Milannews24
·4 settembre 2026
Boban attacca il Milan: «Da anni non fa cose da Milan. Modric? Con Amorim sarà dura. Ramos strapagato»

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Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Zvonimir Boban non ha usato mezze misure nel commentare il momento del Milan. L’ex centrocampista rossonero ha analizzato il percorso del club negli ultimi anni, soffermandosi sulle scelte di mercato, sul nuovo corso targato Ruben Amorim e sull’impatto che potrà avere Luka Modric nel sistema di gioco del tecnico portoghese.
Boban ha riconosciuto il coraggio della nuova proposta offensiva, ma ha evidenziato la distanza rispetto alla tradizione e alle ambizioni storiche del Milan.
IL MOMENTO DEL MILAN E IL MERCATO – «Il Milan da anni non fa cose da Milan, in nessun senso. Non vedo passi avanti, se non per il coraggio e la voglia di giocare un calcio offensivo. Lo scorso anno ha perso col Cagliari perché per tutta la stagione aveva giocato un calcio difensivo. Al momento buono, non è riuscito a dominare la partita. Ramos è stato pagato un prezzo sproporzionato, in compenso si muove bene per il gol e vede la porta, ma siamo lontani dalla qualità che cambia la dimensione. Piuttosto, mi ha emozionato la storia di Cisse, un ragazzino arrivato dal nulla grazie al talento».
L’ex numero 10 rossonero ha poi dedicato un passaggio a Luka Modric, sottolineando le qualità fuori dal comune del centrocampista croato ma evidenziando anche le difficoltà che potrebbe incontrare nel nuovo sistema tattico di Amorim.
MODRIC E IL SISTEMA DI AMORIM – «Luka Modric ha genio e il genio non sparisce con l’età, con la sua logica, anticipa le situazioni. Certo, sono scelte della vita. Credo che per lui sarà pesante giocare nel sistema di Amorim. Con Allegri era difeso da due mezzali e giocava basso, ora dovrà coprire 60 metri con un altro giocatore. Sarà dura».
Boban ha poi commentato anche il caos estivo legato alla Nazionale italiana, dalla scelta del direttore tecnico fino al ruolo di Andrea Pirlo nel progetto azzurro.
IL CASO NAZIONALE E MALDINI – «Chi ha sbagliato? Dipende da quali erano gli accordi e chi li ha traditi. Di certo non Maldini. Pirlo come allenatore non ha avuto dei successi ma sa che cosa voglia dire la Nazionale. Non è uno stupido e i giocatori in lui vedono un genio del calcio, e questo non è stato capito. Un dirigente sceglie e si prende la responsabilità delle sue scelte».
Infine, Boban ha analizzato anche il momento generale del calcio italiano, criticando la distanza rispetto ai modelli europei e indicando nel Como una delle poche eccezioni positive.
IL CALCIO ITALIANO E IL MODELLO COMO – «Sul piano delle idee, siamo lontani dall’Europa e dalla sua idea di velocità. Il calcio italiano è poco offensivo, sempre più fisico e meno propositivo. In epoca post-Sacchi, il 90% delle squadre vincenti avevano la difesa a quattro e due uomini sulle fasce, in Italia invece si giocano i catenacci modernizzati, con le difese a tre. Sta ai club cambiare strada, la federazione non può imporlo. L’unica eccezione è il Como. Sono un tifoso del progetto e di come Fabregas sta allenando la squadra. E poi c’è Baturina, un ragazzo della Dinamo Zagabria come me».
Le parole di Boban aprono quindi una riflessione profonda sul percorso intrapreso dal Milan e più in generale sul calcio italiano. Secondo l’ex rossonero, servirà un cambio di mentalità per tornare ai livelli delle grandi realtà europee.
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