Bologna Sport News
·1 settembre 2026
Bologna, il “nuovo” acquisto sulla fascia è Cambiaghi

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·1 settembre 2026

Cambiaghi prova a ritagliarsi uno spazio da protagonista nel Bologna di Tedesco: se fosse lui il vero acquisto sulla fascia?
Il completamento delle recenti manovre di mercato, con la partenza di Jonathan Rowe verso l’Atalanta e l’approdo di Samuel Mbangula sotto le due Torri, ha ridisegnato in maniera profonda le gerarchie e le prospettive tattiche del Bologna. In questo scenario in piena evoluzione, la figura di Nicolò Cambiaghi emerge con forza, candidandosi a diventare il perno insostituibile della catena di sinistra e uno dei cardini dell’intero impianto di gioco guidato da Domenico Tedesco.
L’idea di calcio di Tedesco si fonda su princìpi ben precisi: un’aggressione feroce e costante sul primo possesso avversario, grande ritmo nelle transizioni e la continua ricerca di superiorità numerica attraverso l’isolamento degli esterni offensivi.
Per caratteristiche atletiche e interpretazione del ruolo, Cambiaghi rappresenta il prototipo ideale per questo spartito. L’ex Atalanta ed Empoli possiede un motore aerobico fuori dal comune, che gli consente di abbinare una fase di non possesso instancabile a continue accelerazioni con palla al piede. La sua capacità di ripiegare per proteggere il terzino e di ripartire immediatamente in campo aperto garantisce equilibrio e verticalità immediata, elementi indispensabili per una squadra che vuole recuperare il pallone in zone avanzate e ribaltare il fronte d’attacco in pochissimi secondi.

Cambiaghi e Tedesco, c’è già feeling (Photo by Marco Luzzani/Getty Images via OneFootball) Bologna Sport News
La cessione di Rowe ha inevitabilmente rimosso il principale elemento di concorrenza diretta per una maglia da titolare su quella corsia. La partenza di Rowe non indebolisce necessariamente la fascia, ma sposta l’intero peso della responsabilità tecnica sull’esterno italiano, investendolo di una titolarità chiara e indiscussa che gli consentirà di giocare con maggiore serenità e fiducia nei propri mezzi.
In questo contesto si inserisce l’arrivo di Mbangula, un innesto di indubbio talento e prospettiva ma chiaramente destinato, almeno nella fase iniziale della stagione, a partire alle spalle di Cambiaghi nelle rotazioni. Il giovane belga possiede qualità importanti nello stretto e nei cambi di passo a gara in corso, ma deve ancora metabolizzare i complessi sincronismi tattici richiesti da Tedesco e acquisire la necessaria continuità per reggere novanta minuti ai ritmi del campionato italiano. Mbangula rappresenterà un’arma preziosa a partita in corso per spaccare i blocchi difensivi avversari, ma la regia delle manovre sull’out mancino rimane saldamente affidata a Cambiaghi.
Per compiere la definitiva consacrazione e trasformarsi da ottimo titolare a vero leader trascinatore, a Cambiaghi viene richiesto un ultimo, decisivo salto di qualità: la freddezza nella fase di finalizzazione. Tedesco ha più volte sottolineato come l’enorme volume di gioco, dribbling e conclusioni creato dal classe 2000 debba tradursi in un bottino più consistente di reti e assist. Sviluppare maggiore lucidità negli ultimi sedici metri e migliorare la percentuale di conversione sotto porta permetterebbe al Bologna di trovare una letale alternativa realizzativa a Riccardo Orsolini, consacrando definitivamente Cambiaghi come uno degli esterni più incisivi e moderni del panorama nazionale.







































