Zerocinquantuno
·3 febbraio 2026
Bologna, è mancata perfino la dignità agonistica: voto 3

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·3 febbraio 2026

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Un k.o. che va oltre il risultato e diventa fotografia impietosa di una serata surreale in ogni sua declinazione. Lo 0-3 col Milan al Dall’Ara è netto, ma soprattutto meritato per come nasce, cresce e si chiude, con 45 minuti d’anticipo sul fischio finale. Il Bologna dura una decina scarsa di minuti e poi si mostra di nuovo fragile, disordinato, emotivamente in ritardo: basta la prima difficoltà per far saltare le distanze, la fiducia e persino il buonsenso.
Il Milan colpisce quando vuole, spesso senza nemmeno alzare i giri del motore (dirà Rabiot alla fine: «Potevamo segnare ogni minuto») approfittando di errori elementari, letture difensive sballate e una gestione dei momenti chiave semplicemente inadeguata.
Il Bologna, dal canto suo, regala palloni sanguinosi, marcature molli, interventi scomposti. E quando non regala, accompagna. L’idea di squadra si perde prestissimo e la manovra appare sempre lenta, prevedibile, incapace di creare continuità o di alzare il ritmo.
Il piano gara di Italiano si sfalda subito, senza correzioni evidenti e senza quella scossa emotiva che una partita così richiederebbe. Il risultato è quindi un collettivo che subisce, si innervosisce, si disunisce e finisce per accettare l’inerzia della serata.
Il 3 è un voto severo ma coerente: non tanto per aver perso contro un avversario superiore, quanto per il modo con cui tutti si sono adeguati alla disfatta. Per l’assenza di compattezza, di lucidità e di quella dignità agonistica che, anche nelle sconfitte, non erano quasi mai mancate. In un Dall’Ara che si svuota con largo anticipo rimane la sensazione di un passo indietro netto, quasi allarmante: speriamo non irreversibile.








































