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·2 ottobre 2026
Bianchi: “Malagò punta a due pareggi, con la Francia e il 6 ottobre”

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Il futuro della FIGC passa anche dal 6 ottobre. Il calcio italiano vive una fase particolarmente delicata, tra le questioni legate alla presidenza della Federcalcio, il confronto tra Giovanni Malagò, Andrea Abodi e Luciano Buonfiglio e la possibilità di un commissariamento. Proprio di questo ha parlato Fulvio Bianchi, giornalista di Repubblica, intervenuto ai microfoni di Radio Manà Manà Sport Roma.
Bianchi ha esordito parlando dell’attuale situazione politica e istituzionale del calcio italiano, esprimendo alcune perplessità sul lavoro portato avanti in questi mesi. “Conosco bene Abodi e dal punto di vista politico ho diverse perplessità. L’autonomia dello sport in questi anni è stata calpestata con dichiarazioni che non dovevano esserci”, ha dichiarato. Secondo il giornalista, Malagò sarebbe quindi chiamato a una sorta di doppia sfida: “Punta a due pareggi, sia con la Francia che martedì 6 ottobre in assemblea”. Sul piano istituzionale, infatti, il 6 ottobre il Coni dovrà affrontare il caso relativo al mancato tesseramento di Malagò al momento della sua candidatura alla presidenza FIGC. Il presidente del Coni Luciano Buonfiglio ha annunciato di voler mettere a disposizione quattro pareri giuridici, definiti da lui stesso “granitici”, mentre la FIGC ha incaricato cinque esperti di produrre contropareri.
Il possibile commissariamento rappresenta uno degli scenari più discussi. Bianchi ha spiegato che, qualora Malagò dovesse essere sconfitto sul piano istituzionale, potrebbe prevalere la linea sostenuta da Abodi e Buonfiglio, con la conseguente possibilità di un intervento sulla Federazione e di nuove elezioni. “Si andrebbe a nuove elezioni e Tommasi potrebbe essere un candidato forte”, ha aggiunto. Sul significato concreto di un eventuale commissariamento, invece, Bianchi ha distinto tra un intervento più lungo, finalizzato anche a introdurre riforme, e uno temporaneo. “Buonfiglio vorrebbe un commissariamento lungo con delle riforme ma non credo glielo permettano. Il commissariamento breve durerebbe tra i 60 e i 90 giorni e non porterebbe a delle modifiche”. Al momento, tuttavia, si tratta di scenari legati a una decisione ancora da assumere: il Coni discuterà la questione proprio il 6 ottobre.

Nel corso dell’intervista Bianchi ha analizzato anche i primi mesi della gestione Malagò. “Non è stata una partenza facile commettendo degli errori. Adesso sarebbero dovute partire le riforme ma un commissariamento potrebbe portare a un nuovo blocco per 60-90 giorni”, ha spiegato. Il giornalista ha poi citato anche la posizione di Diana Bianchedi, recentemente dimessasi dall’incarico di capo delegazione della Nazionale, vicenda che ha alimentato il confronto tra Malagò e Abodi.
Sul fronte dei diritti televisivi, invece, Bianchi non prevede una rivoluzione: “Non ci sarà il monopolio e credo che non cambierà nulla. Bisogna capire se si riusciranno a portare a casa più soldi rispetto a quelli attuali”. Infine, uno sguardo all’Europeo del 2032. Secondo Bianchi, l’eventuale commissariamento non dovrebbe mettere in discussione il percorso organizzativo della manifestazione: “I rapporti tra Gravina e Ceferin sono ottimi e non credo possa succedere qualcosa. I progetti degli stadi ci sono, l’Olimpico sarà trasformato e non penso che il rischio si corra anche con il commissariamento”. Il nodo principale resta quindi quello del 6 ottobre, quando Giunta e Consiglio Nazionale del Coni saranno chiamati a esprimersi sul caso Malagò e sull’eventuale commissariamento della FIGC.







































