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Calcio e Finanza

·13 giugno 2026

Bisignani sulla Lazio: «Lotito si faccia aiutare da un fondo o dai banchieri di Roma»

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Il nome di Luigi Bisignani è balzato nuovamente agli onori delle cronache in questi giorni sul tema Lazio, società di da sempre è grande tifoso. Dopo aver pubblicato sul quotidiano Il Tempo una lettera aperta rivolta direttamente a Claudio Lotito per chiedere al patron e presidente del club di fare un passo indietro e di passare di mano la società. Oggi è stato intervistato da Il Corriere dello Sport sulle sorti della società laziale.

Classe 1953, Bisignani è un giornalista, scrittore ed editorialista del Tempo, noto da decenni come “l’uomo che sussurra ai potenti” per la sua fitta rete di relazioni nei mondi della politica, dell’industria e dell’informazione. Figura con un passato legato ad alcune delle stagioni più delicate della Repubblica, oggi è tornato al centro del dibattito per la sua presa di posizione da tifoso laziale.


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Nell’intervista rilasciata a Il Corriere dello Sport, Bisignani ha fatto il punto sulla situazione del club, a cominciare dalle proteste dei tifosi: «L’azione di forza è l’ultimo atto di una contestazione che viene da lontano, giustificata dall’assenza di un presente e di un futuro degni. Non si tratta di percezioni tifose, ma della realtà. Se vogliamo indicare il punto in cui la frattura si è storicamente consumata, dico l’anno della Champions quando Lotito si rifiutò di acquistare Berardi, un giocatore che avrebbe fatto aumentare sensibilmente il potenziale della squadra. Lotito ha dei meriti enormi e glieli riconosco, ma non ha capito che a un certo punto bisogna andare anche nella direzione della gente».

A proposito del futuro, Bisignani ha detto che «la Lazio non sparirà mai. Ma è necessario che Lotito si renda conto di una cosa. Che così non può andare avanti. Serve un dg vero, ma soprattutto bisogna che lui si faccia aiutare. Da un fondo, ad esempio, oppure dai banchieri che stanno a Roma. Da un Maiolini, da un Nino Tronchetti Provera, da un Guerra. I Percassi questo hanno fatto e sono ancora loro a dirigere le operazioni, a prendere le decisioni».    Secondo Bisgnani, «la sostenibilità ha valore solamente quando accompagna l’ambizione. Diventa una formula comoda quando il salto di qualità viene sempre rimandato. Il calcio di oggi pretende dei capitali, strutture, management, tecnologia, rete commerciale, competenze internazionali. Insomma, il futuro costa. Nella sua lettera il futuro compare spesso, il conto resta fuori dalla pagina».

L’uomo non crede all’operazione Flaminio, che richiede «autorizzazioni, cronoprogrammi, banche, garanzie, hospitality, naming rights, gestione dei rischi. Il piano dovrà essere sostenuto da una NewCo? Da capitale privato? Da debito? Da partner esterni? Come si evita che il sogno dello stadio assorba risorse dalla gestione sportiva?».    In chiusura, una riflessione sui passi da fare per un futuro migliore: «Il futuro nasce dall’immediato. Sostenibilità è una parola di abuso comune. Pensa che proprio in un periodo come questo, di difficoltà diffuse, di top club senza ancora una struttura definita, di qualità tecnica scadente, basterebbe poco per muovere le acque. Stiamo subendo tutti un calcio impoverito, in disgrazia. Perchè non produrre uno sforzo? Allo stato attuale la Lazio non è vendibile per più di una ragione, al di là della volontà del presidente».

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