Bologna-Hellas Verona 1-2: il Tosco l’ha vista così… | OneFootball

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·9 marzo 2026

Bologna-Hellas Verona 1-2: il Tosco l’ha vista così…

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Tempo di Lettura: 2 minuti

Offro, a gratis, una notizia a tutti coloro che sono convinti che il Bologna ieri abbia perso perché tornato al 4-2-3-1, vista la presenza di Odgaard dal primo minuto: bene, avete sbagliato.


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Dalle due immagini allegate si evince come nel primo tempo le posizioni medie dei rossoblù disegnassero un 4-3-3 da ‘lavagna tattica’, e di come il numero 21 (Odgaard, appunto) abbia effettivamente lavorato da centrocampista di sinistra; addirittura nell’immagine a destra, quella cioè riguardante le posizioni medie finali (compresi cioè i calciatori subentrati nel secondo tempo), lo stesso numero 21 appare ancora più basso al fianco di Moro, una volta uscito Ferguson.

Il BFC si è schierato col 4-3-3 come nelle ultime uscite, solo che Italiano ha deciso di far giocare il danese da mezzala, preferendolo a centrocampisti veri come Pobega e Sohm. Quindi l’assetto tattico è stato il medesimo delle gare precedenti, mentre il pressing è stato per numero di passaggi concessi agli avversari più aggressivo, sempre rispetto alle recenti partite vinte con (chiamiamolo così) il nuovo assetto.

Per esempio: a Pisa il Bologna aveva recuperato palla dopo una media di 12,8 passaggi avversari, mentre ieri contro il Verona ha recuperato palla dopo 5,0 passaggi di media. Dunque, senza dubbio, più aggressività, anche se con poca incisività nel ribaltare l’azione.

La prestazione così destabilizzante dei felsinei è da attribuire a tutto tranne che al ritorno all’assetto tattico secondo il quale, per taluni, la squadra perdeva le partite: ieri ha perso nonostante l’assetto tattico delle ultime – risicate – vittorie.

Pensare invece che siano i calciatori a non essere più quel bel corpo solido e motivato visto nel passato, e che l’assetto tattico ricercato da Italiano miri ad assecondare le loro ‘lune’?

I giocatori del Bologna continuano a ripetere come un mantra che il gruppo è sempre stato coeso, che c’è un ambiente eccezionale ecc. Però sul campo si vede poco, perché i ragazzi danno l’impressione di essere slegati e poco attaccati ai dettagli: perdere sette partite in casa (la metà di quelle giocate fino a ieri al Dall’Ara) sa di poca concentrazione e di scarso rendimento. Sarebbero bastati ‘solo’ quattro striminziti pareggi per avere una classifica più consona al valore della rosa.

Davvero si possono perdere in casa, in appena tre mesi, quattro partite contro avversari come Cremonese, questa Fiorentina, Parma e Verona (e non dimentichiamo i k.o. con Juventus, Atalanta e Milan) senza che i giocatori vengano presi come primi responsabili?

Avanti pure a criticare Italiano, ci mancherebbe, fa parte delle ‘buone abitudini’ del mondo del calcio, ma che a Bologna i calciatori non siano mai responsabili sa di pura stupidità: l’alibi dell’inciampo o della giornata storta ormai non regge più e il meraviglioso gruppo, così tanto decantato dagli stessi protagonisti, dovrebbe rendersene conto invece di autocelebrarsi.

In alcune piazze i giocatori a fine gara vengono invitati ad andare a lavorare: ecco, magari i nostri lavorano anche con impegno, per carità, e sempre in armonia, ci mancherebbe, solo che poi la domenica non si nota.

Eppure il valore dei loro cartellini e degli ingaggi impressi sui loro contratti (che alcuni peraltro non vogliono rinnovare) è molto più alto rispetto ad alcune squadre che al Dall’Ara si sono prese i tre punti con poco sforzo. E questo, alla lunga, fa un po’ incazzare.

N.B.: non sono gli assetti che fanno la differenza in una squadra, ma l’interpretazione degli stessi. I famosi piani B non servono a niente, bisogna fare meglio il piano A! Soprattutto quando questo dimostra di funzionare. E il piano A di mister Italiano ha funzionato eccome!

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