Inter News 24
·16 maggio 2026
Bisseck alla Bild: «Il mio sogno è il Mondiale con la Germania. Yamal immarcabile, Lautaro fondamentale»

In partnership with
Yahoo sportsInter News 24
·16 maggio 2026

Yann Bisseck si è ormai imposto come una delle pedine più affidabili della difesa dell’Inter. Il centrale tedesco, protagonista nella conquista di campionato e Coppa Italia, ha parlato in una lunga intervista concessa a Bild, soffermandosi sulla propria crescita in nerazzurro, sul sogno di vestire la maglia della Germania ai Mondiali e sulle difficoltà affrontate contro alcuni dei migliori attaccanti al mondo. Tra orgoglio, ambizioni e voglia di migliorarsi ancora, Bisseck ha ribadito quanto l’esperienza italiana abbia inciso sulla sua maturazione calcistica e personale.
SE I SUOI SUCCESSI PERSONALI DEVONO AVERE GRANDE RILIEVO PURE IN GERMANIA – «Ottima domanda. Spero certamente che questi successi, così come le mie prestazioni, vengano riconosciuti in Germania. Dopotutto, è già il mio secondo scudetto in tre anni e, per la prima volta dal 2018, una squadra italiana ha vinto di nuovo il double. Questo mi rende incredibilmente orgoglioso e felice, ovviamente».
ITALIA CAMPIONATO IDEALE PER UN DIFENSORE – «L’Italia è sicuramente la patria dei difensori. Non so se sia dovuto alla qualità dei difensori o semplicemente al fatto che qui viene data loro un’importanza così elevata. Prima di parlare di attacco e possesso palla, l’attenzione è sempre rivolta alla solidità difensiva. Ecco perché credo che il campionato italiano sia ancora il posto migliore per un difensore per imparare di più. Nei miei tre anni all’Inter ho imparato moltissimo».
SUL SEGNARE DI TESTA – «Beh, da difensore, il mio compito principale è difendere, ed è la cosa a cui do la massima priorità. Ma con i miei 1,96 metri di altezza, ho anche una responsabilità nell’area di rigore avversaria, soprattutto sui calci piazzati. L’Arsenal è un buon esempio di come queste situazioni stiano diventando sempre più importanti nel calcio moderno. Oggigiorno, quasi tutte le rimesse laterali sono lunghe, quindi da difensore puoi sicuramente accumulare punti. Adoro segnare gol, è la parte migliore. Mio padre mi diceva sempre che con la mia altezza, non posso permettermi di sbagliare un colpo di testa, farei una brutta figura».
TEDESCHI DELL’INTER – «I tedeschi hanno lasciato un’eredità importante all’Inter e sono amatissimi. Che si tratti di Matthäus, Brehme, Klinsmann o Rummenigge, sono tutti dei veri eroi qui. Non voglio dire che questo mi metta pressione, ma quando sai quali leggende tedesche hanno giocato qui, non vuoi deludere te stesso».
MONDIALE CON LA GERMANIA GRANDE OBIETTIVO – «Sì, credo che ci sia un po’ più di attenzione sulla Premier League. Il fatto è che, confrontando i campionati, posso immaginare che la Premier League riceva più attenzione, forse a causa delle ingenti somme di denaro in gioco. Tuttavia, non credo che questo influisca sul processo di selezione. Sono sicuro che il commissario tecnico sappia cosa cerca e cosa vuole vedere nella sua squadra. Cerco di fare il mio lavoro qui al meglio. Penso di esserci riuscito e di aver raggiunto il massimo con la doppietta in Italia. Il mio obiettivo e il mio sogno è partecipare ai Mondiali e indossare la maglia della Germania. Se succedesse, sarei incredibilmente felice».
ULTIMO CONTATTO COL CT TEDESCO – «È stato prima dell’annuncio delle convocazioni per le partite di marzo. Il commissario tecnico mi ha chiamato per dirmi che le mie prestazioni erano state notate e che ero nella lista dei candidati. Do il massimo ogni giorno per diventare il miglior professionista possibile, sfruttando appieno il mio potenziale».
LAUTARO – «Certo, ci si abitua, ma la cosa divertente del calcio è che sai esattamente quanto è bravo un giocatore. Hai a disposizione centinaia di analisi video, impari le sue tendenze, eppure alla fine riesce sempre a fare qualcosa contro cui non puoi difenderti. È lo stesso con Lautaro. Anche questa è la bellezza del calcio. Forse non per un difensore, però (ride, ndr)».
HAALAND – «Ho giocato contro Erling Haaland, e non è stato facile. Non partecipa molto al gioco, non perché non ne sia capace, ma semplicemente perché non ne ha bisogno. Al Manchester City hai a disposizione tanti calciatori di livello mondiale, quindi lui può concentrarsi completamente sul farsi trovare in area di rigore. E il bello di essere un attaccante è che devi solo farti trovare pronto una volta, e se quella volta la segni, hai giocato una buona partita. Come difensore, invece, puoi tenere sotto controllo l’avversario per 89 minuti, poi lui ti supera una volta e fai una brutta figura. È così che funziona con Erling Haaland: sono i peggiori perché sono anche i più pericolosi».
KANE – «Ho giocato anche contro Harry Kane l’anno scorso. Ovviamente sa come segnare ma, a differenza di Haaland, partecipa al gioco per tutta la partita. Si sposta improvvisamente a centrocampo, poi si abbassa per ricevere palla. È un gioco completamente diverso. È un vero fuoriclasse, non ci si può mai preparare a una cosa del genere. Ma non vedo l’ora di affrontare duelli di questo tipo».
YAMAL – «Non nominerei un attaccante, ma piuttosto un giocatore offensivo. Nella semifinale di Champions League della scorsa stagione, abbiamo giocato contro il Barcellona di Lamine Yamal, che ci ha creato non pochi problemi. La maggior parte dei giocatori, quando si trova di fronte a tre avversari, di solito cerca il passaggio successivo. Ma Lamine Yamal trova quasi sempre il modo di essere pericoloso, anche in quelle situazioni. È un risultato che ammiro molto».


Live


Live


Live


Live


Live


Live


Live


Live


Live


Live


Live


Live


Live













