Biasin racconta l’addio di Ausilio: «Aveva capito tutto da tempo. Ma prima ha voluto fare una cosa» | OneFootball

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Inter News 24

·3 settembre 2026

Biasin racconta l’addio di Ausilio: «Aveva capito tutto da tempo. Ma prima ha voluto fare una cosa»

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La ricostruzione del giornalista sulle ultime settimane del direttore sportivo. Biasin svela i retroscena sull’addio di Ausilio

Piero Ausilio è pronto a lasciare l’Inter dopo ben 28 anni di militanza all’interno del club nerazzurro. Il giornalista Fabrizio Biasin ha ricostruito nel dettaglio le ultime settimane del dirigente, svelando i retroscena che hanno portato alla fine del rapporto e al rifiuto della proposta di prolungamento contrattuale avanzata dalla società.

Secondo quanto raccontato, qualche settimana fa al direttore sportivo era stato offerto un solo anno aggiuntivo di contratto, facendo scattare la scadenza dal 2027 al 2028. Una mossa che il dirigente avrebbe interpretato in modo inequivocabile:


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«Qualche settimana fa gli è stato proposto un anno di prolungamento (dal 2027 al 2028), ha capito che a monte non lo ritenevano più importante — in realtà lo aveva compreso da tempo — e ha declinato l’offerta». Ausilio, tuttavia, ha voluto anteporre il bene della squadra a qualsiasi valutazione personale, ponendo una condizione ferrea prima di compiere qualsiasi passo ufficiale:

«Prima però devo portare a termine il mercato».

La sessione estiva è stata così completata regolarmente prima che la situazione arrivasse all’inevitabile punto di rottura.

Il bilancio di 28 anni e l’arte di «costruire squadre»

Biasin ripercorre la lunga esperienza nerazzurra senza scadere in una celebrazione acritica, analizzando luci e ombre di un percorso lunghissimo:

«Ha sbagliato alcune cose e ne ha azzeccate altre, ha preso dei granchi e acchiappato succulenti parametri zero, è inciampato nei Kondogbia e ha brillato con i Calhanoglu e i Thuram».

Operazioni che negli anni hanno diviso critica e tifoseria, sebbene per il giornalista il valore di un dirigente non si misuri unicamente sui singoli colpi di mercato, quanto sulla capacità di «costruire squadre» e gestire gli equilibri complessi di uno spogliatoio. È proprio su questo fronte che il lavoro svolto viene promosso a pieni voti, ricordando come negli ultimi anni l’Inter si sia sempre presentata ai nastri di partenza del campionato con i favori del pronostico, pur operando tra limitazioni economiche e conti da rimettere in ordine.

Nel giudizio finale, Biasin non ha dubbi sull’impatto emotivo dell’addio:

«L’Inter dopo 28 anni perderà Piero Ausilio, un bravo dirigente. L’Inter senza Piero Ausilio perde un grande interista».

Una chiusura che richiama direttamente le parole pronunciate dallo stesso dirigente solo pochi mesi fa: «Io l’Inter ce l’ho dentro».

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