiamento, San Siro resterà nella memoria»

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Bergonzi riflette sulla necessità per la compagine meneghina di abbandonare il vecchio tempio per un impianto moderno

La gloriosa storia dello Stadio Meazza ha vissuto ieri un capitolo senza precedenti. In occasione dell’apertura dei Giochi Invernali di Milano-Cortina 2026, l’impianto che da decenni fa battere il cuore dei sostenitori della Beneamata si è trasformato nel palcoscenico del mondo. Tuttavia, dietro le luci e le celebrazioni, si cela la consapevolezza che il destino della struttura è ormai segnato: la demolizione è l’orizzonte tracciato per permettere ai nerazzurri di traslocare in un impianto all’avanguardia, capace di garantire introiti e prestigio in linea con il calcio d’élite.

Sulla questione è intervenuto Pier Bergonzi, autorevole firma della Gazzetta dello Sport e di Sport Week, durante il suo intervento al programma Tutti Convocati su Radio 24. Il giornalista ha sottolineato come il legame emotivo con questo luogo sia indelebile per ogni appassionato, ma ha anche evidenziato come l’esigenza di un nuovo stadio sia una priorità assoluta, anzi, un passo che andava compiuto già molto tempo fa.


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In questo scenario di transizione, la formazione oggi guidata da Cristian Chivu — tecnico carismatico ed ex difensore che ha scritto pagine epiche nella storia del club — guarda al futuro con ambizione. Mentre campioni del calibro di Lautaro Martínez, l’implacabile “Toro” argentino e leader carismatico dei nerazzurri, continuano a onorare il prato del Meazza, la società preme per accelerare i tempi della nuova costruzione. Secondo il pensiero di Bergonzi, è infatti inaccettabile che una realtà calcistica del livello di quella interista debba ancora condividere l’unico impianto cittadino con i cugini, definendo la situazione quasi paradossale per una metropoli come Milano.

Ecco, di seguito, le dichiarazioni ufficiali rilasciate da Pier Bergonzi ai microfoni di Radio 24:

«Non si può cancellare San Siro nella nostra memoria, poi che è giusto (e anche troppo tardi) per avere un nuovo stadio è un’altra cosa, è anche scandaloso che una città come Milano con due squadre così ne abbia solo uno di stadio».

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