Calcionews24
·14 maggio 2026
Bernabeu in rivolta: striscioni contro Florentino Perez e fischi alla squadra, Mbappé il più contestato

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·14 maggio 2026

Il Real Madrid sta attraversando uno dei momenti più complicati della sua storia recente, e l’ultima partita giocata al Santiago Bernabéu ne è stata la fotografia più chiara. La squadra di Álvaro Arbeloa non ha più obiettivi in campionato: la sconfitta nel Clásico ha consegnato matematicamente la Liga al Barcellona, mentre le ultime giornate servono solo a chiudere una stagione segnata da tensioni, polemiche e liti interne, come il duro scontro tra Tchouaméni e Valverde. A tutto questo si aggiunge il malumore di un ambiente non abituato a chiudere l’anno senza trofei, esploso in occasione della sfida contro il Real Oviedo, penultima gara casalinga del 2025/26.
Il clima si è fatto ancora più pesante attorno al presidente Florentino Pérez, finito nel mirino della tifoseria. Le sue recenti dichiarazioni — in cui ha chiesto elezioni anticipate e denunciato una presunta campagna orchestrata da media, ultras, bagarini e potenziali candidati, con un riferimento velato all’imprenditore Enrique Riquelme — hanno alimentato ulteriori polemiche. Prima della partita sono comparsi striscioni critici contro il presidente, accusato da una parte dei tifosi per il suo ruolo nel progetto Superlega e per la presenza di Anas Laghrari tra le figure chiave del club. La tensione è salita anche nel palco VIP, dove le telecamere hanno ripreso un momento in cui Pérez sembrava discutere animatamente con alcuni sostenitori.
La contestazione non ha risparmiato nemmeno la squadra. Già durante il riscaldamento, con lo stadio ancora semivuoto, Courtois e compagni sono stati accolti dai fischi. Alla lettura delle formazioni la situazione è degenerata: Vinicius Jr è stato sonoramente contestato, ma il bersaglio principale è stato Kylian Mbappé, inizialmente in panchina. Il francese è stato fischiato anche più duramente quando, nella ripresa, ha iniziato il riscaldamento per entrare in campo. Una volta iniziata la partita, il copione è rimasto lo stesso: Vinicius è stato il più bersagliato, simbolo di un rapporto ormai logoro con una parte del pubblico.
In un clima così teso, l’unico momento di vera unità è arrivato per un avversario. Il Bernabéu ha infatti tributato una standing ovation a Santi Cazorla, leggenda del Real Oviedo e del calcio spagnolo, applaudito sia alla lettura delle formazioni sia al suo ingresso in campo al 58’. Un gesto che ha evidenziato, ancora una volta, la complessità del momento madridista: fischi ai propri beniamini, applausi a un simbolo del calcio rivale, e un ambiente che attende risposte forti per lasciarsi alle spalle una stagione da dimenticare.







































