Calcionews24
·16 febbraio 2026
Bodo Glimt, Aleesami suona la carica: «Pronti per la sfida con l’Inter! Mi manca l’Italia, vi racconto il mio gol al Dortmund»

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·16 febbraio 2026

Intervistato da Gianlucadimarzio.com, il difensore del Bodo Glimt ed ex Palermo, Haitam Aleesami, si è espresso così in vista della sfida di mercoledì per il playoff d’andata in Champions League contro l’Inter.
CLIMA – «In questi giorni fa parecchio freddo e nonostante tutto, ogni tanto, lo soffro ancora».
INTER? – «Siamo pronti. Servirà grande attenzione. Mi aspetto una bella sfida contro una squadra che conosce bene questa competizione».
FREDDO – «Andiamo in campo con -10 o -16 gradi? È vero. Il campo sintetico rende la partita più particolare? Anche. Ma lo sport che praticano le due squadre è lo stesso».
COME MI TROVO AL BODO GLIMT – «Sto molto bene qui. In questo periodo siamo sui -12 o -15 gradi. Sono norvegese ma ho origini marocchine, quindi il freddo lo sento comunque. Preferisco Mondello a una località fredda come questa. Mi manca l’Italia, ma ora sto davvero bene. Qui la vita è tranquilla: si pensa solo al calcio e a lavorare bene”»
GIOCARE IN NORVEGIA – «Giocare qui è diverso rispetto ad altri Paesi. Ricordo la Lazio (Quarti d’andata di Europa League, 10/04/25, ndr): i giocatori durante il riscaldamento guardavano il campo un po’ scettici. La Juventus? Arrivò qui con l’atteggiamento giusto, con la mentalità corretta. Da quella partita (Fase a gironi di Champions League, 25/11/25, ndr) abbiamo imparato tanto».
OBIETTIVI – «Abbiamo idee chiare. Scendiamo in campo convinti e motivati. Per noi la cosa più importante è la prestazione. È la priorità. Quando sono arrivato qui non ho mai sentito l’allenatore (Kjetil Knutsen, ndr) dire: ‘Dobbiamo vincere’. Ovviamente giochiamo per ottenere il successo, ma l’importante è lavorare con qualità e intensità. Per me è stato un concetto nuovo: ho sempre sentito dire che vincere è fondamentale. Qui conta prima come giochi».
IL GOL AL DORTMUND – «Due anni fa ero al KFUM Oslo. Giocavo e facevo il terzo allenatore, perché nel frattempo avevo preso il diploma UEFA B. Poi è arrivata la chiamata del Bodø/Glimt: ho accettato, ho ricominciato a giocare con continuità e pochi mesi dopo ho segnato al Westfalenstadion contro il Borussia Dortmund. È stato il gol più emozionante della mia carriera. Non sai mai dove può portarti il calcio».
CRESCITA PER I GIOVANI – «Se un giovane, anche non norvegese, vuole crescere lavorando con serenità, questo è l’ambiente giusto. Non c’è la pressione che trovi altrove. Qui viene prima la prestazione. Oggi il Bodø può far crescere i suoi giocatori senza l’obbligo di venderli. Poi certo, se arriva un’offerta molto alta dalla Premier League… è un altro discorso. Ma siamo una realtà in forte crescita».
IL TEMPO DEL BUIO – «È una sensazione strana, mi sento sempre un po’ stanco in quel periodo. Ma per noi cambia poco: campo, allenamento e riposo. Però sì, il Mørketid si sente».
COSA MI MANCA DELL’ITALIA? – «Mi manca tutto. Anche la pressione del ‘dover vincere a tutti i costi’. Non è semplice viverla, ma ti aiuta a crescere come uomo. Il calcio italiano resta il più bello di tutti. Da juventino ci sono cresciuto. Allenare in Serie A? È un sogno. Ma ora vivo step by step».









































