Betis di Pellegrini oltre le attese: vince e lotta in alto (1-0 al Getafe) | OneFootball

Betis di Pellegrini oltre le attese: vince e lotta in alto (1-0 al Getafe) | OneFootball

In partnership with

Yahoo sports
Icon: Todofutbol.cl

Todofutbol.cl

·17 settembre 2026

Betis di Pellegrini oltre le attese: vince e lotta in alto (1-0 al Getafe)

Immagine dell'articolo:Betis di Pellegrini oltre le attese: vince e lotta in alto (1-0 al Getafe)

Quarta vittoria consecutiva della squadra dell’Ingegnere. Ha già raggiunto il Real Madrid a quota 15 punti ed è superato solo dal Barcellona, che ha avuto un avvio perfetto, con sei partite giocate e sei vinte, per un totale di 18 punti

Il Betis continua a trovare il modo di vincere. Questa volta non ha avuto bisogno della brillantezza mostrata in altre partite né di una goleada per confermare che sta attraversando un momento particolarmente solido. I biancoverdi hanno battuto per 1-0 un duro Getafe, in una gara combattuta, aspra e condizionata dalle continue interruzioni di un avversario che ha finito per commettere più di 20 falli. La differenza l’ha fatta Abde, protagonista di un’azione collettiva di grande qualità e autore dell’unico gol di una notte in cui la squadra di Manuel Pellegrini ha dimostrato ancora una volta di saper competere anche quando il calcio richiede pazienza, mestiere e capacità di soffrire.

Il Betis vince, vince e vince. Sono già quattro vittorie consecutive e, per di più, contro avversari di enorme livello: Real Madrid, Lille, Villarreal e ora Getafe. Una sequenza che spiega in buona parte la posizione che occupa in classifica e che, soprattutto, conferma l’ampiezza di risorse di una rosa capace di rispondere in scenari molto diversi. Ci sono partite da godersi e altre da lavorare. Quest’ultima apparteneva chiaramente al secondo gruppo. I biancoverdi hanno dovuto convivere con interruzioni continue, duelli fisici, proteste e un avversario deciso a portare la partita su un terreno di massimo attrito, ma alla fine hanno imposto la loro gerarchia e conquistato tre punti che rafforzano ancora una volta le loro ambizioni.


OneFootball Video


L’eroe è stato Abde, che ha chiuso nel modo migliore possibile una settimana complicata dopo la polemica nata attorno alla maglia di sostegno al popolo di Ceuta. Il marocchino ha risposto dove sa farlo meglio: sul terreno di gioco. Il suo gol è arrivato dopo una notevole combinazione tra Deossa, Antony e Parrott, un’azione conclusa con l’esterno comparso nel posto giusto per appoggiare praticamente a porta vuota. È stata una ricompensa individuale, ma anche il risultato di una giocata collettiva che ha sintetizzato gran parte delle virtù del Betis nel primo tempo.

Probabilmente non è stata la prestazione più brillante della squadra di Pellegrini. È stata però una dimostrazione di maturità. La formazione di Heliópolis ha capito subito che tipo di partita aveva davanti, ha gestito il pallone, limitato i danni e saputo amministrare i tempi senza cadere nelle provocazioni di un Getafe che cercava costantemente di spezzare il ritmo. Anche con un importante turnover nell’undici iniziale, il Betis ha mantenuto la propria struttura e trovato soluzioni. Lo sguardo è già rivolto a La Coruña, dove cercherà la quinta vittoria consecutiva prima della sosta, con la fiducia che regala una serie che non sembra affatto frutto del caso.

È stato un Betis intenso e, soprattutto, concentrato. Non ha mai perso la faccia della partita nonostante le continue interruzioni provocate dal Getafe. Bordalás ha provato a trascinare i biancoverdi in uno scenario emotivo in cui la pazienza potesse trasformarsi in ansia, ma si è trovato di fronte una squadra molto più matura, capace di interpretare le trappole abituali di questo tipo di incontri senza cascarci. Gli uomini di Pellegrini non hanno avuto bisogno di rispondere a ogni provocazione: hanno risposto giocando.

La superiorità biancoverde è stata evidente per buona parte dell’incontro e, come già accaduto contro il Villarreal, il margine finale è risultato ancora una volta troppo corto rispetto alle occasioni create. Il Betis avrebbe potuto arrivare al finale con maggiore tranquillità, ma si è imbattuto di nuovo in un problema ricorrente: la sua produzione offensiva a volte meriterebbe una ricompensa maggiore. Ha avuto occasioni di ogni tipo e ha attaccato per terra, per mare e per aria, ma ancora una volta gli è mancata precisione in quei metri decisivi in cui una partita può essere definitivamente chiusa.

Il cambio di campo nel sorteggio preliminare è stato uno di quei dettagli che fanno parte dell’altro calcio. Lo aveva già fatto il Real Madrid di Mourinho e ora lo ha messo in pratica anche il Getafe di Bordalás. Una strategia difficile da interpretare da fuori, forse destinata a destabilizzare l’avversario ancora prima dell’inizio dell’incontro. Sono quelle piccole risorse che alcune squadre usano per alterare il contesto e che acquistano senso quando raggiungono il loro obiettivo, anche se possono sembrare aneddotiche quando non producono alcun effetto.

Pellegrini, intanto, ha risposto con un massiccio turnover che è servito anche a mettere alla prova la profondità della sua rosa. Natan è apparso come centrale destro e il tecnico cileno ha nuovamente distribuito minuti, energie e responsabilità pensando non solo alla gara contro il Getafe, ma anche a ciò che verrà. E la risposta dei suoi giocatori è stata netta. Antony e Abde sono partiti fortissimo sulle fasce, dando profondità e costringendo la squadra ospite ad arretrare. Il Getafe trovava a malapena spazi e le sue opzioni offensive arrivavano soprattutto da errori sporadici dell’avversario.

Uno di questi è arrivato su un retropassaggio di Facundo verso Valles, che ha costretto il portiere biancoverde a intervenire con tempismo. Poco dopo, Parrott è andato a centimetri da un’azione da ricordare. L’attaccante ha rubato palla a centrocampo e, vedendo Soria fuori dai pali, ha tentato una conclusione diretta che ha obbligato il portiere del Getafe a un grande intervento per deviare il pallone in calcio d’angolo. È stata un’occasione straordinaria e un segnale inequivocabile che il Betis era partito con l’intenzione di imporre le proprie condizioni.

Il recupero rapido del pallone è stato un altro dei fattori determinanti. Il Betis non aveva soltanto il possesso, ma riusciva a riconquistarlo immediatamente dopo averlo perso, tenendo il Getafe lontano dalle zone in cui poteva far male. Deossa ha acquisito un ruolo speciale in questa dinamica, portando presenza fisica, capacità di recupero e conduzione. Antony e Facundo, dal canto loro, insistevano con tiri da fuori area nel tentativo di rompere una struttura difensiva sempre più chiusa.

La partita si riempiva di interruzioni. Gli uomini di Bordalás hanno iniziato a far passare i secondi fin dal fischio d’inizio e le proteste si moltiplicavano a ogni decisione arbitrale. Un fallo di Junior che meritava il cartellino è stato uno dei primi episodi di un pomeriggio in cui il contatto fisico ha finito per essere protagonista. Ortiz e Davinchi hanno ricevuto gialli in modo consecutivo, in un contesto che richiedeva la massima concentrazione per non perdere il controllo emotivo.

Ma il Betis non si è disunito.

Ha continuato a giocare.

E ha continuato ad arrivare.

Antony ha finalmente trovato lo spazio per il tiro e lì è arrivata la prima grande occasione della partita dopo l’azione di Parrott. È stata una volée del brasiliano su calcio d’angolo che Soria è riuscito a deviare con enorme difficoltà e che è finita sul palo. Per alcuni secondi, lo stadio del Betis stava già celebrando quello che sembrava il primo gol della serata. Il pallone, però, si è rifiutato di entrare.

I biancoverdi hanno insistito. Avevano già accumulato più di dieci tiri, undici con la conclusione di Isco dal limite. Il dominio era chiaro, ma il tabellino continuava a non rifletterlo. Ed è stato allora che è arrivata l’azione che ha finito per indirizzare definitivamente la partita.

Deossa ha ricevuto nella propria metà campo e si è liberato di due avversari con una potenza fisica straordinaria. Lo hanno trattenuto, hanno cercato di fermarlo, ma il colombiano è riuscito a liberarsi e a proseguire l’azione. La sua conduzione ha spezzato la prima linea di pressione del Getafe e ha permesso di attivare una transizione offensiva che si è rivelata decisiva. Ha trovato Abde, il marocchino ha aperto per Antony e il brasiliano ha subito visto l’inserimento di Parrott dentro l’area.

L’attaccante ha ricevuto e, invece di affrettarsi, ha scelto il passaggio all’indietro. Un movimento preciso, quasi accademico, che ha trovato di nuovo Abde in arrivo da dietro. All’esterno è bastato solo spingere il pallone in rete per l’1-0. Un’azione collettiva costruita con velocità, potenza e precisione, ma anche con la necessaria calma nell’ultimo momento.

La bandierina dell’assistente si è alzata immediatamente. Fuorigioco.

L’esultanza si è congelata per qualche istante.

Il VAR, però, ha rivisto l’azione e corretto la decisione iniziale: era tutto regolare. Il gol era valido. L’1-0 è salito definitivamente sul tabellone e il Benito Villamarín è esploso.

All’altoparlante si è sentito allora «As-salamu alaikum», espressione araba che significa «la pace sia con te». Il messaggio ha assunto un significato speciale dopo i giorni difficili vissuti da Abde per la polemica legata alla maglia di sostegno al popolo di Ceuta. Questa volta non ci sono state dichiarazioni né spiegazioni. C’è stato il calcio. C’è stato un gol. E c’è stata una celebrazione condivisa con la squadra, anche se con un capitolo particolarmente emozionante insieme ai suoi inseparabili compagni Deossa e Antony, protagonisti anche loro dell’azione che ha deciso l’incontro.

Il Betis tornava a vincere.

Immagine dell'articolo:Betis di Pellegrini oltre le attese: vince e lotta in alto (1-0 al Getafe)

Forse non con la brillantezza di altre serate, ma sì con qualcosa che a questo punto della stagione può risultare ancora più importante: la capacità di adattarsi. Ha saputo attaccare quando ha avuto spazi, insistere quando l’avversario si è chiuso, mantenere la calma quando la partita si è fatta aspra e difendere il vantaggio quando è arrivato il momento di farlo.

L’1-0 può sembrare stretto per le occasioni accumulate, ma racconta anche una storia. Quella di una squadra che sta imparando a vincere in modi diversi. A volte con il talento, altre con la concretezza e, come contro il Getafe, con pazienza, controllo e lavoro. Quattro vittorie consecutive contro Real Madrid, Lille, Villarreal e Getafe spiegano il presente di un Betis che continua a crescere e che ora guarda a La Coruña con un obiettivo concreto: prolungare la striscia e arrivare alla sosta con una quinta vittoria consecutiva che confermi che questa squadra, oltre a giocare bene, sa anche soffrire. E vince il Betis.

Quello che, con il permesso del Barcellona, sa coniugare meglio questo verbo, vincere, negli ultimi tempi. Gli uomini di Pellegrini accumulano successi in questo avvio così brillante e guardano quasi tutti dall’altura della zona alta, dove vogliono stabilirsi per tutta la stagione.

/Di Sol García Lineros, corrispondente di Todo Fútbol in Spagna. Foto: ABC Sevilla. Video: Espn

Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇪🇸 qui.

Visualizza l' imprint del creator